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Haulotte  HA20 RTJ: piccola dal cuore grande

Aperturadi Giuditta Asnaghi

La HA20 RTJ di Haulotte Group è ideale per le più diverse applicazioni lavorative fino a 20 m di altezza. Robusta, affidabile, facile e maneggevole da utilizzare, comoda e sicura.

Haulotte Group, leader europeo nella produzione di mezzi per il sollevamento di persone e carichi, lancia la nuova piattaforma articolata da 20 m, modello HA20 RTJ. In linea con il modello HA16 RTJ presentato lo scorso anno, anche la nuova 20 m di casa Haulotte presenta il design rinnovato e gli accorgimenti costruttivi che riflettono l’impegno di Haulotte a fornire macchine semplici, robuste, affidabili e ad alte prestazioni.

La nuova HA20 RTJ è una macchina versatile ideale per diverse applicazioni: dalla classica cantieristica edile agli interventi di recupero, dalla manutenzione all’impiantistica, dal verde professionale alla potatura di alberi, dallo sport all’organizzazione di eventi.

Questo nuovo modello racchiude in sé i 30 anni di esperienza e l’approccio da sempre orientato al cliente di Haulotte Group, che si concretizzano in ottimizzazione della produttività, benefici operativi per il cliente e massima sicurezza per l’operatore.

Peso e prestazioni: un equilibrio perfetto

Foto 1Con un’altezza di lavoro di 20,6 m e sbraccio orizzontale di 12,2 m, la nuova piattaforma articolata Haulotte HA20 RTJ si caratterizza per le eccellenti condizioni di lavoro.

Elevato il livello di produttività: la nuova HA20 RTJ infatti offre la migliore velocità di sollevamento disponibile sul mercato, 48 secondi, caratteristica che si traduce in evidenti benefici in termini di risparmio di tempo e incremento della produttività; come la “sorella minore ” da 16 m, inoltre, anche questo nuovo modello si distingue per l’eccezionale simultaneità dei movimenti.

Altra caratteristica vantaggiosa è la facilità di trasporto: sotto questo punto di vista  le dimensioni compatte e il peso contenuto (meno di 9,5 tonnellate) della nuova piattaforma Haulotte HA20 RTJ sono dei vari vantaggi operativi; l’estrema compattezza in fase di trasporto – la macchina chiusa è alta 1,8 m e lunghezza 6,5 m – permette di razionalizzare i costi di trasporto, e consente di caricare ben 2 macchine su un rimorchio convenzionale.

 

Comfort e facilità di utilizzo

Foto 4Flessibile in fase di sollevamento così come nelle operazioni di guida, la nuova piattaforma articolata Haulotte HA20 RTJ permette uno sfilo “morbido” e movimenti estremamente precisi nella zona di lavoro.

L’ergonomia del quadro di comando in piattaforma facilita la comprensione intuitiva da parte dell’operatore dei principali movimenti della macchina; il joystick è gestibile con una sola mano, permettendo così di appoggiarsi con l’altra alla ringhiera del cestello porta-persone.

Il nuovo vassoio porta oggetti, la cui ergonomia è stata attentamente studiata, permette anche maggiore facilità e flessibilità di impiego: un accessorio ideale per avere gli strumenti giusti sempre a portata di mano.

 

Robustezza, durabilità e facilità di manutenzione

Foto 5Progettata per durare nel tempo, la nuova piattaforma articolata Haulotte HA20 RTJ ha una serie di caratteristiche costruttive che incrementano affidabilità e durabilità: la protezione della scatola di controllo superiore e il vassoio portautensili utilizzano un nuovo materiale di robustezza senza paragoni; il trattamento anticorrosione è applicato su tutti i perni di rotazione e le parti non verniciate, aumentando notevolmente la durata; sistema di gestione del carico completamente protetto; i danni da impatto potenziale sono ora evitati; le cappe rinforzate conferiscono eccellente rigidità.

 

Sicurezza incrementata

Foto 8Per avvisare e proteggere l’operatore dal potenziale rischio di schiacciamento, la piattaforma articolata HA20 RTJ, come possibile per tutte le macchine Haulotte, è equipaggiata con l’esclusivo dispositivo di guardia secondario Haulotte ACTIV’Shield Bar (installato di serie sulla versione PRO, opzionale sui modelli base e O).

Inoltre, la HA20 RTJ è molto sicura da guidare in quanto le macchine possono essere azionate alla massima velocità con il jib alzato, in modo da avere una visibilità ottimale dell’area di lavoro.

 

Manutenzione facile e veloce

Box ManutenzioneLa manutenzione della nuova Haulotte HA20 RTJ è facile e veloce grazie ad una combinazione di caratteristiche. Innanzitutto, la piattaforma è completamente modulare: si tratta di 8 elementi sostituibili in modo indipendente, con una dimensione standard di molti elementi di cofanatura che facilitano le operazioni di riparazione. Importante è anche l’accesso diretto ai componenti chiave della macchina, così come il controllo costante dei livelli di funzionamento (motore, idraulica e componenti elettrici). Altra caratteristica costruttiva che facilita le operazioni di manutenzione è il telaio che sorregge il blocco motore ruotabile all’esterno della sagoma. Infine, lo schermo integrato per la pre-diagnostica e i connettori predisposti per il collegamento con il sistema di monitoraggio Haulotte Diag

Haulotte Diag: diagnostica unica per tutte le macchine

Foto Box 1Haulotte Diag è il nuovo strumento diagnostico unico per tutte le macchine Haulotte, da quelle già in servizio a quelle attualmente in commercio fino a quelle che saranno commercializzate in futuro. Il software di diagnostica Haulotte Diag lavora attraverso una scatola VCI (Vehicle Console Interface) wireless che consente l’accesso remoto alle macchine Haulotte per effettuare interventi tecnici: intervenire su guasti e malfunzionamenti, regolare il funzionamento e in generale effettuare attività di diagnosi per tutte le macchine Haulotte. Haulotte Diag può essere installato su personal computer, laptop o tablet (è compatibile con sistemi operativi  a partire da Windows XP Service Pack 3 e versioni successiva, Windows 7 e Windows 8), oppure in versione app per smartphone e tablet con sistemi operativi iOS e Android. Caratteristiche comuni del software per tutte le macchine Haulotte, comprese quelle già in servizio, sono il fatto di essere un software unico per tutte le macchine, la connessione wireless per tutti i modelli (a esclusione delle piattaforme HA12IP, HA15IP e Star 6) fino a un’altezza di 40 metri, infine la possibilità di interscambiare la scatola VCI wireless su più modelli di macchine. Prerogative di Haulotte Diag per le sole macchine nuove (quelle rilasciate dal costruttore dal 2014 in avanti), oltre quelle già menzionate, sono: disponibilità del software in 6 lingue (e altre sono già in preparazione); i guasti della macchina vengono visualizzati con un testo descrittivo per una migliore comprensione (descrizione completa a video + codice numerico al posto del testo troncato o solo il codice numerico di errore); funzioni avanzate di gestione del guasto: nuove informazioni sulla probabile causa del guasto, le componenti da controllare e la loro posizione, le azioni da intraprendere per risolvere il problema, ecc. funzioni avanzate di manutenzione: dispositivi di servizio sono configurati nella macchina per avvisare sul tipo di manutenzione necessaria. È disponibile inoltre la tracciabilità dei dati dell’ultima manutenzione eseguita sulla macchina; funzioni diagnostiche avanzate: intervento di riparazione assistito per un rapido ritorno in servizio della macchina in caso di malfunzionamento (nessun movimento o movimenti molto lenti); recupero dei parametri operativi degli utenti: numero di ore di lavoro effettuate dalla macchina al giorno; possibilità di salvare/ripristinare i parametri operativi principali; compatibilità con i display touch screen (Windows OS).

