Home Blog Pagina 10

Corsi formativi: le proposte di IPAF

IPAF lancerà il prossimo 24 giugno il suo nuovo corso modulare per operatori di PLE, un progetto formativo innovativo che segna una vera evoluzione nella didattica per il lavoro in quota.

Frutto di anni di ricerca e collaborazione con esperti del settore, centri di formazione e comitati tecnici internazionali, questo corso è stato ideato per rispondere in modo ancora più mirato alle esigenze dei candidati, delle aziende e del mercato globale.

La struttura modulare del corso

La novità principale risiede nella sua struttura modulare, che consente di adattare il percorso formativo alle specifiche categorie di macchina che l’operatore dovrà effettivamente utilizzare: un sistema flessibile, che evita dispersioni e consente di concentrarsi su contenuti realmente utili all’operatività del singolo discente.

Dal punto di vista didattico, il corso unisce teoria e pratica in modo armonico e coinvolgente. La parte teorica, oggi erogabile solo in presenza secondo le nuove indicazioni normative, è stata completamente aggiornata nei contenuti e nella grafica: animazioni in alta definizione, scenari realistici, quiz interattivi e un linguaggio accessibile garantiscono un apprendimento efficace anche per chi si approccia per la prima volta al mondo delle PLE.

Durante la sessione pratica, i partecipanti hanno la possibilità di sperimentare sul campo quanto appreso, sotto la guida attenta di istruttori certificati IPAF.

Ogni dettaglio del corso è pensato per ‘costruire’ operatori consapevoli, preparati e capaci di gestire la complessità di un lavoro tanto delicato quanto fondamentale.

Con questo nuovo corso, IPAF riafferma il proprio ruolo di riferimento nella formazione per il lavoro in quota, offrendo uno strumento moderno, efficace e soprattutto calibrato sulle reali necessità di un settore in costante evoluzione. Un passo avanti importante, che unisce tradizione, competenza e innovazione al servizio della sicurezza.

Operatore e dimostratore si evolvono 

Grazie al noleggio, il mercato delle PLE (piattaforme di lavoro elevabili) in Italia si è evoluto notevolmente negli ultimi anni, raggiungendo una diffusione pari a molti altri paesi europei.

L’operatore di PLE che nel passato si specializzava nell’utilizzo di una specifica macchina, si trova ora sempre più spesso a utilizzare vari modelli con caratteristiche prestazionali e operative differenti. L’operatore ha quindi la necessità di conoscere bene tutte le caratteristiche operative e tecniche delle PLE che va effettivamente a utilizzare. Inoltre, l’evoluzione della norma tecnica introduce nuove modifiche nei sistemi di sicurezza e nei dispositivi di comando dei modelli più recenti, rispetto a quelli immessi sul mercato anche in tempi non lontani.

Attraverso la lettura approfondita e la comprensione del manuale specifico della macchina, un operatore già formato e con adeguata esperienza potrà certamente ottenere tutte le informazioni necessarie per lavorare sul mezzo con una certa sicurezza.

Tuttavia, una persona con buona esperienza può trasferire le informazioni in maniera senz’altro più efficace, accertandosi anche della comprensione in tempo reale. Inoltre, una persona esperta nello spiegare e presentare le caratteristiche di una certa macchina è ancor più necessaria se chi andrà a utilizzare la PLE è un operatore con meno esperienza. Pur avendo ottenuto l’abilitazione e pur sapendo come operare con una PLE in sicurezza, questa persona dovrà acquisire la necessaria conoscenza della macchina specifica.

A questa importante figura, IPAF ha dedicato un corso teorico e pratico specifico per fornire gli strumenti necessari ed indispensabili per assolvere al suo compito con la massima professionalità ed efficacia.

Il Corso IPAF per dimostratore è stato progettato per fornire le competenze specifiche necessarie a svolgere questo ruolo in modo efficace. Durante il corso, i partecipanti acquisiscono una conoscenza approfondita delle piattaforme elevabili, delle normative di sicurezza, delle tecniche di dimostrazione e della gestione delle emergenze.

Al termine del corso, i partecipanti ottengono una certificazione IPAF che attesta la loro qualificazione come dimostratori, con validità quinquennale. Questo li rende pronti a svolgere il loro ruolo con competenza, aumentando il livello di sicurezza all’interno dell’azienda.

Fornitura Develon per Amplia Infrastructures

Develon ha recentemente concluso un’importante fornitura di macchine per Amplia Infrastructures, società di Autostrade per l’Italia, attiva da oltre 50 anni nella costruzione, manutenzione, ripristino e ammodernamento di infrastrutture stradali.

L’accordo, del valore complessivo di 3 milioni di euro, ha previsto la consegna di 21 escavatori tra mini, medi, cingolati e gommati, con la possibile aggiunta di altri 6 mezzi tra mini escavatori e pale gommate. Questa partnership rappresenta un passo significativo per Develon nel consolidamento dello sviluppo delle partnership e gestione di Grandi Clienti.

Amplia Infrastructures, con un organico di ben 2.000 dipendenti, gestisce con efficienza 12 cantieri fissi, strategicamente distribuiti per garantire la manutenzione della rete autostradale italiana. Questi centri operativi sono veri e propri hub tecnologici, dotati di impianti per la produzione di asfalto, fondamentali per garantire interventi tempestivi e materiali di alta qualità. Amplia ha inoltre gestito numerosi cantieri infrastrutturali di rilievo, tra cui il polo fieristico di Milano e gli aeroporti di Venezia, Capodichino, Fiumicino, nonché la galleria Santa Lucia (FI) scavata con l’ausilio della fresa meccanica più grande d’Europa, e altri ancora.

Develon sulle Autostrade con importanti cantieri

I mezzi Develon sono già operativi nei principali cantieri autostradali di Milano, Genova, Barberino del Mugello, Firenze, Napoli e Teramo e vengono spesso spostati da un cantiere all’altro sulla base delle necessità.

