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1. La pinza demolitrice come strumento chiave
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Le tipologie di pinze demolitrici
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L’importanza dell’idraulica
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Alla base della performance: i materiali
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Varietà di applicazioni e sostenibilità
2. Come si demolisce in un centro urbano
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La scelta della pinza
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Criticità e vincoli (non solo di spazio)
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Esigenze logistiche e frantumazione in loco
3. MB Crusher: la pinza demolitrice alla prova in contesti urbani
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Struttura in Hardox e tre kit intercambiabili
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Demolizione top-down in una rigenerazione urbana
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Tempi ridotti in centro storico grazie alla rotazione
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Demolizione selettiva a ridotto impatto
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Intervento in aderenza e frantumazione in loco
1. La pinza demolitrice come strumento chiave
Negli interventi riguardanti centri storici e rigenerazioni urbane, con presenza di vari vincoli a partire da quelli spaziali, la demolizione selettiva e progressiva consente di aumentare sia la sicurezza che la qualità del risultato finale.
In un simile contesto applicativo, grazie anche all’evoluzione tecnologica e alla ricerca di prodotto, la pinza demolitrice sta assumendo un ruolo sempre più centrale per le possibilità che offre.
Concepita per la demolizione controllata di strutture in calcestruzzo armato, muratura e acciaio, e applicata a escavatori compatti o di gamma construction a seconda dei modelli, la pinza demolitrice è un’attrezzatura che presenta alcuni elementi di particolare interesse: rispetto al martello idraulico, che lavora per percussione, la pinza agisce infatti per pressione e taglio, garantendo sia la precisione che il contenimento di rumore e vibrazioni.
Tali caratteristiche la rendono uno strumento prezioso negli interventi in contesti urbani complessi e con ridotta disponibilità di spazio, in cui la versatilità, il controllo dei movimenti, la tutela degli edifici adiacenti e la riduzione dell’impatto acustico rappresentano priorità operative.
Le tipologie di pinze demolitrici
Il mercato offre diverse tipologie di pinze per le varie fasi e funzioni del processo.
Le Le pinze frantumatrici primarie, caratterizzate dalla presenza di chele robuste e lame per il taglio dei tondini d’armatura, sono utilizzate per la demolizione di strutture verticali, pilastri e travi in calcestruzzo armato.
Le pinze frantumatrici secondarie sono dedicate alla riduzione volumetrica in pezzature più piccole del materiale già demolito: un processo di frantumazione al suolo che favorisce il processo di riciclo e di separazione dei materiali, e in cui è fondamentale il posizionamento preciso consentito dai modelli con rotazione idraulica a 360°.
I modelli multiprocessore sono dotati di chele intercambiabili, che consentono di svolgere azioni di demolizione sia primaria che secondaria con la stessa attrezzatura.
Le pinze cesoie sono specificamente concepite per il taglio di elementi, travi e tondini in acciaio, e per la riduzione volumetrica di strutture metalliche.
Le pinze selezionatrici, destinate alla demolizione di strutture leggere o alla raccolta e selezione di detriti, presentano una struttura grigliata o a chele.
Oltre che ovviamente dalle funzioni richieste, la scelta della tipologia più idonea dipende da vari fattori, tra cui il peso operativo dell’escavatore, la portata idraulica disponibile e la natura del materiale da trattare.
L’importanza dell’idraulica
Il cuore della pinza demolitrice è il sistema idraulico, determinante per la produttività e l’efficacia dell’attrezzatura.
Le tecnologie più evolute prevedono la presenza di valvole di velocità per ottimizzare apertura e chiusura, sistemi di rotazione idraulica a 360° e cilindri protetti per lavorare in ambienti polverosi.
Negli interventi in contesti quali centri storici, la fluidità dei movimenti è un requisito determinante, poiché una precisione millimetrica e un controllo ottimale della forza applicata riducono il rischio di danni strutturali agli edifici confinanti.