ACTIV’Shield Bar: Haulotte innova ancora nella sicurezza

Foto Box 2Con il lancio del sistema “ACTIV’Shield Bar”, per la prevenzione degli infortuni causati da intrappolamento e schiacciamento, Haulotte Group conferma e rilancia il suo impegno sul fronte della sicurezza nei lavori in quota. “ACTIV’Shield Bar” è un innovativo accessorio di prevenzione degli infortuni causati da intrappolamento e schiacciamento delle persone durante l’utilizzo di piattaforme aeree. La letteratura sulla sicurezza sul lavoro definisce due casi in cui si configura il rischio di  intrappolamento: quando l’operatore rimane intrappolato sopra il parapetto mentre sta azionando i comandi della piattaforma; quando l’operatore rimane intrappolato sopra il quadro comandi della piattaforma. In entrambi questi casi, può essere complicato il recupero. Il sistema “ACTIV’Shield Bar” di Haulotte avverte e protegge l’operatore in caso di potenziali situazioni di rischio da intrappolamento ed è dotato di un “safety gap” in grado consentirgli di mettersi in salvo. Con l’allarme attivato, infatti, sono consentiti solo i movimenti di discesa, in modo da permettere all’operatore anche in caso di panico di mettersi in salvo senza peggiorare la situazione. Dopo l’attivazione il sistema può essere facilmente resettato e riattivato dalla cesta, evitando qualsiasi fermo macchina. Il sistema è stato progettato in modo da evitare qualsiasi modifica alla macchina e preservare un facile accesso ai comandi, senza costringere l’operatore a cambiare le proprie abitudini di lavoro. Le piattaforme Haulotte sono conformi alle più recenti normative in tema di sicurezza, sia a quelle Europee (marcatura CE, EN 280) che ai principali standard internazionali (ANSI, CSA, AS ecc.).

30 anni di successi

BOX 3Haulotte Group festeggia quest’anno i 30 anni di attività nel settore del sollevamento. Specialista dei mezzi per l’elevazione di persone e carichi, Haulotte produce e commercializza una gamma di macchine di oltre 60 modelli in grado di soddisfare ogni esigenza operativa. L’offerta Haulotte Group può contare su 6 stabilimenti e una rete di 23 filiali di vendita e assistenza che servono oltre 100 paesi nel mondo. La gamma di piattaforme per il sollevamento di persone comprende 7 famiglie di prodotti: pantografi (elettrici o diesel); articolate (elettriche o diesel); telescopiche; trainabili; autocarrate; verticali; “push around”. La gamma di macchine per il sollevamento di carichi e la cantieristica comprende la speciale terna e la serie di sollevatori telescopici HTL.

Una svolta nella sicurezza

OLYMPUS DIGITAL CAMERAdi Cristiano Pinotti

Il futuro della sicurezza passa anche dalla formazione utilizzando il simulatore. Ne sono convinti Volvo CE e AiFOS, suffragati da precise statistiche e dall’opinione di formatori di lungo corso

Poche chiacchiere, tanta chiarezza e concretezza ai massimi livelli. La tecnologia, almeno quella presentata da Volvo CE in partnership con Oryx Simulations – la società che sviluppa i simulatori insieme al costruttore svedese – è la risposta più rapida e intelligente alle necessità di sicurezza in cantiere. Ne abbiamo avuto concreta testimonianza durante un convegno, svoltosi il 28 maggio presso l’Università degli Studi di Brescia, che ha messo in luce le potenzialità di questo strumento che, in ogni caso, deve essere affiancato a un training effettivo sul campo.

La tecnologia al servizio della sicurezza

OLYMPUS DIGITAL CAMERAAttenta all’evoluzione dei tempi, AiFOS – Associazione Italiana Formatori e Operatori della sicurezza sul Lavoro – in questi anni ha puntato al miglioramento della tutela della salute e sicurezza attraverso un’intensa attività di ricerca per conoscere le cause degli incidenti e trovare innovative soluzioni formative  per contrastarli. Questo impegno ha messo in luce l’importanza dell’evoluzione che si è sviluppata nel settore della produzione dei simulatori, macchine ad elevato tasso tecnologico che ricreano fedelmente le reali condizioni di operatività e che vengono utilizzate nell’addestramento di alcune attività lavorative altamente specializzate e di grande responsabilità, su tutte quelle degli astronauti e dei piloti d’aereo. Simulatori che trovano ampi spazi di utilizzo anche nel settore che più ci compete e cioè nell’addestramento di gruisti, carrellisti e operatori di macchine movimento terra. In questo campo la professionalità AiFOS si è incrociata con l’esperienza di Volvo CE Italia e dei suoi simulatori che, con tutta probabilità, rappresentano lo stato dell’arte in materia di addestramento professionale per l’utilizzo delle attrezzature di lavoro. Anche Volvo CE, come AiFOS, è infatti convinta che la realtà virtuale impiegata in abbinamento a regolari sessioni di formazione sul campo e di teoria garantisca agli operatori il raggiungimento di nuovi livelli di competenza e professionalità.

In questo contesto i simulatori avanzati, come quelli di Volvo CE, offrono sessioni di formazione talmente realistiche da potere essere paragonati alla classica formazione sul campo. La fedele riproduzione delle condizioni di lavoro, con tanto di effetti sonori e movimenti realistici, prepara l’operatore ad affrontare situazioni che richiedono l’uso di tutti i sensi, come accade, appunto, sulle macchine vere. Inoltre, aspetto da non sottovalutare, i simulatori consentono la formazione in situazioni non comuni e ad alto rischio senza mettere in pericolo la sicurezza dell’operatore, dell’istruttore e l’integrità delle macchine reali.

 

Un convegno per capire

OLYMPUS DIGITAL CAMERAPer parlare del futuro della formazione e mostrare le possibilità dei simulatori nella formazione all’uso sicuro delle attrezzature, AiFOS, in partnership con Volvo CE, ha organizzato il convegno di studio e approfondimento, dedicato ad operatori, formatori e istruttori, dal titolo: “Operatori del futuro. Il simulatore per la formazione delle attrezzature”. In questa occasione è stato presentato il primo simulatore in Italia, installato nel laboratori AiFOS, dedicato alla formazione degli operatori per escavatori idraulici. Il tutto nella consapevolezza come attualmente la normativa vigente non contempli l’uso dei simulatori per il rilascio della specifica abilitazione degli operatori, ma nella certezza della necessità di una formazione che vada al di là delle sterili tempistiche e modalità stabilite per legge, che sia continua e permetta non solo di lavorare in sicurezza, ma anche di ottenere il massimo dalla macchina.