Tra le macchine più rilevanti fornite spicca l’escavatore cingolato DX530-7, protagonista dello scavo della galleria San Donato (FI), un’opera strategica nell’ambito del progetto di ampliamento della tratta autostradale A1 Firenze Sud – Incisa Valdarno.

L’ingegnere Alessandro Ciuffa, responsabile Pianificazione Asset di Amplia infrastructures, afferma: Develon ha dimostrato negli ultimi anni una crescita significativa in termini di prestazioni, innovazione e sicurezza. Per questo, nonostante la nostra esperienza pregressa con mezzi di altri marchi, dopo un’attenta valutazione tecnica da parte nostra e un’analisi economica condotta dall’ufficio acquisti, abbiamo scelto di affidarle 21 macchine, tra cui l’escavatore cingolato DX530-7, determinante nello scavo dell’imbocco sud della galleria San Donato (FI). Tutti i mezzi, operativi da qualche mese, sono attualmente in piena attività e non hanno presentato alcuna criticità.”

Norman Tasca, Develon Key Accounts Manager South EU, East EU, Benelux, Nordics & Baltics, ha coordinato l’intera operazione e gestisce direttamente il rapporto con Amplia Infrastructures. Commentando l’avvio della collaborazione, afferma: Siamo entusiasti di aver recentemente intrapreso questa partnership con Amplia e siamo profondamente grati per la fiducia che ci hanno accordato, scegliendo di introdurre uno dei nostri modelli di punta, l’escavatore cingolato DX530-7. Come evidenziato dall’Ing. Ciuffa, questo mezzo rappresenta un valore aggiunto fondamentale per le operazioni in cantiere. Le macchine di alta gamma devono assicurare prestazioni eccellenti e una continuità operativa senza interruzioni, ed è per questo che garantiamo un’assistenza altamente qualificata. Grazie ai nostri dealer storici, DMO e Ridolfi, offriamo un servizio puntuale e capillare su tutto il territorio, rispettivamente per il Nord e il Sud Italia, assicurando supporto costante per Amplia.”

Al servizio delle grandi infrastrutture

Nel cantiere di Firenze Sud, le macchine Develon supportano un progetto di ampliamento della tratta autostradale Firenze Sud – Incisa Valdarno da 17,5 km, con l’aggiunta di una terza corsia e la trasformazione dell’attuale tratto in sette corsie complessive. L’intervento è reso necessario dal forte aumento del traffico e mira a migliorare la fluidità della circolazione, con benefici anche per i flussi urbani di Firenze.

Per supportare l’intero progetto, nell’area di servizio di Firenze è stato allestito un campo base, dotato di uffici, officina, magazzini, mensa, aree comuni e alloggi per oltre 300 operai. Al termine dei lavori, la struttura verrà smantellata.

Stefano Bartolomeo, referente Asset Macchine e Impianti di Amplia Intrastructures per l’area di Firenze, dichiara: “Lungo l’intera tratta operano escavatori Develon, impiegati in scavi, movimentazione e livellamento del terreno. È la nostra prima esperienza con questi mezzi e, sin dalle prime operazioni, hanno confermato prestazioni all’altezza delle aspettative. Un esordio più che positivo.”

La galleria San Donato

Da sx Norman Tasca, Develon Key Accounts Manager South EU, East EU, Benelux, Nordics & Baltic; Stefano Bartolomeo, referente Asset Macchine e Impianti di Amplia Intrastructures per l’area di Firenze; Alessandro Ciuffa, responsabile Pianificazione Asset di Amplia infrastructures; Reno Filippi, capocantiere della galleria San Donato di Amplia infrastructures

Uno degli interventi più complessi del cantiere Firenze Sud è la realizzazione della galleria San Donato, un’imponente opera lunga 923 metri con un fronte di scavo di 210 m². Il cantiere impiega un team di 90 persone, operative 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con il completamento previsto per il 2027.

L’escavatore cingolato Develon DX530-7 gioca un ruolo fondamentale nell’imbocco sud della galleria, dimostrando potenza e affidabilità nelle operazioni di scavo. Grazie alla sua robustezza e precisione, ha già avanzato per un totale di 18 metri, garantendo efficienza in un ambiente di scavo complesso.

Reno Filippi, capocantiere della galleria San Donato, spiega: “Lo scavo di una galleria è un processo che alterna scavo e consolidamento. L’escavatore cingolato Develon DX530-7 sta operando con efficienza e adattabilità, avanzando per campi di circa 6 metri.”

Nella galleria San Donato ogni 6 metri viene applicato un tampone di 35 cm. Il consolidamento, che richiede circa 20 giorni a causa della friabilità del terreno, prevede l’installazione di centine per garantire la stabilità, seguita da impermeabilizzazione e sigillatura. La galleria viene rinforzata con armature in cemento e tubi in vetroresina riempiti con boiacca, mentre pali in ferro formano un ombrello metallico per consolidare lo scavo prima dell’avanzamento.

Filippi aggiunge: “Una volta completato il consolidamento dell’intero campo, l’escavatore DX530-7, equipaggiato con martello demolitore, entra in azione per demolire il tampone frontale rinforzato con i tubi cementati, un’operazione delicata che richiede precisione e forza. Una volta rimosso il tampone, il DX530-7 prosegue lo scavo adattandosi alle condizioni geologiche del terreno. In presenza di argillite compatta, alterna scavo diretto e scarifica per garantire un avanzamento controllato. Grazie alla sua potenza e versatilità, l’escavatore assicura un progresso costante, affrontando con precisione le sfide di un ambiente di scavo complesso e variabile.”

E per la riqualificazione….

