Propulsioni alternative

Elettrico è bello (anche per gli escavatori)

Favorire un tipo diverso di mobilità è importante, per oggi e per domani. Siamo convinti che in pochi anni l’elettrico diventerà un’alternativa vera, non solo per i privati, ma anche per le aziende ed in questo senso sta andando per esempio il comune di Milano che prevede per i prossimi mesi l’installazione su spazio pubblico di nuove colonnine di ricarica per veicoli elettrici.

Ma anche le macchine movimento terra non sono da meno, infatti tutti i più importanti costruttori stanno scommettendo sulle propulsioni alternative e presentando prototipi in questo senso.

E’ anche il caso di Volvo CE che ha svelato il suo primo prototipo di escavatore compatto (e probabilmente il primo al mondo),  l’EX2, completamente elettrico, a zero emissioni, 10 volte più efficiente e 10 volte  meno rumoroso  di un modello tradizionale. Per non parlare dei costi di gestione (l’ormai famoso TCO) che nel modello elettrico sarebbero drasticamente ridotti.

Per rendere completamente elettrica questa macchina, il motore è stato sostituito con due batterie agli ioni di litio per un totale di 38 kW, in grado di immagazzinare l’energia necessaria perché la macchina lavori 8 ore di fila in applicazioni intense. Anche l’architettura idraulica è stata sostituita da una elettrica che incorpora attuatori lineari elettromeccanici che contribuiscono ad ottimizzare la catena cinematica.

L’EX2 deriva da un precedente progetto, denominato ELEXC,  del valore di 7 milioni di euro, finanziato in parte del governo francese, iniziato nel 2012 e conclusosi nel 2015.

E’ chiaro che l’elettrificazione delle macchine movimento terra rappresenta il futuro dell’industria delle costruzioni. L’EX2 e tutti i prodotti che gli somigliano sono indubbiamente rivoluzionari, ma ci vorrà del tempo perché i prototipi si trasformino in realtà. Un tempo in ogni caso secondo noi minore a quello necessario perché gli utilizzatori si abituino a una nuova idea di concepire il lavoro in cantiere.

Se non per amore dell’ambiente (tema peraltro prioritario, visto che il global warning è un tragico dato di fatto e l’emergenza idrica di questi giorni è solo la punta dell’iceberg), almeno per quello del portafogli, poiché davvero queste propulsioni alternative sembrano offrire un’efficienza senza pari, assenza di manutenzione e prestazioni ottimizzate.

Ma la diffidenza è ancora tanta e chissà quando scoccherà la scintilla tra mercato ed utilizzatori. Un fatto culturale? Certo, ma non solo.  C’è bisogno che tutti gli attori facciano la propria parte,i costruttori attraverso l’industrializzazione dei modelli non lasciando intercorrere troppo tempo dalla presentazione dei prototipi (è difficile, lo sappiamo…); le istituzioni, attraverso agevolazioni per chi in futuro sceglierà le propulsioni alternative e la creazione di un’efficace rete di rifornimento; i responsabili del parco macchine aziendale, attraverso una maggior capacità di visione e di lungimiranza economica.

Solo in questo modo si può promuovere il cambiamento.

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