Stefano Tacchinardi
Stefano Tacchinardi

Infatti, come sottolineato da Stefano Tacchinardi, AD di Volvo CE Italia, “i simulatori avanzati per la formazione sono uno strumento di training realistico, efficiente e facile da utilizzare, in grado di migliorare la produttività senza le limitazioni della formazione convenzionale. Inoltre sviluppare le competenze con un simulatore è ideale in termini di costi e di tempi. Usare un simulatore infatti costa solo una frazione rispetto a quanto costerebbe la formazione su una vera macchina. Ogni sessione è pratica e tutti i tempi di gestione sono ridotti al minimo: gli operatori, infatti, possono esercitarsi realisticamente senza togliere le macchine dal lavoro o rischiare fermi a causa di danni subiti durante la formazione. E non ci sono limiti legati alle condizioni atmosferiche, alla mancanza di attrezzature o di un luogo di lavoro adeguato”.

Niclas Olovsson con Elena Pallicelli
Niclas Olovsson con Elena Pallicelli

Dello stesso avviso Niclas Olovsson, Key Account Manager di Orix Simulations, che attraverso dati e statistiche ha dimostrato come questo strumento pratico, affiancato alla tradizionale teoria, abbia un immediato effetto positivo sulle abilità dei partecipanti. “Investire in competenza – ha commentato il manager Orix – crea una situazione win-win, in cui l’azienda guadagna in produttività, redditività e forza competitiva, mentre i dipendenti hanno più fiducia, assumono incarichi più importanti e sono più felici sul lavoro. La semplice riduzione di pochi secondi di un ciclo di lavoro porta a risparmi incredibili, quantificabili in centinaia di migliaia di dollari”.  L’esempio riportato è lampante. In un lavoro di escavazione da 2.000.000 di tonnellate che coinvolge quattro macchine, i calcoli (eseguiti con Site Sim) dimostrano che ridurre il tempo medio del ciclo della benna da 30 a 24 secondi e ridurre il tempo medio di manovra per le unità di trasporto da 50 a 35 secondi farà risparmiare 350.000 USD nei costi macchina e operatore. E il tutto avviene semplicemente attraverso una formazione sul simulatore che aiuta l’operatore a lavorare meglio e in completa sicurezza.

“La nostra proposta formativa con simulatore – interviene Elena Pallicelli, Direttore Marketing Volvo CE Italia – offre molteplici possibilità per escavatori, pale gommate, dumper articolati e macchine per demolizione. È in grado di soddisfare le specifiche necessità aziendali: il simulatore può offrire anche una serie di esercizi specificamente studiati per le diverse abilità e capacità dell’operatore. L’istruttore può usare i pacchetti predefiniti Volvo Training oppure generare pacchetti di esercizi specifici per diversi studenti o gruppi”.

 

Dal simulatore al cantiere
Roberto Catana
Roberto Catana

In questo contesto altamente tecnologico e all’apparenza virtuale, è fondamentale il parere di un esperto del calibro di Roberto Catana, formatore qualificato AiFOS e istruttore tecnico attrezzature di lavoro. L’esordio di Catana è quanto meno spiazzante: “non ho mai creduto in questi strumenti – attacca – ma ho dovuto ricredermi. Il simulatore Volvo permette di compiere qualsiasi manovra, consente di simulare in modo estremamente realistico ogni situazione, persino le più complesse. Ovviamente l’uso di questa tecnologica deve essere affiancato dalla preparazione teorica e da quella pratica sul campo, ma in ogni caso la formazione sul simulatore permette tempi di apprendimento decisamente rapidi e regala una maggiore consapevolezza non solo ai neofiti, ma anche agli operatori esperti”.

Marini: impianti mobili per nuove esigenze

Nuova fotoLe imprese stradali, dovendo far fronte alla scarsità di nuovi progetti nei mercati domestici, hanno progressivamente mostrato la volontà di partecipare  alla costruzione di nuove strade nei più svariati paesi nel mondo. A tal fine si è reso necessario dotarsi di impianti mobili su ruote facilmente trasferibili ed altrettanto facilmente montabili per poter affrontare i cantieri logisticamente più “difficili”

Il nuovo impianto Marini XPRESS 2500 è la risposta a queste nuove necessità.

Sfruttando le esperienze fatte ed introducendo tutte le novità tecniche presenti sugli impianti più moderni, Marini ha adesso un impianto veramente unico nel suo genere: un impianto discontinuo di grande capacità oraria (fino a 200 t/h) totalmente trasferibile su gomma e con ingombri trasportabili in sagoma stradale (2,5 m, eccezion fatta per il trailer principale che è di 3 m).

Una volta in cantiere l’impianto, che non necessita di fondazioni in calcestruzzo, viene assemblato su apposite basi metalliche, previa una adatta compattazione della base di appoggio.

Il montaggio dell’XPRESS 2500 non necessita di particolari mezzi di sollevamento; per alcune operazioni di montaggio è sufficiente l’ausilio della sola pala meccanica utilizzata poi per l’alimentazione degli inerti.

XPRESS 2500 ha installato a bordo una “Power Unit” idraulica che, per mezzo di appositi cilindri idraulici, permette di sollevare e di mettere in posizione di lavoro in breve tempo l’intero impianto.

Marini 2Il telaio principale, semirimorchio a tre assi, comprende:

 

  • Vaglio a 5 selezioni + scarico diretto
  • 5+ 1 tramogge sotto vaglio
  • Modulo dosaggio inerti e mescolatore da 2500 kg / impasto
  • Dosaggio filler e bitume a peso
  • Elevatore caldo e la coclea per il recupero filler incernierati al centro, ruotabili di 90° in posizione di lavoro.
  • Compressore aria e cabina di comando.

La versione base dell’XPRESS 2500 prevede una batteria di 5 predosatori mobili semirimorchio a due assi, da 11 m3 ciascuno, con possibilità di avere già preinstallati il nastro di alimentazione e la paratia di appoggio della pala meccanica.

SinistraIl tamburo essiccatore consente una essiccazione di 190 t/h di inerti al 3% di umidità. Come il resto dell’impianto, anche l’essiccatore è montato su semirimorchio, in questo caso a due assi. Il bruciatore ed il canale di collegamento al filtro di tessuto sono premontati in fabbrica e pronti all’utilizzo.

Come tutti i tamburi essiccatori prodotti da Marini, anche questo è dotato di anello per l’introduzione dei materiali fresati da riciclare (RAP). Il telaio è dotato di quattro gambe stabilizzatrici di supporto e basi metalliche, di appoggio. Sono disponibili diverse taglie di essiccatore per ogni esigenza produttiva.