Parallelamente, i mezzi Develon sono impegnati nella riqualificazione del tratto autostradale Barberino di Mugello – Calenzano (25 km), con l’ampliamento da 2 a 4 corsie in direzione nord. Il cantiere prevede il ripristino dell’asfalto e il restauro di gallerie e viadotti.

In questo contesto spicca l’escavatore gommato Develon DX210W-7, impiegato nella movimentazione dei New Jersey, le barriere di sicurezza, e in altre operazioni cruciali per il cantiere. Scelto per la sua possibilità di circolare su strada (a differenza dei modelli cingolati), il DX210W-7 ha richiesto un’omologazione speciale poiché Develon certifica di serie per la circolazione stradale solo gli escavatori gommati fino al modello DX190W. Il DX210, il più grande della gamma, è stato quindi omologato come esemplare unico.

da sx operatore mezzi Develon; Domenico Candido, responsabile mezzi per il cantiere autostradale del valico di Barberino di Amplia infrastructures; operatore mezzi Develon; Norman Tasca, Develon Key Accounts Manager South EU, East EU, Benelux, Nordics & Baltics

Domenico Candido, responsabile mezzi per il cantiere autostradale del valico di Barberino, commenta: “I nuovi mezzi Develon si sono rivelati estremamente validi per potenza, rapidità dei comandi e qualità dell’idraulica. Sono pienamente soddisfatto per tutte le lavorazioni necessarie. Oltre agli escavatori cingolati impiegati per scavi, carico di materiali su camion e creazione del basamento per le nuove asfaltature, nel cantiere l’escavatore gommato DX210W-7 sta dimostrando ogni giorno tutta la sua potenza e stabilità per la movimentazione delle barriere in calcestruzzo da ben 6.030 kg.”

Il DX210W-7, il più lungo tra gli escavatori gommati Develon, garantisce maggiore stabilità nel sollevamento frontale. Il suo sistema di stabilizzazione, disponibile in configurazione semplice (lama o piedi) o doppia (lama + piedi o doppio stabilizzatore), consente di operare in modo rapido e sicuro anche trasversalmente, offrendo eccellenti capacità di sollevamento. Inoltre, il fatto che non sia un girosagoma, ne aumenta ulteriormente la capacità di sollevamento, un aspetto fondamentale nel cantiere di Barberino, dove gli spazi operativi sono ampi e privi di vincoli di spazi ristretti.

La gestione dei Grandi Clienti

L’accordo con Amplia si inserisce nella strategia di espansione di Develon nella gestione dei grandi clienti. Negli ultimi anni, l’azienda ha creato un dipartimento dedicato sotto la guida di Gilles Bandaoud, Vice President Key Account & Remarketing con l’obiettivo di consolidare la presenza in Francia, Germania e Regno Unito, ed espandersi in Sud ed Est Europa.

Norman Tasca, Key Account Manager, segue il Sud Europa (Italia, Grecia, Spagna e Portogallo), il Benelux e alcuni clienti strategici tra cui Cemex, Holcim e CRH.

L’attività si concentra su uno scouting mirato, classificando i clienti in quattro settori chiave: Top contractor, Quarry & Aggregates, Rental Companies, Waste & Recycling. Questa strategia ha già portato i primi risultati, con l’importante fornitura in Italia a Amplia Infrastructures, seguite dall’acquisizione di nuovi clienti nei settori Quarry & Aggregates.

Tasca ha gestito la trattativa con Amplia Infrastructures, lavorando in sinergia con la rete dealer per garantire un servizio post-vendita efficiente. La vendita ha coinvolto due concessionari Develon storici: DMO per il Nord Italia e Gruppo Ridolfi per il Sud, assicurando assistenza puntuale sulle macchine che lavorano sulla rete autostradale.

Francesca Ridolfi, amministratore presso il gruppo Ridolfi, commenta: “L’offerta ad Amplia Infrastructures ha beneficiato della forte presenza di Develon sul territorio e dei servizi aftermarket elaborati dai dealer. Con Amplia abbiamo raggiunto un traguardo importante, instaurando una relazione diretta con il cliente e le maestranze in cantiere. Ho partecipato personalmente alla preconsegna dei mezzi a Napoli, avviando una collaborazione fruttuosa con tutti gli attori coinvolti. Questo risultato è cruciale per rafforzare la nostra presenza sul territorio, la nostra professionalità e l’assistenza attraverso la rete di officine autorizzate, permettendo così di consolidare il marchio Develon.”

JCB: nuovo assetto nella rete distributiva

Da luglio 2025 la dealership JCB nelle province di Belluno, Treviso, Padova e Venezia è affidata a Dalla Vecchia Fabrizio & C., realtà dinamica e in forte espansione che proprio quest’anno celebra i 10 anni di collaborazione con JCB.

JCB Italia prosegue il processo di ottimizzazione della propria strategia distributiva volto a valorizzare le competenze e le specificità dei concessionari sul territorio annunciando il nuovo assetto della rete vendita in Veneto e Friuli.

Il dealer Sofim spa, storico punto di riferimento JCB per il nord-est, concentrerà le proprie energie per i settori Construction, Industria e Agricoltura su tutto il Friuli-Venezia Giulia, territorio che conosce a fondo e dove ha costruito nel tempo un solido posizionamento. Sofim continuerà a garantire elevata qualità nei servizi di vendita e postvendita, rafforzando ulteriormente la sua penetrazione sul mercato.

Parallelamente, a partire dal 1° luglio, le province di Belluno, Treviso, Padova e Venezia passano sotto la responsabilità del concessionario Dalla Vecchia Fabrizio & C. spa per la distribuzione Construction, Industria e Agricoltura.

