Componenti

I nuovi poteri dell’oleodinamica 4.0

Come tutti i nostri lettori sanno, la potenza muscolare e sempre più precisa delle macchine dipende dai componenti. Un elemento non certo nuovo (pompe, valvole, cilindri, motori) che ha accompagnato l’uomo per oltre 2500 anni (e non è un errore di stampa, è proprio così). Nel 1795 Georg Ludwig Rexroth infatti  installava in Germania il primo mulino ad acqua a martinetti. Ottimizzando componenti importanti che avrebbero poi aiutato a coltivare campi, scavare terreni, sollevare oggetti, costruire edifici…

Un settore in trasformazione

Georg Ludwig Rexroth

Oggi valvole e pompe sono sempre più intelligenti e in grado di dialogare con l’esterno. Non solo. Sono protagoniste di un mercato in continua crescita e che esprime numeri impressionanti. Secondo gli ultimi dati il mercato dei cilindri idraulici dovrebbe raggiungere i 19.30 miliardi di dollari entro il 2023. Con un tasso annuo di crescita del 5,95% tra il 2017 e il 20123. Il mercato delle pompe idrauliche dovrebbe raggiungere 10,4 miliardi di dollari entro il 2022. Con un tasso annuo di crescita del 4,7% nel periodo di previsione 2016-2022. “La potenza è nulla senza il controllo”, recitava uno spot. Ma è vero anche che il controllo  senza la forza non consente di ottenere risultati.

“Remotare” l’intelligenza

Negli ultimi 25 anni gli ingegneri di sono concentrati nel “remotare” l’intelligenza di ogni singolo componente. Per controllare la potenza adattandola al livello richiesto. Permettendo così una precisione millimetrica nel nel modificare le prestazioni in base alla temperatura e alle vibrazioni. Riducendo il rumore, offrendo informazioni sulla salute del componente e sulla manutenzione necessaria per evitare il fermo macchina.

Una rivoluzione in atto

Così già oggi è possibile creare ex novo un impianto in cui vengono installato componenti già “smart”. In grado di dialogare tra loro e con un computer centrale. Magari raccogliendo i dati in Cloud che vengono analizzati da un operatore che si trova a migliaia di chilometri di distanza.  Vere e proprie “fabbriche del futuro”. Utopia? No, realtà. Componenti connessi ma flessibili e aperti sono già utilizzati oggi anche da noi. Come le valvole multi-ethernet con librerie già impostate di Bosch Rexroth che consentono una connessione in tempo reale. Ma che sono anche dotate di un sistema di comunicazione aperto e possono essere parametrizzate con le varie macchine. La risposta del mercato, soprattutto in Italia, è stata lusinghiera, ancora più positiva di quella tedesca. I vantaggi di questi sistemi? L’ottimizzazione della manutenzione che diventa predittiva. L’obiettivo? Macchine praticamente perfette che non si fermano mai.

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