Il filtro di tessuto di oltre 660 m2 di superficie filtrante, è anch’esso mobile su semirimorchio a due assi ed in sagoma stradale, ha incorporato nella sua parte inferiore il silo di deposito dei fini caldi recuperati.

Sullo stesso telaio trova alloggio la ventola dell’aspiratore e la coclea di evacuazione filler in eccesso. Il semirimorchio è completo di piedi di supporto e basi metalliche di lavoro, mentre il  camino realizzato in allumino è montabile senza l’ausilio di gru.

L’XPRESS 2500 può essere completato con un’ ampia gamma di optional disponibili per ogni esigenza produttiva come additivi liquidi, granulari, ed emulsioni bituminose anche modificate per la produzione di asfalti “tiepidi” A richiesta inoltre è installabile la rampa di produzione di bitume schiumato.

L’ XPRESS 2500 è stato previsto per un utilizzo con scarico diretto sui camion, tuttavia a richiesta è fornibile un silo di deposito per i materiali rivestiti mobile semirimorchio a due assi auto-montante con una capacità di 20 m3.

Con questo impianto la Marini ha voluto aggiungere una nuova perla nello scrigno contenente una vasta gamma di impianti per la produzione di conglomerati bituminosi, rendendo disponibile come da oltre un secolo un prodotto unico adatto alla clientela più esigente.

Le nuove gru Manitowoc GMK a cinque assi

AperturaManitowoc ha lanciato due nuove gru tuttoterreno Grove a cinque assi, che si aggiungono alla GMK5250L presentata di recente. Le nuove gru GMK5180-1 e GMK5200-1 condividono molte delle eccellenti caratteristiche e dei vantaggi offerti dalla GMK5250L, oltre ad un pacchetto contrappeso perfezionato che garantisce massima flessibilità. Questi nuovi modelli innovativi, che si aggiungono alla gamma di gru Grove, permettono alla clientela di scegliere la gru più idonea al rispettivo campo di attività, con conseguente ottimizzazione del rendimento sull’investimento.

Le nuove gru Grove offrono combinazioni ottimali di braccio e braccio articolato, con braccio principale da 64 m estensibile grazie a due inserti da 8 m e braccio articolato da 18 m con disassamento di 40°. La GMK5180-1, di portata pari a 180 t, dispone di contrappeso massimo da 50 t, mentre la GMK5200-1, di portata pari a 200 t, dispone di contrappeso massimo da 70 t. Grazie alla lunghezza del braccio ottimizzata ed ai diagrammi di carico altamente competitivi delle nuove gru Grove, Manitowoc sta definendo nuovi standard nella categoria delle gru tuttoterreno a cinque assi.

“L’aggiunta di queste nuove Grove tuttoterreno a cinque assi ci consente di offrire alla clientela una vastissima gamma di scelta in termini di braccio e di portata,” ha dichiarato Jens Ennen, vicepresidente senior gru tuttoterreno ed autogru Manitowoc. “Le gru tuttoterreno comprese in questa classe sono estremamente popolari presso le società di noleggio e si adattano a qualsiasi tipo di attività, dalle opere di costruzione ai sollevamenti industriali ed al montaggio delle gru a torre. Le nuove gru GMK5180-1 e GMK5200-1 offrono tutti i vantaggi tecnici della GMK5250L, inclusa l’eccellente manovrabilità garantita dalla turbo frizione VIAB ed il contrappeso intercambiabile con il modello GMK6300L, per ottimizzarne la versatilità.”

Insieme al modello GMK5250L, le nuove gru Grove a cinque assi sono le prime nel settore ad offrire una turbo frizione con ritardatore VIAB, che consente di eliminare sia il surriscaldamento dei fluidi sia la bruciatura della frizione, permettendo al contempo partenza e frenatura senza usura. Inoltre, consente di ridurre il consumo di carburante. In linea con gli ultimi modelli Grove introdotti sul mercato, la GMK5180-1 e la GMK5200-1 utilizzano un motore singolo, ossia un motore diesel a sei cilindri Mercedes-Benz OM471LA Tier 4 final/EUROMOT 4 con potenza nominale di 390 kW (520 hp) e coppia massima di 2,460 Nm. Il motore comanda la motrice e alimenta la sovrastruttura. L’uso di un motore singolo comporta un consumo di carburante inferiore durante l’esercizio (con un risparmio di gasolio fino al 30%), peso complessivo ridotto e meno manutenzione, per cui la gru risulta molto più conveniente.

I movimenti in cantiere sono agevolati dall’integrazione della sospensione indipendente brevettata Megatrak di Grove nonché dal sistema di sterzatura integrale, per cui durante lo spostamento non occorre sollevare alcun assale, un fattore anche questo che consente il trasporto del peso ottimale del contrappeso, supportato dal comando sospensioni attive.

 

CAT 336F XE: ancora più preciso

AperturaL’escavatore Caterpillar  336F XE è divenuto più efficace grazie all’introduzione del Cat® Production Measurement, una tecnologia Cat Connect Payload che migliora la produttività delle operazioni di carico e trasporto nelle applicazioni per le quali i clienti richiedono pesatura di precisione e carichi accurati.  Questo sistema integrato di misurazione del carico utile in mobilità è una novità assoluta del settore: gli escavatori possono infatti pesare i carichi durante l’oscillazione del braccio, senza interruzioni del ciclo di carico. Le funzioni avanzate di pesatura consentono all’operatore di effettuare regolazioni rapide dei carichi durante la passata finale, con un notevole risparmio di tempo, prima di caricare il veicolo. I dati del carico utile, visualizzabili in un colpo d’occhio sul display in cabina, consentono all’operatore di effettuare un caricamento veloce ed efficiente in base alle specifiche esatte, evitando carichi eccessivi o insufficienti e ottimizzando il potenziale di trasporto e le prestazioni dell’intera flotta. I dati vengono memorizzati per aiutare i manager a calcolare i volumi giornalieri, a monitorare la produzione e a gestire le attività. Con Cat Production Measurement, i clienti potranno beneficiare di tempi di ciclo più brevi, una maggiore produttività e minori costi di esercizio e del combustibile.

sinistraCat Production Measurement è una tecnologia installata in fabbrica, completamente integrata negli impianti e sul display della macchina. L’integrazione capillare consente al sistema di utilizzare componenti e sensori esistenti sulla macchina, in modo da garantire prestazioni ottimali e affidabilità a un prezzo conveniente.

Modalità e funzioni

TestoLe modalità avanzate di pesatura offrono un carico utile preciso e un ciclo di carico rapido.

  • Pesatura automatica: consente di stimare il peso del materiale semplicemente oscillando la benna carica, funzione particolarmente utile durante le operazioni di carico dalla stessa altezza o da posizione sopraelevata.
  • Pesatura durante il trasferimento: consente di prevedere la somma del peso del materiale e del carico utile totale del veicolo, consentendo agli operatori di scaricare il materiale in eccesso dalla benna per ottenere il peso prestabilito.
  • Allarme sovraccarico : l’operatore visualizza sullo schermo quando il carico finale della benna supera il limite del carico utile del veicolo.