Chi sono le aziende intessate

Sofim è una realtà storica del settore che ha iniziato la sua attività a Udine nel 1964 specializzandosi nei prodotti per il movimento terra, la cava e il cantiere, oltre che per l’agricoltura. Dal 1973 Sofim opera dalla sede principale a Pradamano (UD), continuando a essere punto di riferimento per tutto il Friuli-Venezia Giulia. Il rapporto tra JCB e Sofim vanta una lunga storia: già nel 1967, poco dopo l’avvio delle attività, è stata avviata una partnership tra le due realtà che ancora oggi, a distanza di oltre 50 anni, è sinonimo di affidabilità e continuità per tutta la clientela del territorio.

Dalla Vecchia Fabrizio & C., protagonista di una crescita costante negli ultimi anni, rappresenta oggi un punto di riferimento leale e affidabile per il marchio JCB. La partnership avviata dieci anni fa – proprio nel 2025 si celebra l’importante anniversario dei 10 anni di collaborazione – ha portato risultati eccellenti sia in termini commerciali che nella qualità dei servizi di assistenza e postvendita. Risultati ottenuti grazie al costante sviluppo tecnologico in prodotti e tecnologie da parte di JCB, e agli investimenti ingenti e mirati in strutture, persone e servizi introdotti da Dalla Vecchia Fabrizio & C.

Il dealer veneto vanta una presenza già consolidata nel settore Agricoltura delle province interessate dal cambiamento, e potrà quindi sfruttare le sinergie già attive sul territorio potendo contare sulla filiale operativa di Treviso (a Silea).

Marco Falcone

“Con questo nuovo assetto – commenta Marco Falcone, Amministratore Delegato di JCB sparafforziamo la nostra presenza nel Nord Est e proseguiamo nel nostro impegno a offrire ai clienti un servizio di eccellenza, con attenzione crescente alla qualità, alla specializzazione e alla prossimità. Questa riorganizzazione si inserisce nella volontà di fornire al mercato prestazioni di elevata qualità, valorizzando le capacità e la presenza territoriale dei nostri concessionari. Dalla Vecchia Fabrizio è il partner ideale per presidiare il Veneto, mentre Sofim concentrerà le proprie risorse sull’area friulana con ancora maggiore efficacia. L’obiettivo è quello di creare nuove opportunità di crescita tramite il prezioso contributo della rete distributiva, offrendo ai nostri clienti soluzioni sempre più efficienti, innovative e performanti”.

Il grande prato verde del noleggio

La sala dove si è svolta la riunione plenaria

“C’è un grande prato verde, dove nascono speranze” così iniziava una splendida canzone di Gianni Morandi del 1967, anno in cui gli under 35 che sono stati i protagonisti del Convegno Rental Business Forum 2025 organizzato da Rental Network  il 18 giugno scorso a Bologna non erano ancora nei sogni di chi li avrebbe poi generati.

Un momento dei workshop del mattino

Quello di cui parliamo noi è il prato (sarebbe meglio dire l’Arena, anche se pacifica) in cui si confrontano, esplicitando e verificando i rispettivi bisogni e aspettative, due generazioni, quella sotto e quella sopra i 35 anni  e non si tratta, come nella canzone (a proposito ragazzi, andate a recuperarla, sembra roba da pleistocene  ma allora ha fatto tremare molti cuori) del prato dell’Amore, ma del noleggio, questo universo ancora in parte sconosciuto ma che può essere promettente e attrattivo per i giovani (che possono lavorarci) e per chi giovane non è e ha quindi bisogno di linfa fresca per far crescere la propria azienda e darle rinnovata vitalità.

In questo workshop si è parlato di valori

Indubbiamente un evento ben riuscito che ha intercettato tante problematiche (anche sociali, a partire dalla carenza di nuovi talenti) di questo nostro tempo complesso, articolato, pieno di contraddizioni, in cui i valori non sono più gli stessi dell’epoca di Gianni Morandi (anche se quelli fondamentali rimangono tali), cambiano colore, si mischiano in un caleidoscopio che gira a tutta velocità e si trasformano, a ritmo incessante in qualcos’altro. Quindi un primo e riconoscente plauso va indubbiamente agli organizzatori che hanno intercettato queste mutate esigenze e hanno dato loro visibilità trasformandole in un manifesto (scaricabile qui). Ma c’è dell’altro da aggiungere e francamente non so se farà piacere a tutti.

Cosa vuol dire Feedback?

Anna Di Girolamo

Durante la mattinata, mentre in sale separate si succedevano i workshop dei vari gruppi di cui abbiamo parlato qui, Anna di Girolamo, docente dei corsi di formazione di Rental Academy e Agile Coach ha spiegato agli over 35 a cui era stato richiesto di dare un feedback al lavoro svolto nella mattinata dagli under 35, culminato e riassunto nel Manifesto del Noleggio, cosa significhi questa parola. Che ha la sua quintessenza nel prefisso che, in inglese, significa nutrire. Semplificando al massimo, i commenti che avrebbero dovuto scaturire non avrebbero dovuto per forza di cose essere positivi, negativi o neutri, ma portare a una riflessione sui temi trattati, “nutrendo” l’interesse, stimolando se necessario anche una reazione di disappunto o di disagio, inserendo nel contesto perimetrale anche una nota di vis polemica, qualora ne fosse stato il caso.

Tutto questo, a parte qualche sparuto caso, non è invece avvenuto. Troppi elogi a questi “poveri” giovani, troppo uso della parola “sogni”, troppo sbilanciato il confronto tra vecchio e nuovo, troppa positività e nessun…nutrimento (che notoriamente scaturisce sempre dalla critica civile e documentata).

E che dire degli under 35, indispensabile linfa nuova per il ricambio generazionale (guai se non ci fossero e il calo demografico in atto dimostra che ce ne saranno sempre meno)?