Alla base della performance: i materiali
Oltre che dalla gestione dell’idraulica, le prestazioni di una pinza demolitrice dipendono in misura considerevole dai materiali costruttivi. L’utilizzo di acciai antiusura ad alta resistenza, come Hardox, contribuisce a una maggiore durata delle ganasce, alla resistenza a urti e abrasioni e alla riduzione dei fermi macchina: fattori di assoluta importanza in cantieri urbani, in cui il rispetto del cronoprogramma è spesso centrale.
Strutture alleggerite ma robuste permettono inoltre di migliorare il rapporto peso-potenza dell’attrezzatura: un aspetto, quest’ultimo, essenziale nel momento in cui è necessario operare con macchine compatte in spazi limitati.
Varietà di applicazioni e sostenibilità
La pinza demolitrice trova impiego in molteplici ambiti, tra cui le demolizioni di edifici civili e industriali, interventi di riqualificazione che interessano componenti strutturali, rigenerazioni urbane, messe in sicurezza di strutture pericolanti, riduzioni volumetriche e separazioni ferro-cemento.
Nel caso in cui l’intervento si svolga in un centro storico, la demolizione selettiva è spesso obbligata: in questo caso, la pinza consente di intervenire per sottrazione, preservando porzioni strutturali da mantenere e facilitando il recupero dei materiali. L’approccio contemporaneo alla demolizione non è più di natura esclusivamente distruttiva, ma deve essere anche controllato e sostenibile, con minori impatti ambientali, vibrazioni e polveri, e una maggiore possibilità di riciclo in sito.
La pinza demolitrice può rappresentare dunque uno strumento centrale per un’edilizia urbana evoluta, capace di coniugare efficienza, sicurezza e rispetto del contesto.
2. Come si demolisce in un centro urbano
Nel momento storico che stiamo vivendo, caratterizzato da una maggior consapevolezza ambientale e dalla necessità di limitare il consumo di suolo, l’intervento mirato sull’esistente attraverso riqualificazioni o rigenerazioni urbane diventa un fattore decisivo per il futuro delle nostre città, ma anche una sfida tecnologica per chi si occupa di demolizioni.
In particolare nel caso di centri storici, è necessario confrontarsi con una serie di criticità, che possono includere limiti di accesso e di margini operativi, ma anche la presenza di edifici vincolati.
La scelta della pinza
Nella scelta della pinza demolitrice più idonea all’applicazione vanno quindi considerati diversi aspetti, il primo dei quali è relativo al peso e alle dimensioni: una soluzione ben calibrata consente infatti interventi con un alto livello di precisione anche in contesti ad alta densità, mentre un’attrezzatura sovradimensionata può compromettere stabilità e manovrabilità.
Un altro criterio fondamentale riguarda la compatibilità con escavatori compatti, spesso la scelta più indicata in ambienti urbani che presentano limiti di spazio. È essenziale che la pinza demolitrice sia progettata per garantire una sinergia operativa ottimale con modelli appartenenti alle fasce midi e mini: anche in questo caso, la precisione, l’efficienza e la rapidità di manovra in spazi angusti passano dalla scelta di un’attrezzatura leggera e ben bilanciata.
Qualora le operazioni di demolizione debbano svolgersi in prossimità di strutture delicate o edifici di valore storico-architettonico, la possibilità di modulare la forza di frantumazione è un ulteriore elemento da tenere in conto nella scelta della pinza migliore, per scongiurare il rischio di danni collaterali e garantire un processo più sicuro e controllato.
Infine, una caratteristica fondamentale in situazioni operative che impongono vincoli severi a livello di tempo e spazio è quella della capacità di rotazione continua: una pinza demolitrice che può ruotare liberamente a 360° consente di lavorare in varie angolazioni senza bisogno di riposizionare con frequenza l’escavatore. Questo si traduce in un controllo completo del processo di demolizione da parte dell’operatore, in un minor rischio di errori o incidenti, e in una versatilità complessivamente superiore dell’attrezzatura.
