Al termine di un evento fieristico specializzato, al di là, come in questo caso, della vetrina di prodotti esposti, rimane in chi l’ha visitato, un’impressione globale (che è ancora troppo presto per avere un valore di veridicità), ma che impone un commento a caldo, da verificare quando si avranno ulteriori elementi per una conferma approfondita.
Tre sono secondo noi le parole chiave che hanno connotato la 32a edizione di SaMoTer: Soluzioni (perché proporre una macchina, per quanto perfetta, non basta più, senza proposte manutentive, di corretto impiego, finanziarie che aggiungano valore all’acquisto); Facilità (perché la semplicità di utilizzo della macchina, pur adeguata all’innovazione tecnologica, deve essere un must); Formazione (perché, proprio grazie alle nuove tecnologie, è impensabile che l’operatore sappia apprezzare appieno le potenzialità di un prodotto nuovo, spesso in fase prototipale, ricco di potenzialità non ancora esplorate senza un’adeguata formazione).
Tutto il resto, contrariamente a quanto avveniva in passato, viene dopo. Un’affermazione, questa, chiaramente provocatoria, perché è ovvio che la qualità della macchina sia un valore di partenza imprescindibile di primaria importanza. Ma i costruttori hanno ormai raggiunto un livello qualitativo così elevato che, a parte qualche “face lift” necessario per “adeguare” visivamente e strutturalmente i propri prodotti, hanno tutti proposto macchine e attrezzature eccellenti, produttive, sicure.
Qual è allora secondo noi la parola che compendia in sé le tre di cui si diceva sopra? E’ molto semplice, quasi banale e qualche volta troppo inflazionata: Servizio. All’interno di questa macrocategoria rientrano tutte le novità più salienti di questa ultima edizione di SaMoTer in cui le soluzioni, la facilità di utilizzo, la formazione, vengono studiate, proposte e finalizzate non solo con l’obiettivo (più che logico) di vendere una macchina, ma di fornire un pacchetto che, anche dal punto di vista percettivo da parte del cliente, compendi tutto quello che serve all’operatore di domani.
Formazione : un driver per l’industria delle costruzioni
L’elevato numero di giovani presenti ai tanti convegni organizzati alla Samoter Academy dimostra quanto il tema della Formazione sia cruciale per il cantiere di domani. Proprio per “costruire” non solo la cultura tecnica necessaria per muovere (in tutti i sensi) l’industria delle macchine da costruzione, ma per trarre il meglio (in termini di TCO e di sicurezza), dal loro utilizzo, promuovendo nel contempo l’introduzione dell’innovazione.
In un comparto segnato da innovazione tecnologica, digitalizzazione e attenzione alla sostenibilità, la disponibilità di tecnici e operatori qualificati è una priorità strategica. Per questo SaMoTer 2026 ha dedicato un focus particolare al rapporto tra imprese, scuola e nuove generazioni, con iniziative pensate per avvicinare studenti e giovani professionisti agli sbocchi offerti dal settore.
L’iniziativa di Samoter Academy è nata proprio per formare profili specializzati nella meccanizzazione edile e creare un collegamento stabile tra sistema formativo e mondo produttivo, con percorsi costruiti sulle esigenze reali delle imprese. Il programma ha coinvolto scuole professionali, istituti tecnici, aziende e partner del settore, integrando lezioni, esperienze pratiche, laboratori e momenti di confronto diretto con gli operatori.
Partner dell’iniziativa sono state alcune aziende protagoniste del settore:tra le tante Assodimi che nel convegno “Chi costruirà domani? Talento, genere e nuove generazioni”, ha posto l’attenzione sulle trasformazioni del mercato del lavoro nel noleggio e nelle macchine per costruzioni, con un focus sul coinvolgimento dei giovani e sulla valorizzazione del talento femminile.
Durante il seminario sono stati illustrati dati e analisi realizzati da Smart Land: dallo studio è emerso un comparto in evoluzione, ma ancora segnato da criticità sul fronte dell’attrattività. Nel 2025 le imprese femminili rappresentano il 15,9% del settore del noleggio, mentre le aziende guidate da under 35 si attestano al 9,2%. Sul piano occupazionale, le donne rappresentano tra il 19% e il 25% del personale dipendente nelle aziende del noleggio, mentre i giovani under 35 si collocano tra il 12% e il 16%.
Dal confronto è emersa la necessità di investire con maggiore decisione in orientamento, percorsi di crescita, flessibilità organizzativa e cultura inclusiva. Temi che si intrecciano con la missione di SaMoTer 2026: creare un ponte concreto tra imprese, scuola e nuove generazioni, contribuendo alla formazione delle professionalità che guideranno l’evoluzione della meccanizzazione delle costruzioni.
E adesso qualche numero su SaMoTer 2026
A SaMoTer 2026 hanno partecipato 42mila operatori professionali da 78 Paesi in quattro giornate. Il risultato supera quello del 2023, quando i visitatori erano stati 41mila su cinque giorni, da mercoledì a domenica, confermando l’efficacia di un formato più concentrato e costruito sulle esigenze delle aziende espositrici.
Il dato più rilevante riguarda la partecipazione internazionale: le presenze estere crescono del 38%, in linea con il lavoro di Veronafiere per rafforzare il posizionamento di SaMoTer nelle aree strategiche per il comparto. La superficie espositiva ha registrato un incremento del 20%, con 52mila metri quadrati complessivi distribuiti tra sei padiglioni e tre aree esterne.
L’edizione 2026 ha riunito 526 espositori, di cui 124 esteri da 22 Paesi. Nei padiglioni di Veronafiere sono tornati tutti i principali player mondiali del construction equipment, con un’offerta che ha coperto l’intera gamma della filiera: movimento terra, sollevamento, demolizione, perforazione, frantumazione, macchine stradali, veicoli per cava e cantiere, calcestruzzo, attrezzature, componenti, ricambi, logistica e servizi.
Riguardo ai contenuti, il programma ha contato 56 appuntamenti tra convegni, workshop, seminari e incontri che hanno affrontato tematiche fondamentali per lo sviluppo del comparto, come digitalizzazione, sostenibilità, sicurezza, normative europee, infrastrutture, mercato, formazione e politiche industriali.
Organizzato in partnership con Unacea e CECE, SaMoTer ha confermato il proprio ruolo di piattaforma di business e confronto per un’industria che in Italia vale 4 miliardi di euro di produzione, genera 3,2 miliardi di export e attiva, considerando l’indotto, 85mila posti di lavoro. Il comparto italiano è oggi il terzo mercato europeo per valore, dopo Germania e Regno Unito.
Nel corso di SaMoTer 2026, Veronafiere e Unacea hanno rinnovato la partnership in vista del prossimo appuntamento, in programma dal 9 al 12 maggio 2029, con l’obiettivo di proseguire il lavoro congiunto su programma tecnico, mercati esteri, promozione verso le imprese e iniziative di avvicinamento al Salone.