Alcuni hanno dimostrato di avere ancora il latte sulle labbra. Come si fa a non accorgersi, per esempio, che i contenuti che si stanno commentando non sono quelli che scorrono sullo schermo che si riferiscono invece  alle slide precedenti? Un Congresso queste cose le perdona e le applaude pure, ma la vita reale no. E non voglio pensare se un fatto del genere fosse successo durante un colloquio di lavoro. Troppo severa? Forse. Ma anche giusta, due doti che chiunque faccia il mio mestiere e non sia allineato con il pensiero corrente dovrebbe avere.

Detto questo, un plauso doveroso (e incoraggiante) va comunque agli under 35 che si sono battuti come leoni sul grande prato verde del noleggio. A loro vorrei dire che la perfezione non è di questo mondo, soprattutto se si è giovani. Un 10 e lode non dice molto di noi (sia come gruppo che individualmente): solo che siamo ufficialmente bravi. Lo sforzo per raggiungere un 7, invece sì. Perché non si tratta di mediocrità ma di impegno. Ed è questo sforzo per arrivare al 7, strappandolo con le unghie e con i denti, che va riconosciuto e premiato.

Il mondo del lavoro nel noleggio (ma non solo) vi aspetta. Ma un po’ di gavetta (parola vecchia ma sempre di moda) ragazzi miei dovete farvela anche voi. Gradualmente, poco per volta, non tutto e subito, come vorrebbe la velocità vorticosa dei social in cui ogni cosa si consuma in un attimo e niente si approfondisce, con molta umiltà. Ricordando che la modernità di un pensiero libero non sta nello scavare linee di demarcazione (noi di qui, gli altri di là) ma nel costruire ponti in cui le reciproche competenze si incontrino e si arricchiscano a vicenda. Chi è bravo (sia under che over) emergerà sempre.

Coraggio (altra parola chiave necessaria in questo passaggio di testimone). Ce la potete fare. E poi il balzo dal 7 al 10 e lode sarà un gioco da persone adulte e consapevoli. E non più da ragazzi.

Soluzioni BKT per la miniera

L’estrazione a cielo aperto in miniera è tra le attività più impegnative per l’equipaggiamento OTR. Le condizioni operative sono caratterizzate da superfici altamente abrasive, pendenze variabili, detriti taglienti, carichi molto elevati e cicli di lavoro continui su più turni. In questo contesto, lo pneumatico non è un semplice elemento di consumo, ma una componente strutturale critica che incide direttamente su sicurezza, produttività e costi operativi.

Balkrishna Industries Ltd. (BKT) – tra i principali produttori globali di pneumatici specialistici – ha sviluppato una gamma tecnica dedicata alle esigenze delle operazioni in miniera, con l’obiettivo di ottimizzare la resa sul campo e ridurre il Total Cost of Ownership (TCO) per operatori e fleet manager.

Pneumatici progettati per la miniera

Tra i prodotti più indicati per queste applicazioni vi è EARTHMAX SR 46, pneumatico radiale progettato per dumper rigidi impiegati in miniera. La carcassa e le cinture All Steel garantiscono un’elevata resistenza a forature, sollecitazioni e possibili colpi. Questo pneumatico presenta uno speciale disegno del battistrada con ramponi a blocchi e scalanatura lungo la circonferenza, per ottime prestazioni in curva che assicurano danni minimi alla parte esterna del battistrada.

Oltre a questo BKT propone EARTHMAX SR 459, pneumatico radiale All-Steel progettato con cinture in acciaio multistrato e un battistrada extra-profondo, che assicura protezione strutturale e massima resistenza all’abrasione. Questo modello è destinato a dumper rigidi che operano su percorsi lunghi, carichi pesanti e superfici rocciose instabili, offrendo una trazione affidabile anche in presenza di pendenze o terreni franosi. Queste caratteristiche permettono di aumentare la durata di vita dello pneumatico, contenere gli interventi manutentivi e migliorare l’affidabilità complessiva dell’operatività.

Progettazione application-specific e ingegneria adattiva

In ambienti operativi così estremi come quelli delle miniere a cielo aperto, è fondamentale poter contare su pneumatici che offrano resistenza, trazione e stabilità costanti lungo tutto il ciclo di vita. Ogni componente influisce sull’efficienza complessiva: anche un singolo fermo macchina può compromettere significativamente la produttività”, afferma Piero Torassa, Field Engineering Director, BKT.

Per questo motivo, l’approccio ingegneristico di BKT parte sempre dall’analisi del contesto reale, con l’obiettivo di tradurre le esigenze operative in soluzioni tecniche concrete.

In BKT progettiamo ogni pneumatico partendo dalle reali condizioni d’impiego sul campo.”, continua Piero Torassa. “Studiamo carichi, velocità, temperature e tipologia del terreno per offrire soluzioni su misura, capaci di garantire prestazioni affidabili e durature. La nostra gamma mineraria è frutto di anni di ricerca, test rigorosi e confronto diretto con gli operatori.”

Valore per operatori e fleet manager

Le soluzioni BKT si inseriscono in un’ottica di supporto strategico al ciclo operativo del cliente: offrire pneumatici progettati per l’applicazione specifica significa contribuire alla riduzione dei costi legati a fermo macchina, usura prematura, consumi eccessivi di carburante e interventi non programmati. Per questo l’azienda sta investendo anche su sistemi di raccolta dati sul campo e su un approccio consulenziale, volto a supportare i fleet manager nella scelta della configurazione ideale in base al tipo di suolo, alle condizioni ambientali e alla logistica interna delle operazioni minerarie.

Con una presenza in oltre 160 Paesi, una capacità produttiva verticale e un’offerta completa per il settore Off-Highway, BKT si conferma un partner affidabile per le imprese che operano in ambienti ad alta severità, dove ogni variabile tecnica – dal compound alla profondità del battistrada – può incidere in modo determinante sull’efficienza dell’intera catena operativa.