Gli operatori possono tenere traccia della produttività dalla cabina grazie al rapido accesso alle pesature quotidiane del carico utile, al numero di carichi e cicli e ai totali. In combinazione con le tecnologie LINK, i manager possono consultare i dati del carico utile, in aggiunta alle metriche di produzione e di efficienza del combustibile, tutto grazie a VisionLink® Payload Reporting. Una rendicontazione esaustiva aiuta i manager a gestire rapidamente la movimentazione dei materiali, a valutare le prestazioni della flotta e dell’operatore e a prendere decisioni tempestive per soddisfare gli obiettivi di produzione e ottimizzare l’efficienza in cantiere.

SMART MACHINE

Apertura

di Marzia Rubinetti

Il nuovo Mecalac 12MTX è l’ulteriore miglioramento di un progetto nato nel 1974. Ancora oggi innovativo e unico nel suo genere, ha ulteriormente rafforzato il concetto di escavatore gommato multifunzione, di sicurezza e di facilità di utilizzo. Una vera e propria smart-machine

Se Mecalac ha inventato un escavatore gommato che si discosta completamente da tutto quanto esistente sul mercato, bisogna darle il merito di non sedersi sugli allori e non accontentarsi mai di quanto realizzato fino ad ora.

Ricerca e sviluppo sono i due elementi chiave su cui si fonda la filosofia del costruttore savoiardo. E non stupisce vedere, ancora una volta, l’ennesima evoluzione di un concetto che ha portato nei cantieri un diverso modo di affrontare il lavoro.

Maggiore sicurezza, prestazioni aumentate, superiori geometrie di lavoro, una guida intuitiva e semplificata che declina su gomma i concetti dei cingolati MCR, un design più accattivante che aumenta la visibilità e migliora l’accessibilità per la manutenzione.

Con la nuova 12MTX i progettisti Mecalac hanno letteralmente divulgato una macchina che ha fatto la storia del marchio e che ora è alla portata di qualsiasi operatore.

Una smart-machine che offre tanto e lo fa in modo semplice e intuitivo.

POSTO GUIDA: ERGONOMIA DI ALTO PROFILO

DCIM100GOPROLa vera rivoluzione della 12 MTX è il posto guida. Stiamo parlando di ergonomia di alto profilo grazie a un profondo studio non solo della posizione dei comandi e dell’accesso a bordo ma, soprattutto, della logica di funzionamento della macchina. Tutto è stato realmente progettato attorno all’operatore e al suo modo di pensare. Non un operatore Mecalac, abituato ad usare gli escavatori gommati articolati del marchio francese, ma di un qualsiasi escavatore. La logica dei comandi è ora del tutto simile a quella della serie MCR dove, grazie a un selettore circolare semplice e intuitivo, aiutato da un’icona di immediata comprensione, è possibile scegliere all’istante la modalità di azionamento: trasferimento, pala, escavatore o parcheggio. In questo modo i comandi si impostano automaticamente senza che l’operatore debba intervenire. L’utilizzo è intuitivo, sicuro e molto rapido potendo anche passare da una modalità all’altra in modo immediato.

DCIM100GOPROL’accesso a bordo, tallone d’Achille della serie precedente, non presenta più problemi: una scaletta ad azionamento idraulico, ampia e con gradini ben spaziati, si sposta automaticamente ogni volta che si attivano e disattivano i comandi. Quando si lavora si ritrae in posizione protetta, quando si sale o scende si colloca sotto la porta di accesso. Il piantone dello sterzo ha una sezione molto piccola e si reclina in modo da non costituire ostacolo alla visuale. Tutti i comandi sono ora raggruppati sulla sinistra con un comodo selettore multiplo a roto/pressione. La routine del monitor multifunzione è comoda e intuitiva. I materiali degli interni sono di qualità molto buona e lo spazio è stato gestito in modo ottimale riuscendo a unire la presenza dei necessari vani portaoggetti alle vetrate molto ampie (5,70 m2). L’impianto di climatizzazione si è dimostrato pienamente all’altezza del compito. L’ottimo livello generale è, ormai, un must in casa Mecalac con materiali di buona qualità e una cura dei particolari che non lascia spazio all’improvvisazione.

 

MOTORE E IDRAULICA

BOX_02_001Il motore è un 4 cilindri Deutz da 3.621 cm3, raffreddato ad acqua, conforme allo Stage IIIb con valvola EGR e DOC (Diesel Oxydation Catalyst). Sviluppa una potenza di 80 kW (109 CV) @ 2.200 giri/min e ha una coppia di 430 Nm @ 1.600 giri/min. Si tratta di un’unità che consolida ulteriormente il legame fra Deutz e Mecalac e che ben si adatta a una macchina compatta come la nuova 12 MTX. I progettisti francesi hanno completamente rivisto tutta la carrozzeria e hanno già lavorato sulle prossime implementazioni motoristiche prevedendo tutto lo spazio necessario per contenere i prossimi apparecchi antinquinamento. DestraL’impianto idraulico è stato calibrato sulle esigenze di una macchina multifunzione sviluppando un consolidato schema che vede traslazione, braccio/rotazione e attrezzature supplementari completamente svincolati fra loro. La traslazione ha un circuito a centro chiuso Senso Drive con 182 l/min a disposizione per 430 bar di pressione massima. Il tiro alla barra è di 5.800 daN. Braccio e rotazione sono comandati da un impianto load-sensing flow-sharing da 165 l/min per 310 bar di pressione. La torretta dispone di una coppia di rotazione di 2.210 daNm per una pressione di esercizio di 230 bar. Le attrezzature idrauliche dispongono da 35 a 140 l/min con pressioni che spaziano da 100 a 310 bar. Un sistema generale performante ed equilibrato che dispone, nella complessità, di ben 487 l/min…al pari di un escavatore cingolato della classe 20 ton.

 

STRUTTURA: IL CONCETTO E’ LO STESSO, TUTTO IL RESTO NO!

BOX_03_001Il concetto dell’escavatore gommato articolato è rimasto ovviamente lo stesso. Non si può dire per la struttura che è stata completamente rivista in funzione delle prestazioni più elevate, del nuovo motore e di superiori capacità operative. La geometria del braccio, infatti, è stata cambiata e ottimizzata aumentando l’escursione complessiva e la capacità di operare più vicino all’escavatore senza sacrificare nulla alle prestazioni. Si tratta di una scelta che valorizza ancora di più la soluzione che ha reso Mecalac famosa nel mondo e che permette alla 12 MTX di lavorare in spazi ancora più ristretti. Il telaio è stato rivisto in funzione delle aumentate prestazioni lavorando con un occhio in avanti e lasciando gli spazi necessari per le future motorizzazioni, compresi filtri e apparecchi per abbattere gli agenti inquinanti. SinistraNonostante questo la visibilità è stata migliorata diminuendo il volume dei cofani grazie a una ottimizzazione complessiva che trova ben pochi riscontri nella concorrenza. L’oscillazione fra gli assali, come da tradizione Mecalac, è bloccabile in modo da operare in sicurezza su terreni sconnessi. La scaletta per salire a bordo è una vera chicca. Trova posto a ridosso del telaio, in posizione protetta, quando si lavora. Non appena ci si ferma e si alza il manipolatore di destra per poter scendere un cilindro idraulico la colloca in corrispondenza della porta di accesso. È stato quindi brillantemente risolto un problema che avevamo già segnalato in passato in occasione di un test sulla più piccola 10 MSX. Una verve progettuale che consolida il bagaglio tecnico di cui Mecalac, da sempre, si fa portatrice.

