Grandi opere

Terzo Valico: un cantiere speciale

Sono terminati gli scavi della galleria di Serravalle, la seconda per lunghezza e importanza del Terzo Valico:  il General Contractor per la progettazione e la realizzazione del Terzo Valico, guidato da Webuild, ha raggiunto il 65% degli scavi in sotterranea. Una pietra miliare che permette il collegamento senza interruzioni di tutti i cantieri operativi che si sviluppano in una tratta di tracciato di linea ferroviaria di circa 22 km nel lato Piemontese dell’opera.

Il cantiere del Terzo Valico è speciale perché racconta le eccellenze ma anche i problemi del Paese, la lunghezza nei processi approvati legati ad ogni grande progetto infrastrutturale.

La Galleria di Serravalle, di quasi 7 km totali, è stata già scavata per una lunghezza di circa 6,4 km dal TBM “Giovanna“, che ha terminato i lavori a settembre del 2020, e dalla TBM “Elisa”, entrambe del diametro di circa 10 metri. The scavi hanno attraversato contesti complessi come l’Outlet di Serravalle e la linea ferroviaria storica Genova-Torino, richiedendo l’adozione di sistemi di monitoraggio innovativi sia in superficie che in galleria.

Il collegamento Genova-Milano accelererà il viaggio tra le due città e rappresenta solo una parte dell’offerta di mobilità sostenibile che sarà garantita dal Terzo Valico dei Giovi. I 53 chilometri di ferrovia fanno parte del corridoio Reno-Alpi, uno degli assi della rete TEN-T che punta a collegare in modo efficiente Rotterdam con Genova e quindi il Mare del Nord con il Mar Mediterraneo. Nella struttura complessiva dell’opera è stata annessa anche la realizzazione del Nodo Ferroviario di Genova, un sistema di collegamenti cittadini che permetterà di portare l’alta capacità veloce fino al porto.

TBM, il tuo nome è donna

È consuetudine sui cantieri “battezzare” le TBM (Tunnel Boring Machines, note come “talpe”) con nomi femminili. Delle cinque utilizzate nei cantieri del Terzo Valico, una si chiama Giulia ed è stata operativa da febbraio a ottobre 2015 per lo scavo della finestra Polcevera. Paola ha iniziato a ottobre 2016 dal cantiere Moriassi lo scavo del binario dispari (lato est) della galleria di Valico, in direzione sud, mentre Daniela ha iniziato a scavare il tunnel del binario pari a novembre 2017. Dal cantiere di Novi Ligure Giovanna ha scavato il tunnel del binario pari (lato ovest) della galleria Serravalle in direzione sud ed Elisa dallo stesso cantiere effettuerà lo scavo del tunnel binario dispari (lato est).

I principali elementi che compongono le TMB  sono: lo “scudo”, cioè il cilindro metallico che racchiude la macchina; la testa rotante, o fresa, che effettua lo scavo; la camera alle spalle della fresa dove viene raccolto il materiale di scavo che, attraverso una coclea o “vite senza fine”, viene trasportato su un sistema di nastri fino all’esterno della galleria e qui raccolto in vasche per essere analizzato prima del trasferimento nei siti di destinazione; una serie di carri (backup) dove si trovano tutti gli impianti a corredo della TBM e le attrezzature per la posa degli elementi di rivestimento della galleria a mano a mano che la macchina avanza scavando. Questa tecnologia presenta notevoli vantaggi sia in termini di sicurezza, sia in termini tecnici e ambientali ed è comunemente adottata nello scavo delle gallerie in tutto il mondo. In Italia è stata utilizzata per le metropolitane di Brescia, di Milano (linee 4 e 5), di Roma (linea B1 e C), di Torino (linea 1) e per le gallerie ferroviarie del passante alta velocità di Bologna.

In particolare le TBM utilizzate sul Terzo Valico sono del tipo Epb (Earth Pressure Balance) dove viene iniettato nel terreno un agente schiumogeno fluidificante che, mettendo in pressione il materiale sul fronte di scavo, agevola le operazioni di scavo e al tempo stesso di sostegno del fronte di avanzamento e di trasporto all’esterno del materiale.
Il riutilizzo di materiali di scavo che contengono questi additivi per scavo meccanizzato è previsto dalla vigente normativa ambientale, a determinate condizioni.

Niente sostenibilità senza lavoro

Vedo un grande dibattito politico sul Piano  di Ripresa – ha affermato Pietro Salini AD di Webuild nel corso dell’abbattimento del diaframma -. “E’ quindi necessario che queste risorse siano integrative rispetto ad altre fonti di finanziamento. Nel periodo pre-Covid il Paese spendeva circa il 2% del PIL in infrastrutture. Per far ripartire l’economia serve quindi un boost maggiore, una spesa più ampia. Stiamo parlando di almeno 300 miliardi, in linea con gli investimenti che gli altri paesi europei realizzano per infrastrutture. Mi auguro quindi di poter vedere presto progetti per nuove infrastrutture con una visione di lungo periodo anche per il nostro Paese. Noi siamo un’azienda sostenibile, abbiamo obiettivi importanti in termini ambientali, di diversità e sicurezza, ma la prima sostenibilità è il lavoro. Non esiste nazione sostenibile quando non si ha lavoro. E’ la creazione di nuova occupazione che ci deve animare tutti, come previsto dall’articolo 1 della nostra Costituzione“.

Intanto il Governo ha nominato ventinove commissari per realizzare 57 opere per 83 miliardi con il modello Genova.  Si tratta di 16 infrastrutture ferroviarie, 14 stradali, 12 caserme per pubblica sicurezza, 11 opere idriche, 3 porti e una metropolitana.
La parte più consistente degli interventi sarà concentrata al Sud con 36,3 miliardi impegnati mentre quelli per il Centro Italia valgono circa 24,8 miliardi e quelli per il Nord 21,6. Si tratta di opere già finanziate per circa 33 miliardi ai quali dovranno essere aggiunte ulteriori risorse nazionali ed europee, compreso il Next Generation Eu.
I cantieri partiranno subito: secondo le previsioni nel 2021 se ne apriranno 20, 50 nel 2022 e 37 nel 2023. L’impatto occupazionale previsto è di 68 mila posti all’anno che diventeranno 118 mila nel 2025. Per accelerare i tempi un accordo sindacale ha previsto la possibilità di lavorare 24 ore su 24 e l’avanzamento delle opere sarà monitorato trimestralmente.
Dai che forse ci siamo. Che il Paese riprende. Che recuperiamo voglia di fare. Di costruire, Di crescere. Un booster non solo per l’economia in senso generale ma soprattutto per il mercato delle nuove macchine da costruzione che si spera andranno a sostituire un parco tra i più vetusti in Europa, introducendo nuove tecnologie e nuove opportunità di lavoro. Non sprechiamo questa occasione.

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