Partnership Tubesca-Comabi e Power Towers

Tubesca-Comabi sigla una partnership con Power Towers in Francia

Power Towers Ltd., azienda del gruppo JLG e produttore leader a livello mondiale di soluzioni per l’accesso a basse quote, ha recentemente firmato un accordo di fornitura con Tubesca-Comabi, parte del gruppo Frenehard & Michaux, diventando così partner OEM di Power Towers per il mercato francese.

Grazie alla sua consolidata esperienza industriale e commerciale, Tubesca-Comabi è l’azienda leader nella fornitura di attrezzature di accesso tradizionali sul mercato francese. L’azienda continua a innovare e svilupparsi per rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze di accesso in altezza e sicurezza, da qui la scelta della collaborazione con Power Towers.

Power Towers Ltd è un produttore globale di attrezzature per l’accesso a basse quote, sia motorizzate che non, con un’altezza di lavoro fino a 5,5 metri. I suoi prodotti, ideali per operare in spazi ristretti e aree sensibili, offrono soluzioni ergonomiche per lavori a bassa quota.

Il commento 

“Grazie al know-how di Tubesca-Comabi, riconosciuto in tutta la Francia, l’azienda ha conquistato la fiducia di numerosi clienti di rilievo e condivide con Power Towers Ltd valori fondamentali come la qualità delle relazioni, la reattività, la fiducia e l’attenzione al cliente”, ha dichiarato Richard Puglia, Direttore Sviluppo Commerciale di Power Towers Ltd. E aggiunge: “Siamo molto felici di avere un partner della qualità di Tubesca-Comabi per commercializzare le nostre soluzioni in Francia e ampliare il nostro canale distributivo.”

Il primo ordine di magazzino sarà consegnato nell’estate del 2025.

Connettività avanzata con J-LINK

Jekko e Trackunit hanno annunciato la firma della partnership che permetterà al costruttore italiano di mini gru di equipaggiare l’intera gamma di gru con il sistema avanzato di monitoraggio da remoto J-LINK.

J-LINK è stato sviluppato da Trackunit per Jekko e rappresenterà un importante passo avanti nella digitalizzazione delle flotte e nel monitoraggio intelligente delle attrezzature.

J-LINK consente la gestione della flotta in tempo reale, l’ottimizzazione delle macchine e la manutenzione predittiva grazie all’analisi avanzata dei dati.

I vantaggi della telematica avanzata

L’obiettivo di questa collaborazione è offrire un reale valore aggiunto agli utilizzatori delle gru, migliorando efficienza, sicurezza e sostenibilità operativa“, ha dichiarato  Alberto Franceschini, direttore commerciale di Jekko.

Con J-LINK, gli operatori possono facilmente tracciare e geolocalizzare le loro macchine, oltre a monitorarne lo stato di funzionamento. La collaborazione con Trackunit è un’evoluzione naturale del nostro approccio orientato all’innovazione e della nostra visione incentrata sul cliente“, ha aggiunto Franceschini.

Integrando la telematica avanzata in ogni gru, stiamo alzando il livello della connettività e anticipando le esigenze di un mercato sempre più digitale“.

Le funzionalità di J-LINK

J-LINK fornisce informazioni dettagliate sull’utilizzo delle macchine e può rilevare eventuali anomalie grazie alla visualizzazione di avvisi e allarmi in tempo reale.

Una delle sue funzionalità più preziose è la manutenzione predittiva, che consente agli utenti di valutare l’usura dei componenti, pianificare gli interventi di manutenzione e prevenire guasti imprevisti.

Progettato come un sistema unificato di gestione della flotta, J-LINK sfrutta la piattaforma ampiamente adottata di Trackunit, consentendo ai clienti con macchine connesse di gestire l’intera flotta in modo semplice e integrato. I clienti potranno monitorare le macchine attraverso il portale web e l’app web di Trackunit.

“La maggior parte dei nostri clienti conosce già Trackunit come leader di mercato nella connettività, e l’integrazione delle nostre gru tra le macchine monitorabili tramite lo stesso portale sarà sicuramente accolta con favore dai nostri clienti”, ha dichiarato Franceschini.

“Siamo entusiasti di collaborare con Jekko e consideriamo questo un ulteriore passo importante per rendere il settore delle costruzioni sempre più connesso”, ha affermato Søren Brogaard, CEO di Trackunit. “La connettività è la chiave per rendere il lavoro in cantiere più efficiente e per supportare l’intero settore nell’obiettivo di eliminare i tempi di inattività.”

J-LINK è disponibile come optional su tutta la gamma di macchine Jekko, dai minipicker MPK e mini gru SPX fino alle gru articolate JF. Per chi possiede già macchinari esistenti, sarà disponibile anche un kit di retrofit.

Il nuovo Dynamic Steering di Volvo Trucks

Volvo Trucks lancia il sistema Volvo Dynamic Steering aggiornato per aumentare la sicurezza stradale

Volvo ha ulteriormente perfezionato il suo rinomato sistema di sterzo dinamico con una nuova funzione in grado di rilevare lo scoppio di uno pneumatico e di intervenire immediatamente per mantenere il camion in sicurezza sulla strada.

La nuova generazione di Volvo Dynamic Steering è stata progettata per rilevare la foratura di uno pneumatico anteriore e, in una frazione di secondo, attenuare automaticamente l’impatto, aiutando il conducente a mantenere la rotta del camion. Il sistema riduce le forze laterali che l’improvvisa perdita di pressione degli pneumatici può generare in caso di foratura.

Questa nuova funzione si aggiunge all’elenco dei vantaggi offerti dal Volvo Dynamic Steering, ad esempio la riduzione del 75% della forza di sterzata necessaria a bassa velocità, un vantaggio importante per gli autisti di camion, in quanto riduce lo stress e la tensione quando si trascorrono molte ore al posto di guida. Il sistema Volvo Dynamic Steering ha aiutato autisti di camion di tutto il mondo a guidare senza sforzo e in sicurezza sin dall’introduzione della prima generazione del sistema nel 2013.