 

 

IN CAMPO SENZA MAI RINUNCIARE ALLA PERFORMANCE

BOX_04_002La 12 MTX incarna tutto il DNA Mecalac con, in più, una semplicità di guida che la porta verso qualsiasi operatore. Dopo un breve training, assolutamente necessario su qualsiasi macchina prima di iniziare a operare, ci è subito chiaro come l’uso intuitivo che caratterizza i modelli cingolati MCR sia stato trasferito anche ai gommati articolati che hanno reso famoso il costruttore di Annecy-le-Vieux. Una volta trovata la migliore posizione di guida, grazie alle regolazioni reciproche fra sedile, manipolatori e piantone di sterzo, spostiamo il selettore da Parcheggio a Pala e iniziamo a lavorare. L’idraulica raffinata, con logica Load Sensing Flow Sharing, si fa apprezzare per la sua fluidità e la sua docilità. Non ci sono vuoti e anche i movimenti più particolari, azionando la rotazione della torretta insieme a traslazione e braccio, non costituiscono difficoltà. Piace la progressione di azionamento che permette di avere sempre sotto controllo ogni situazione. SinistraTeniamo presente che la 12 MTX si candida, in primo luogo, come macchina per lavori stradali, di urbanizzazione e, più in generale, di cantieristica complessa. È un escavatore che per le sue caratteristiche si deve muovere in spazi ristretti e operare in mezzo a ostacoli e imprevisti di ogni genere. Da questo punto di vista non solo l’idraulica ma anche la conformazione generale, con una visibilità a livelli di eccellenza, costituisce un valore aggiunto notevole che facilita la guida e aumenta la sicurezza. DestraQuest’ultimo è un elemento su cui Mecalac ha molto investito e che è il vero fiore all’occhiello di questa macchina. Infatti, se da un lato l’utilizzo in configurazione standard, grazie al selettore multifunzione, risulta semplice e immediato, è possibile però personalizzare moltissimi parametri di funzionamento in modo da andare incontro alle esigenze di ogni operatore. Soprattutto di coloro che usano le Mecalac da molti anni e che potranno trovare nel nuovo modello la summa di ogni esperienza passata del costruttore. L’escursione del nuovo braccio, solo all’apparenza identico al precedente, permette di lavorare trasversalmente al carro con una visibilità superiore rispetto al passato e consentendo manovre molto più vicine al telaio. Una scelta che valorizza ancora di più la compattezza di queste macchine. Per contro l’angolo di apertura è stato aumentato e lo sbraccio della 12 MTX è aumentato rispetto al passato. Tutta la macchina ha usufruito di una lunga lista di evidenti migliorie che, alla prova dei fatti, sono determinanti per una produttività ancora più elevata rispetto al passato. Le performance sono all’altezza delle aspettative con pendenze superabili, forze di strappo e capacità operative che in pochi si immaginerebbero in una macchina così compatta e così particolare. Occorre solo un po’ di abitudine al telaio articolato con la cabina sul semitelaio anteriore quando si usa in modalità pala. Una questione di qualche ora di lavoro e il gioco è fatto grazie alla semplicità di utilizzo che avvicina la 12 MTX a qualsiasi operatore e abbatte lo scoglio psicologico dell’escavatore articolato. Una smart-machine alla portata di tutti e con potenzialità tutte da esprimere.

 

LA PAGELLA

CI È PIACIUTO – ERGONOMIA DI ALTO PROFILO – GUIDA SEMPLICE E SICURA – IDRAULICA RAFFINATA E PRESTAZIONALE – POSSIBILITÀ DI PERSONALIZZAZIONE DEI COMANDI

CI È PIACIUTO MENO – MOTORIZZAZIONE CHE NEI FUTURI STEP SI COMPLICHERÀ UN PO’

Il Surface Miner 4200 SM di Wirtgen

Wirtgen 1La New Acland Coal Mine (NAC), sita nelle immediate vicinanze della località di Acland (Queensland), fa parte del New Hope Group australiano. Sin dall’inaugu­razione della miniera, il carbone e gli sterili venivano estratti con l’ausilio di apripista con ripper posteriore e pale caricatrici gommate. Il forte calo dei prezzi del carbone ha però costretto i responsabili della miniera a cercare metodi di estrazione alternativi e più efficienti.

Si è trovata presto una soluzione: il principio di funzionamento del surface mining di casa Wirtgen costituisce il metodo ideale per le impegnative condizioni geologiche presenti nella miniera, ossia fino a 27 filoni di carbone, in gran parte sottili, intercalati da altrettanti strati di sterili. Rispetto ai metodi convenzionali, il surface mining selettivo semplifica il processo di estrazione, riducendo quindi i costi d’esercizio e fornendo carbone di qualità superiore all’impianto di trattamento annesso.

SinistraIl surface mining Wirtgen è una tecnologia già ampiamente collaudata in numerosi progetti di estrazione del carbone. Non c’è dunque da stupirsi che la fase di prova di sei mesi con prestazioni predefinite concordata tra la NAC e Wirtgen sia stata un pieno successo: il surface miner 4200 SM ha confermato nella dura realtà quotidiana di miniera le previsioni relative alla capacità produttiva, che ha raggiunto pure le 3000 tonnellate all’ora. Anche i denti a codolo cilindrico utilizzati sono stati sperimentati intensamente e ottimizzati in funzione della specifica applicazione, visto che oltre al carbone dovranno tagliare in modo efficiente anche il duro materiale sterile intercalato. Inoltre è stata perfezionata sin dall’inizio la collaborazione con il servizio assistenza clienti Wirtgen, comunque sempre disponibile. Così è stato possibile identificare e attuare presto molte delle possibilità di ottimizzazione che solitamente si manifestano durante l’intro­duzione di una tecnologia totalmente diversa. Dopo che si sono potute soddisfare tutte le prestazioni predefinite entro la fase di prova, la NAC ha deciso di acquistare un surface miner modello 4200 SM.

I vantaggi del surface miner Wirtgen

TestoPer sfruttare al massimo il sito estrattivo, il 4200 SM taglia e carica il carbone in modo efficiente in una sola passata, lasciando dietro di sé un fondo piano e ben agibile per i veicoli. Nella fase di prova si è inoltre scoperto che il surface miner a pari prestazioni sostituisce due apripista e una pala caricatrice gommata. I risparmi da ciò risultanti, specialmente in termini di personale e di carburante, riducono in misura sensibile i costi d’esercizio. A favore del 4200 SM depongono anche i risultati dei rilievi delle emissioni, con vibrazioni della macchina e livelli di rumore decisamente inferiori. Unitamente alla cabina di guida disegnata secondo criteri ergonomici, risulteranno quindi ridotti al minimo, specialmente nel lungo periodo, gli impatti sulla salute dell’operatore. Grazie al sistema di telecamere appositamente concepito per questa applicazione, l’operatore è in grado di differenziare comodamente tra carbone e materiale sterile – per cui si ottiene un carbone di qualità decisamente migliore. Inoltre prima della consegna, apportando opportuni adattamenti alla macchina, sono stati completamente soddisfatti sia le severe norme di sicurezza che gli standard sulle macchine imposti dall’industria del carbone australiana.