Criticità e vincoli (non solo di spazio)
La demolizione in centro storico comporta un dialogo con il contesto su vari piani: urbano, normativo e strutturale.
Nel caso di edifici soggetti a tutela e inseriti in contesti di pregio, la demolizione può essere selettiva e riguardare solo porzioni specifiche di fabbricati, in aderenza a strutture da conservare. La pinza demolitrice trova in quest’ambito un’applicazione ideale, perché consente di operare per frantumazione progressiva e controllata, riducendo al minimo vibrazioni e sollecitazioni dinamiche, e preservando le parti non rientranti nell’intervento da eventuali microfessurazioni.
All’alta densità abitativa e commerciale di queste parti di città si accompagnano anche normative comunali spesso stringenti riguardo alle finestre temporali entro cui eseguire lavorazioni rumorose.
Lavorando per pressione e frantumazione controllata, la pinza demolitrice riduce significativamente l’impatto acustico e consente una maggiore continuità operativa nel rispetto dei limiti. Per garantire efficacia in questo tipo di contesto, una pinza deve essere concepita per lavorare in modo fluido, riducendo al minimo colpi secchi e vibrazioni. La geometria delle ganasce deve agevolare la frantumazione rapida del materiale, riducendo i tempi di intervento e, come conseguenza diretta, la durata complessiva delle emissioni di rumore.
In presenza di strade e cortili dalle dimensioni ridotte, la già citata compatibilità con macchine piccole costituisce un elemento decisivo. L’elevata apertura delle ganasce e la possibilità di sostituire rapidamente i denti o le piastre di usura rappresentano ulteriori vantaggi in contesti in cui il fermo macchina può avere un impatto doppiamente negativo.
La presenza di sottoservizi nell’area interessata dalle demolizioni è un altro elemento da non trascurare, per la possibilità che vibrazioni eccessive causino danni indiretti a reti e sistemi di telecomunicazione, anche a distanza dal punto di intervento.
Puntando su un’azione progressiva, la pinza demolitrice riduce già di suo la propagazione delle onde d’urto nel terreno e nelle strutture residue rispetto ad altre attrezzature. Se adeguatamente dotata di forza di chiusura, penetrazione nel calcestruzzo armato e controllo del movimento, offre anche la possibilità di intervento selettivo su elementi costruttivi o porzioni murarie, consentendo di evitare crolli improvvisi con possibili conseguenze su infrastrutture interrate.
Esigenze logistiche e frantumazione in loco
In contesti come quelli appena indicati, che non permettono di allestire ampie aree di stoccaggio o utilizzare mezzi di grandi dimensioni, la logistica impone una pianificazione rigorosa, sia riguardo alla dimensione e alla versatilità delle macchine impiegate, sia riguardo all’ottimizzazione dei cicli di trasporto e delle tempistiche di carico-scarico.
L’uso della pinza permette di ridurre direttamente in sito i volumi del materiale demolito, separando il ferro dall’inerte. Ciò consente di ridurre la necessità di viaggi verso impianti esterni, ma anche di recuperare il materiale ferroso e riutilizzare l’inerte nei sottofondi.
In questo modo, se supportata da qualità e ricerca di prodotto all’altezza delle esigenze di impiego, la pinza demolitrice va oltre il ruolo di una semplice attrezzatura, facendosi asset strategico per le imprese che operano in ambienti urbani complessi, ma anche elemento fondamentale di un cantiere sostenibile e all’insegna della circolarità.
3. MB Crusher: la pinza demolitrice alla prova in contesti urbani

Tra i produttori di attrezzature per frantumazione, demolizione e riciclaggio, MB Crusher rappresenta un esempio consolidato di ricerca tecnologica e cultura industriale. L’azienda con sede a Fara Vicentino (Vi) fonda la propria identità su una filiera interamente sviluppata in Italia, mantenendo il controllo diretto su progettazione e produzione.