Il commento

Uno pneumatico sgonfio può facilmente far sbandare improvvisamente un camion e le conseguenze possono essere fatali. Questa innovazione migliora la sicurezza dei conducenti e degli utenti della strada circostanti e rende il nostro sistema Volvo Dynamic Steering migliore che mai“, spiega Anna Wrige Berling, Traffic Safety Director di Volvo Trucks.

Meno rischi per la sicurezza

Quando si verifica lo scoppio di uno pneumatico su una ruota anteriore, la foratura iniziale e l’aria che fuoriesce causano in genere lo sterzo delle ruote anteriori e l’inclinazione del veicolo, che devia dalla sua rotta. Senza sistemi di supporto, spetterebbe al conducente prendere immediatamente il controllo del volante per evitare un incidente, ma le statistiche dimostrano che si tratta di una situazione molto difficile da gestire.

Il sistema Volvo Dynamic Steering può aiutare il conducente a mantenere il camion nella corsia di marcia. Se il sistema rileva la presenza di uno pneumatico anteriore sgonfio, agisce in maniera proattiva- anticipando il problema prima che si manifestino gli effetti- garantendo una risposta più rapida.

Prevenzione della stanchezza e dello sforzo fisico 

Il Volvo Dynamic Steering non solo supporta le situazioni di emergenza, come la rottura degli pneumatici, ma aiuta anche i conducenti a mantenere una manovra efficace, il controllo dello sterzo e la stabilità a varie velocità e condizioni stradali.

La guida dei mezzi pesanti può essere causa di rischi professionali a lungo termine sotto forma di stress fisico e affaticamento del conducente, in particolare per il collo, la schiena e le spalle. Ciò è causato da lunghe ore seduti in un punto, esposti alle vibrazioni e costretti ad apportare continuamente piccoli aggiustamenti allo sterzo a causa delle diverse condizioni stradali. Il Volvo Dynamic Steering riduce i livelli di vibrazioni e può adattare lo sterzo alle diverse condizioni stradali.

Il Volvo Dynamic Steering aggiornato è disponibile per i modelli Volvo FH, FH Aero, FMX e FM e i clienti possono ottenere informazioni più dettagliate sulla disponibilità locale presso il rivenditore Volvo più vicino.

A cosa serve il Dynamic Steering di  Volvo Trucks

• Rileva e riduce i movimenti involontari dello sterzo

• Compensa automaticamente le irregolarità del manto stradale ed eliminare le vibrazioni.

  • Rileva le tendenze allo sbandamento e fornire automaticamente una leggera assistenza al controsterzo per aiutare a stabilizzare il veicolo.
  • Rileva le deviazioni dalla corsia e fornisce al conducente un leggero avviso di controsterzo e vibrazioni.
  • Allevia lo stress e la tensione sulla schiena, sul collo e sulle spalle del conducente, riducendo la necessità di continue regolazioni e correzioni dello sterzo.

 

Volvo CE investe negli escavatori cingolati

Volvo CE ha annunciato un investimento strategico globale nella produzione di escavatori cingolati in tre sue sedi chiave per soddisfare le crescenti richieste dei clienti, mitigare i rischi della catena di approvvigionamento attraverso una produzione localizzata e ridurre la dipendenza dalla logistica a lunga distanza.

L’investimento mira a rafforzare la posizione di Volvo CE e ad espandere la sua presenza di escavatori cingolati a livello globale per soddisfare la crescente domanda dei clienti e prepararsi a soluzioni sostenibili. L’investimento copre tre principali siti produttivi in tutto il mondo, in Corea del Sud, Svezia e Nord America. L’investimento totale è di circa 2.500 milioni di corone svedesi, con la quota maggiore dedicata allo stabilimento di Changwon in Corea del Sud.

L’investimento mira a rafforzare ed espandere la presenza globale di Volvo CE nel settore degli escavatori cingolati. In un mercato in rapida evoluzione, questa iniziativa strategica migliorerà significativamente la capacità e la flessibilità, consentendo a Volvo CE di soddisfare in modo efficace le richieste attuali e future dei clienti.

Aggiungendo capacità produttiva vicino ai mercati chiave, Volvo CE migliorerà l’efficienza operativa e la resilienza, garantendo tempi di consegna più brevi e soluzioni su misura per le esigenze regionali. Questo approccio mitiga i rischi della catena di approvvigionamento attraverso la produzione localizzata, riducendo la dipendenza dalla logistica a lunga distanza e gestendo le sfide economiche e normative. Inoltre, mira a ridurre le emissioni di carbonio riducendo al minimo le distanze di trasporto. Promuovendo la collaborazione con fornitori e clienti locali, Volvo CE è in grado di garantire una crescita e un’innovazione sostenute, rafforzando la propria presenza sul mercato, utilizzando le competenze esistenti e nuove e affrontando le complessità in modo più efficace.

Il commento

Melker Jernberg

“Comprendiamo la necessità di rispondere alla crescente domanda e siamo entusiasti di espandere le nostre strutture per servire meglio i clienti“, ha dichiarato Melker Jernberg, Head of Volvo CE. “Questo investimento sottolinea il nostro impegno per la qualità, l’innovazione e la competenza, consentendoci di offrire un valore ancora maggiore. Questa espansione dimostra i nostri sforzi per rispondere alla domanda dei clienti investendo nel nostro business degli escavatori cingolati più vicino ai mercati e ai clienti chiave“.

