Grandi demolizioni

Morandi: proseguono i lavori di demolizione

Sono in pieno svolgimento le delicate e spettacolari operazioni tecniche nel cantiere per la demolizione del viadotto Morandi, cui collaborano soggetti istituzionali ed operatori privati. Un progetto di demolizione unico nel suo genere, che conferma le grandi competenze dell’ingegneria italiana.

In questi giorni l’ATI – Raggruppamento dei demolitori – formata da Omini spa (Capofila), Fagioli spa, Ipe Progetti e Ireos spa– sta operando sulla pila 8. A dare il via a questa fase, il taglio ed il calo delle prime due porzioni di trave tampone, con la seconda trave tampone caratterizzata da alcune differenze rispetto alle precedenti: 460 tonnellate di peso per 40 metri di lunghezza. Intervento propedeutico al taglio e smontaggio meccanico delle gambe su cui poggia la pila medesima.

Macchine al lavoro per la demolizione

In questa fase della demolizione hanno operato anche alcune possenti macchine da sollevamento, due gru su cingoli, le CC2800-1 della Terex con braccio tralicciato, da 600 tonnellate di portata ciascuna, che hanno calato le porzioni di trave sul piano di carico dei moduli semoventi SPMT a 12 assi, per trasportarli fino all’area dedicata, in cui previo posizionamento delle travi su cavalletti fissi, si procede allo sfilamento e alla demolizione tramite martelloni. A dar loro manforte un’altra gru di supporto, stavolta gommata, una Liebherr con una capacità di sollevamento di 100 tonnellate.

Il commento

Abbiamo sentito Vittorio Omini, Direttore Tecnico dell’ATI dei demolitori, soddisfatto per i lavori che proseguono secondo programma, con l’iter della demolizione in dirittura d’arrivo. “Sulla pila 8 abbiamo ultimato l’abbassamento dei 3 impalcati e della prima sezione di gambe, operando con 15-20 unità lavorative, ci siamo temporaneamente spostati per un intervento urgente sulla pila 2, ma ritorneremo subito a completare lo smontaggio delle gambe. Stiamo inoltre operando sul versante dello sgombero, per liberare le aree di cantiere dalle macerie, facendo spazio per le attività di costruzione del nuovo viadotto”.

di Luca Masaracchio

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