Previsioni

Mercato. Meglio di quanto ci si aspettasse

Il CECE Annual Economic Report, presentato in un webinar on line, porta uno squarcio di ottimismo nell’industria delle costruzioni europea. Che certo è stata indubbiamente coinvolta dalla pandemia  (come mostra il video) ma solo fino a un certo punto.

Anzi, si è rivelata protagonista e proattiva in un mercato che, come ha sottolineato Niklas Nillroth, Presidente di CECE, ha presentato tre grandi opportunità:

• Grande accelerazione della digitalizzazione

• Grande interesse per la sostenibilità ambientale (promossa dalle nuove tecnologie)

• Grande possibilità di crescita offerta  dell‘European Recovery Fund

Luci e ombre

Come  ha sottolineato Sebastian Popp, Segretario della Commissione Statistica del CECE, siamo di fronte a una flessione del mercato, ma non così drammatica come nel 2008/2009.

E se le grandi macchine da costruzione hanno risentito più di altre della crisi, quelle compatte e soprattutto la compattazione leggera, hanno registrato un segno positivo nelle vendite così come molti Paesi, nell’ultimo trimestre del 2020, hanno ottenuto buoni risultati (Germania, Francia e UK ) in un mercato che li vede rispettivamente occupare il 26%, il 13% e l’11% della torta (l’Italia ha una fetta dell’8%).

Il mercato nel 2021

Lo scenario prefigurato da Riccardo Viaggi, Segretario generale del CECE, è improntato a un cauto ottimismo  (crescita di circa il 5%), anche se ci saranno alcune importanti sfide da affrontare.  Diciamo subito che le previsioni sono positive per il mercato europeo che si conferma stabile nel nord e centro Europa, lievemente positivo nel sud e nell’est e molto probabilmente in crescita in UK. Grandi aspettative vengono dagli Usa, promosse da nuovi stimoli fiscali, dalle nuove infrastrutture e dell’allentamento delle tensioni commerciali Anche il mercato indiano nel 2021 tornerà a crescere.

In questo panorama, sono tre i fattori che devono essere monitorati: l’European Recovery Plan (priorità all’industria delle costruzioni), con ingenti risorse che dovrebbero arrivare nella seconda metà dell’anno, soprattutto in Italia e Spagna; l’instabilità di alcuni trend a lungo termine (Home working? Flessione dell’urbanizzazione? Consolidamento fiscale?); il fattore Cina, Paese che ha avuto incredibili performance nel 2020 e di cui si prevede un’ulteriore crescita nel 2021.

E il noleggio?

Michel Petitjean, Segretario generale di ERA, ha sottolineato come la pandemia abbia impattato soprattutto nella seconda metà del 2020 anche il settore del noleggio, con una forte differenza tra nord e sud dell’Europa, dovuta ai differenti approcci al Covid 19 da parte dei vari Paesi.

Tuttavia stiamo assistendo a un progressivo recupero che sarà più apprezzabile in Germania, Paesi Bassi e Danimarca.

Insomma, il mercato nel 2020 non è andato poi così male come ci si sarebbe aspettati. E le previsioni per il 2021 vedono un’industria europea delle costruzioni in ripresa grazie a nuove opportunità che tutti noi saremo chiamati a cogliere.

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