Degrado infrastrutturale

Viadotti, strade, scuole e altre sciagure

Piove. Diluvia. Ininterrottamente.  Su strade, viadotti, scuole. Ma, come afferma Luigi La Spina sul quotidiano La Stampa, i guai che il maltempo sta provocando non sono causati dall’accanimento di un destino avverso. Ma sono il risultato di due debolezze. La particolare fragilità del territorio e lo scarso peso politico che viene dato a un tema, quello della difesa ambientale e della messa in sicurezza delle strutture, che dovrebbe essere in cima alle priorità.

Otto viadotti, tra Liguria e Piemonte, sono a rischio crollo. Ci vorranno mesi per ricostruire il viadotto sulla Torino Savona. E il piano Italia Sicura, soppresso dal Governo Conte, nel 2015 aveva messo a disposizione oltre 10 miliardi per il riassetto idrogeologico. Che fine hanno fatto quei soldi? A che punto sono i cantieri avviati? Mistero.

Cantiere Ambiente dove sei?

Di fatto del Cantiere Ambiente si parla come se fosse l’Araba Fenice. Avrebbe dovuto realizzare “gli obiettivi indicati nel Piano per la mitigazione del rischio idrogeologico “Proteggi Italia” e avrebbe consentito di spendere 6,5 miliardi di euro che costituiscono il Piano Marshall contro il dissesto”. Eppure la politica sembra essersene scordata. Intanto i ponti e le strade collassano e le scuole crollano.

Siamo in presenza anche di criteri costruttivi obsoleti per cui i lavori di “rammendo”, con le relative spese di denaro pubblico e privato, non garantiscono più la sicurezza dei cittadini. Servirebbero interventi strutturali radicali, realizzati con moderne tecnologie. E soprattutto servirebbe la consapevolezza del rischio reale che il dissesto di un territorio non curato abbastanza, non amato abbastanza, comporta. I disastri naturali censiti dal CNR dal 2005 al 2016 tra il Piemonte e la Liguria hanno provocato un quarto di tutte le vittime del nord Italia, con un evento ogni 13 chilometri.

Scuole vecchie e insicure

Per non parlare delle scuole italiane: 39.000 edifici, un patrimonio di 150 milioni di metri quadrati, vecchio (età media 52 anni ma i due terzi sono stati costruiti tra la fine del 1800 e il 1970) che in alcuni casi cadono letteralmente a pezzi. Un patrimonio edilizia scolastico inadeguato perché obsoleto e pericoloso. Costruire nuove scuole appare velleitario, considerato anche che nei prossimi dieci anni avremo un milione di studenti in meno.

La ristrutturazione della scuola media Fermi a Torino

Ma metterle in sicurezza e procedere a interventi di manutenzione straordinaria e sulla riconversione delle strutture, è una necessità sempre più cogente. E’ la proposta lanciata dalla Fondazione Agnelli, per la quale servirebbero 200 miliardi di euro. “Una cifra enorme – ha affermato Andrea Gavosto, direttore della Fondazione – ma non impossibile se si costruisce un piano ventennale finanziato anche con mutui Bei e con l’abbattimento degli sprechi sui consumi energetici. 10 miliardi all’anno, quanto il reddito di cittadinanza o Quota 100“.

Un investimento sul futuro dei ragazzi e quindi del nostro Paese. Perché imparare (come guidare su un’autostrada) non sia difficile né rischioso. I soldi ci sono. Basta stabilire le priorità. La difesa del nostro territorio e della nostra gente è una di queste.

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