Quali sono gli impianti produttivi coinvolti

Il piano include l’aggiornamento del sito di Changwon in Corea del Sud per garantire volumi e capacità globali in Asia. Per la produzione di escavatori cingolati in Europa, è stata selezionata la Svezia e la decisione finale in merito all’ubicazione, all’ambito e ai tempi sarà presa nel corso del 2025. Inoltre, una linea di assemblaggio di escavatori sarà installata nello stabilimento esistente di Shippensburg, negli Stati Uniti, per servire il mercato nordamericano. Questo approccio strategico mira a rafforzare la presenza e l’efficienza operativa di Volvo CE in tutte le regioni e i mercati chiave.

Il sito di Changwon rimane uno stabilimento importante nella rete industriale globale dell’azienda, con competenze chiave per la produzione, lo sviluppo del prodotto e gli acquisti. L’investimento a Changwon ha lo scopo di garantire volumi e capacità globali, sfruttando allo stesso tempo le capacità della catena di approvvigionamento per migliorare l’efficienza, ridurre i costi e migliorare la reattività alle richieste del mercato.

L’investimento totale dei tre siti è di 2.500 milioni di corone svedesi, con la quota maggiore dedicata allo stabilimento di Changwon. Gli investimenti saranno effettuati nei prossimi anni.

I primi 90 anni di Palazzani

Palazzani Industrie ha celebrato ufficialmente il suo 90° anniversario alla  “Tabaccaia” di Castrezzato (BS), ex fabbrica di tabacco dei primi del Novecento, oggi trasformata in elegante spazio eventi.

Una serata ricca di emozioni e significato, pensata per rendere omaggio alla lunga storia dell’azienda e ai protagonisti che, in tre generazioni, ne hanno costruito il successo. L’evento è stato l’occasione per ripercorrere i momenti salienti di questo cammino, ma anche per condividere la visione futura dell’azienda, da sempre orientata all’innovazione, alla qualità e alla continuità dei valori familiari.

90 anni di storia

A scandire i momenti più significativi della serata è stato un video celebrativo, che ha ripercorso, decennio dopo decennio, le tappe fondamentali di Palazzani Industrie:
dalla nascita della “Falegnameria Palazzani”, fondata da Davide Palazzani e i suoi fratelli, alla trasformazione in “Palazzani F.lli” nel 1935 con i figli Renato, Alfredo e Luigi, fino alla fondazione della “Officine Fratelli Palazzani – Officina Meccanica” (OFP). Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’azienda avvia la produzione di componenti in acciaio per le mitragliatrici da contraerea Breda, per poi evolversi rapidamente negli anni successivi con collaborazioni internazionali, come quella con Ford, e lo sviluppo di nuove macchine come caricatori idraulici, pale agricole, terne escavatrici e autogrù.

Nel 1962 arriva una pietra miliare: la “Storm 61”, prima pala gommata al mondo con quattro ruote motrici di eguale diametro. Seguono altri traguardi importanti: la nascita del marchio PALOAD, la produzione delle prime piattaforme aeree su autocarro nel 1983, e nel 1990 l’invenzione della prima piattaforma aerea Ragno cingolata a livello mondiale, la TSP 28, seguita dal modello TSP 22/24, che hanno aperto un nuovo capitolo nella storia del settore.
Negli anni Duemila l’azienda consolida la propria posizione lanciando modelli sempre più evoluti, tra cui la prima piattaforma aerea completamente ECO presentata al Bauma 2010, fino alla recente apertura della nuova filiale Palazzani North America, al cambio generazionale con Paola Palazzani Presidente e Francesco Zola CEO, e al lancio delle nuove piattaforme Ragno TZJ 160 e TZJ 180 presentate al Bauma 2025.

Leadership di famiglia

Paola Palazzani

Nel suo discorso, Paola Palazzani ha rivolto un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla crescita dell’azienda: collaboratori, clienti, partner e fornitori, sottolineando come la vera forza di Palazzani siano le persone e le storie che si celano dietro ogni traguardo raggiunto. “Questo anniversario non è solo un numero; è un capitolo di una storia fatta di sacrifici, innovazione e, soprattutto, di persone straordinarie”, ha dichiarato.

La nostra storia è una testimonianza di tenacia, spirito di squadra e capacità di adattamento. Ma anche di una visione chiara e coraggiosa: quella di puntare sempre all’eccellenza. Ora, con il cuore colmo di gratitudine, volgiamo lo sguardo al futuro. Novant’anni sono solo l’inizio di una nuova fase, che vogliamo scrivere insieme. Con la stessa determinazione, passione e fiducia che ci hanno guidato fin qui.”

Paola ha poi rivolto un sentito omaggio al padre, Davide Palazzani, che ha guidato l’azienda per oltre 40 anni con determinazione e visione, lasciando un’impronta indelebile.

Paola Palazzani (a sinistra) con Matteo Meroni

Durante la serata, Matteo Meroni, Vicepresidente di Confindustria Brescia, ha consegnato a Paola Palazzani una targa commemorativa per celebrare l’importante traguardo raggiunto nel panorama industriale.

Paola Palazzani (a sinistra) con Marzia Giusto

Anche Marzia Giusto, in rappresentanza dell’associazione Assodimi-Assonolo, ha premiato l’azienda con una targa, sottolineando come il raggiungimento dei 90 anni di attività sia un risultato straordinario, riservato a pochissime realtà del settore.

Dici “Ragno” e pensi a Palazzani

Ad accogliere gli ospiti all’ingresso della location, due novità di punta della gamma Palazzani: le nuove piattaforme Ragno TZJ 160 e TZJ 180, compatte, leggere, con doppio braccio articolato telescopico con jib, concepite per rispondere alle esigenze di un mercato sempre più attento a sostenibilità, manovrabilità e semplicità d’uso. Le due piattaforme rappresentano un perfetto esempio di ascolto attivo del mercato e capacità di innovazione, valori che da sempre contraddistinguono la visione Palazzani.

“Per questi novanta anni, e per i novanta che verranno, siamo pronti a scrivere una storia ancora più grande”, ha concluso Paola Palazzani.