Il tamburo di taglio, specificamente studiato per l’estrazione di roccia tenera, non solo si presta ottimamente per l’estrazione del carbone (resistenza a compressione mono­assiale = 20 MPa), ma anche per gli strati intercalati notevolmente più duri (50 MPa). Il 4200 SM estrae il carbone in modo selettivo con una profondità di taglio precisa e una superficie di taglio pulita, garantendone così un alto grado di purezza. Di conseguenza diminuisce anche il numero di viaggi dei camion necessari per trasportare il materiale estratto all’impianto di lavaggio del carbone e per ritrasportare alla miniera gli sterili separati durante il processo di lavaggio. Inoltre il 4200 SM produce una frazione fine (granulometria < 2 mm) quantitativamente minore e una percentuale maggiore di carbone nella pezzatura finale richiesta (granulometria < 38 mm). Tutto ciò si traduce alla fine anche in un maggiore rendimento dell’impianto di trattamento del carbone.

“E” COME EVOLUZIONE

Apertura

di Mario Bonino

La Serie E degli escavatori Volvo è qualcosa di più di una semplice prosecuzione di un progetto. Una vera e propria evoluzione dove l’ottimizzazione idraulica va di pari passo con il comfort e l’aggiornamento normativo dei motori

Un progetto partito da lontano e che ha scalato le vette del movimento terra mondiale.

Dal loro esordio, gli escavatori cingolati Volvo CE sono infine arrivati alla Serie E.

Una vera Evoluzione che ha visto un continuo affinamento delle prestazioni idrauliche e della controllabilità. Senza dimenticare i due must irrinunciabili di Volvo: comfort e riduzione dei consumi.

Quattro obiettivi centrati grazie a una tecnologia che si evolve e migliora quanto avevamo già visto con la Serie D.

Sotto la nostra lente di ingrandimento è il momento del nuovo EC220E NL che, con il motore Volvo D6 conforme Stage IV (Tier IV Final), si propone oggi come una delle macchine più evolute e “pulite” del mercato.

Non solo un escavatore ma una macchina in grado di adattarsi a ogni singolo operatore per integrarsi con lui e aumentare la produttività valorizzando le capacità di chi è alla guida.

Un concetto che sposta nuovamente in avanti il pensiero del costruttore svedese per cui l’operatore è il centro di ogni esigenza.

CABINA: TANTI PICCOLI ACCORGIMENTI

BOX_01_004Le cabine Volvo sono sempre state uno dei riferimenti del mercato. L’esemplare studio ergonomico del costruttore svedese ha da sempre fatto scuola e anche questa volta non si è smentito. Partendo dall’ottima base della Serie D, Volvo ha ottimizzato tanti piccoli particolari che fanno la differenza. Il concept è rimasto lo stesso – fra i più comodi e funzionali oggi sul mercato – con una distribuzione ordinata di tutti gli interruttori che sono stati in parte ridotti e in parte cambiati di posizione per facilitarne un uso più dinamico. Il monitor multifunzione è stato ingrandito. È ora possibile programmare un tasto di scelta rapida sul manipolatore di sinistra da cui è possibile comandare istantaneamente una funzione fra le più usate. Le cinture di sicurezza sono collegate a un segnale acustico e a una spia che ricordano di allacciarle come nelle automobili. L’impianto audio è ora integrato con il vivavoce che funziona con dispositivo Bluetooth e permette di parlare al telefono senza distrazioni. È ora possibile programmare la reattività dei servocomandi su tre livelli per consentire un adattamento ottimale fra escavatore, operatore e diverse situazioni operative.

Air gunLe attrezzature ausiliarie si comandano tramite pedale elettrico che risulta comodo, preciso e flessibile nell’impiego. La climatizzazione è stata potenziata per avere tempi di riscaldamento e raffrescamento inferiori. Le bocchette sono salite a 14 e sono dislocate in modo da avere un defrost uniforme e flussi più distribuiti e meno potenti guadagnando in silenziosità e salute per l’operatore. Quest’ultimo è al centro della sicurezza sia grazie alla omologazione ROPS (ISO 12017-2) che grazie a sedile e manipolatori completamente regolabili.  La protezione FOPS è disponibile in opzione secondo la filosofia Volvo che richiede una valutazione del rischio scegliendo quindi se dotarsi di Livello I o Livello II. Il monitor fornisce non solo le informazioni relative alla funzionalità generale dell’escavatore ma anche la visione della telecamera posteriore (e anche destra in opzione) e tutti gli intervalli di manutenzione con le relative scadenze. La pressione sonora interna standard (ISO 6396) è di 69 dB(A). Un valore molto buono che conferma l’escavatore Volvo EC220E su livelli di eccellenza. I materiali, infine, sono di buona qualità con plastiche e soluzioni portaoggetti all’altezza del nome.

MOTORE E IDRAULICA

BOX_02_002Il motore è il Volvo D6 da 5.700 cm3 che eroga 128 kW (174 CV) @ 1.800 giri/min. La coppia massima è di 849 Nm @ 1.350 giri/min. Sviluppato da Volvo,  conforme allo Stage IV grazie alla tecnologia V-ACT che si avvale di iniettori ad alta pressione, sovralimentazione e intercooler aria-aria. Particolato e ossidi di azoto sono abbattuti grazie all’azione congiunta di DOC, DPF ed SCR con AdBlue. L’impianto idraulico ha una portata massima di 414 l/min (2 x 207 l/min). Se pressioni e portate rimangono invariate rispetto alla serie precedente, la modalità ECO è stata ulteriormente migliorata. In questo modo la regolazione elettronica di motore e pompe permette di fornire esattamente la quantità d’olio necessaria nelle fasi di spunto della rotazione della torretta evitando di avere inutili accumuli che andrebbero direttamente in scarico provocando surriscaldamento e inutili consumi. Non solo. Si è provveduto a dare automaticamente la priorità alla rotazione e all’avambraccio assicurando sia elevate coppie di rotazione (83 kNm) che velocità elevata nelle manovre di scavo e spianamento. Le portate sono automaticamente raddoppiate per ottimizzare i tempi di lavoro e la rigenerazione dei flussi d’olio fra braccio, avambraccio e benna permette un risparmio in termini di combustibile, l’eliminazione delle cavitazioni interne e l’aumento della velocità di ciclo. DestraÈ anche disponibile la modalità Power Boost con cui si alzano momentaneamente le pressioni di lavoro per ottenere maggiori forze di strappo. Sono inoltre memorizzabili 20 attrezzature di lavoro diverse regolando pressioni e portate di ognuna. Le modalità di lavoro I-F-G-H e P (Power Boost) sono selezionabili tramite il potenziometro sulla base del lavoro che si sta effettuando in modo intuitivo e semplice. Ben posizionato, permette un agevole azionamento durante il lavoro in modo da regolare velocemente il comportamento dell’EC220E. La coppia elevata a un regime contenuto permette inoltre di avere un comportamento ottimale dell’escavatore nelle manovre di finitura e sollevamento non solo grazie alla regolazione elettronica di pressioni e portate ma anche grazie a un motore che contiene i consumi e ha una resa elevata in modo del tutto naturale. I tecnici Volvo hanno quindi lavorato molto bene per ridurre ulteriormente i consumi accentuando ancora di più uno storico valore aggiunto del marchio.

STRUTTURA: UNA CURA CHE CONTINUA

BOX_03_001Volvo ha fatto della robustezza una sua caratteristica peculiare che, nel tempo, non ha mai  abbandonato. Squadra che vince non si cambia. E allora ritroviamo i rinforzi a protezione dell’avambraccio in corrispondenza della zona di chiusura della benna, le sezioni generose del braccio in corrispondenza della curvatura, specifici rinforzi sull’avambraccio nella zona di azione dei cilindri idraulici, carri con una impostazione di base adatta a operare in contesti difficili. Scelte progettuali confermate o migliorate dall’esperienza diretta sul campo e dall’ascolto dei clienti. Volvo ha, giustamente, una tradizione di alta qualità che non vuole tradire e i suoi estimatori cercano quel valore aggiunto che è il plus del marchio. Non è un caso se il carro della versione NH dell’EC220E, corrispondente a quella che la tradizione dei vecchi escavatoristi identifica come la “Heavy Duty” (HD), abbia fatto un salto di ben due classi. La base del carro è infatti quella dell’EC300E. SinistraCon due rulli in meno, con un telaio a “X” largo 2,55 m, stesse catenarie, stessi elementi scatolari, stesse lamiere e identici spessori. Una mentalità “made in Sweden” che ha fatto la storia di questi escavatori e che ben interpreta lo spirito che fu degli apprezzati Akerman. La torretta ha subito un cambiamento importante, aumentando i volumi complessivi per fare spazio ai dispositivi antinquinamento. Rimangono invariate la facilità di accesso, la cura con cui sono realizzati elementi come le cerniere, le serrature e, soprattutto, i camminamenti per accedere alle zone di manutenzione. La lamiera forata applicata nelle zone di passaggio non solo è sicura ma identifica chiaramente il percorso corretto ed è segno di una cura che si trova in pochi altri concorrenti. Questa particolarità si sposa con i maniglioni anticaduta che si trovano in tutte le zone in cui questo rischio è elevato. La cura costruttiva generale si colloca nella fascia alta del mercato e meritano un plauso gli accorgimenti fortemente voluti per l’Italia. Fondamentale l’attacco rapido idraulico con le specifiche tubazioni ben protette che permette un comodo impiego proprio nei lavori di demolizione in cui si cambiano gli attrezzi di frequente.

LA PAGELLA

CI PIACE Impianto idraulico ottimizzato per ridurre i consumi – Versione per l’Italia completa e curata – Versione NH che si differenzia nettamente dalle soluzioni simili della concorrenza

CI PIACE MENO – Motore Stage IV con una tecnologia dai risvolti complessi

 

Un’altra B-LIFT 187 per i VF di Lucca

per webDopo la piattaforma autocarrata articolata ZED 19 per i Vigili del Fuoco di Pisa, CTE ha trasformato un’altra piattaforma industriale, questa volta per il comando di Lucca, rendendo una B-LIFT 187 idonea per interventi di soccorso.

B-LIFT 187 raggiunge 18 m di altezza di lavoro, 12,7 m di sbraccio e 250 kg di portata.

Per rispondere alle esigenze del Corpo dei Vigili del Fuoco di Lucca, la piattaforma è stata dotata di un tubo acqua/aria collegato alla cesta con potenza 250 bar, faro lavoro 12 V su navicella e barra con sirene e lampeggianti su cabina.

testoIl Comando dei Vigili del Fuoco di Lucca era già in possesso da alcuni anni di una piattaforma B-Lift 187 adattata per le operatività dei vigili del fuoco e ha scelto di dotarsi di un’altra piattaforma dello stesso modello, oltre che per le performance, anche per le dimensioni particolarmente compatte che permettono di percorrere strade strette in sicurezza e operare in spazi angusti. Il Comando Provinciale di Lucca, per il tramite del Capo Autorimessa Capo Squadra Moreno Andreuccetti, dichiara che “il braccio telescopico di questa piattaforma è molto stabile, nel corso degli anni non abbiamo mai avuto problemi, questa piattaforma richiede pochissima manutenzione. Durante le operazioni di soccorso a seguito della tromba d’aria abbattutasi sulla Versilia, abbiamo avuto un ottimo alleato”.

La piattaforma è stata donata al Comando dei Vigili del Fuoco di Lucca dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Data la grande esperienza consolidata a livello mondiale con il brand delle piattaforme aeree antincendio e salvataggio B-Fire, CTE aggiunge queste piattaforme industriali alla grande rosa di piattaforme prodotte a servizio dei vigili del fuoco.

Nuova nomina in Terex

Ken Lousberg
Ken Lousberg

Terex  in questi ultimi giorni sta vivendo momenti di dinamismo: la scorsa settimana ha annunciato l’ intenzione di fondersi con Konecranes per diventare il leader mondiale delle soluzioni di sollevamento e movimentazione materiali. Questa settimana si registrano invece  cambi ai vertici dell’organigramma.

Tim Ford, attualmente presidente di Terex Cranes, ha preso la decisione di lasciare la Società per trovare altre opportunità.

A prendere il suo posto è Ken Lousberg, attualmente presidente di Terex China:  il team dirigente di Terex Cranes, che dipende attualmente da Tim, sarà ora alle dirette dipendenze di Ken. Oltre a dirigere l’organizzazione Terex Cranes, Ken manterrà la responsabilità per il business globale di Terex in Cina, a cui aggiungerà l’ulteriore responsabilità dell’America Latina.
Ken ha già ricoperto diversi ruoli di dirigenza all’interno del segmento di business Cranes: insieme alla direzione e ai membri del team di Terex Cranes, egli continuerà a indicare le priorità di Terex Cranes per migliorare il supporto ai prodotti e ai clienti, riducendo la complessità e rendendo più facili le interazioni con il cliente.
Ken è entrato in Genie nel 1997 e in Terex con l’acquisizione di Genie avvenuta nel 2002. È stato nominato vice presidente di Terex Business Systems (TBS) per Terex Cranes nel 2005 e successivamente vice presidente e general manager di Terex Cranes Europe nel 2007. Ha conseguito il diploma B.S.M.E. presso la Colorado State University e l’MBA presso l’Università del Colorado.