In tale strategia occupa un ruolo importante la nuova linea di pinze demolitrici, composta rispettivamente dalla serie MB-P per macchine compatte e dalla serie MB-PT per escavatori pesanti.
Tra i modelli della gamma è presente la pinza demolitrice MB-PT1650, che è stata messa alla prova lo scorso anno in vari cantieri urbani di demolizione con ridotta disponibilità di spazio.
Struttura in Hardox e tre kit intercambiabili
Pensata per lavorare su escavatori di fascia medio-alta, con un sistema di leveraggio volto a garantire la massima forza in ogni contesto operativo e una struttura interamente realizzata in Hardox, la MB-PT1650 può montare tre kit di chele rapidamente intercambiabili in loco a seconda della lavorazione richiesta: demolizione primaria, demolizione secondaria o taglio dell’acciaio.
E proprio questo connubio tra prestazioni e versatilità è risultato centrale nei casi applicativi riportati di seguito, tutti attraversati da un fil rouge: l’esigenza di intervenire all’interno di un centro urbano, con vincoli di spazio e spesso anche di tempo.
Demolizione top-down in una rigenerazione urbana
Un intervento di rigenerazione urbana a Sassari, che ha richiesto la demolizione di una palazzina di tre piani nell’area del Sacro Cuore, ha evidenziato uno degli aspetti centrali della MB-PT1650, montata nell’occasione su un escavatore CAT 323: la capacità di operare per sottrazione progressiva.
L’azione della pinza, caratterizzata da una forza di chiusura costante e modulabile, ha consentito di procedere dall’alto verso il basso con un controllo puntuale della struttura.
In un contesto urbano come quello di Sassari, la tecnica di demolizione top-down rappresenta la soluzione ottimale, perché riduce il rischio di collassi improvvisi e limita la propagazione di vibrazioni agli edifici circostanti.
Ulteriori vantaggi portati dall’impiego della MB-PT1650 in questo contesto sono da individuare nella struttura in acciaio antiusura e nella geometria delle ganasce, che consentono una presa efficace anche su elementi irregolari, migliorando la stabilità in fase di demolizione.
Tempi ridotti in centro storico grazie alla rotazione

In un contesto urbano differente ma altrettanto complesso – quello del comune di Belpasso (Ct) alle pendici dell’Etna, caratterizzato da strade strette e margini operativi limitati – è emersa con chiarezza l’importanza della rotazione idraulica continua a 360° della MB-PT1650, che ha permesso all’operatore di orientare la pinza senza dover riposizionare ogni volta l’escavatore.
La possibilità di intervenire su travi, solai e pilastri con un’unica attrezzatura, grazie alla presenza di lame integrate per il taglio dei tondini e denti intercambiabili, ha semplificato la gestione del cantiere. Ciò si è tradotto in una riduzione dei tempi e in una maggiore continuità operativa: entrambi fattori determinanti in un contesto soggetto a vincoli temporali e logistici.
https://vimeo.com/1152458038?fl=tl&fe=ec
Demolizione selettiva a ridotto impatto

Nel sud della Francia, le opere di demolizione previste da un progetto di rigenerazione urbana riguardante il quartiere Cieutat a Villeneuve-sur-Lot introducono un ulteriore elemento: la necessità di coniugare velocità di esecuzione e riduzione dell’impatto sull’ambiente urbano.
La presenza di edifici storici e di un tessuto edilizio consolidato ha richiesto una demolizione selettiva e controllata, in cui la precisione e la limitazione di rumore, vibrazioni e polvere erano fondamentali.
La struttura della MB-PT1650 è interamente realizzata in Hardox.
Il sistema idraulico della pinza demolitrice MB-PT1650 ha garantito una gestione costante della potenza all’impresa Artebat, che l’ha utilizzata su un escavatore a raggio corto Doosan 235 LCR.
La combinazione con un escavatore a raggio corto le ha ha consentito di muoversi con agilità tra gli spazi ridotti dei vicoli, adattando l’attrezzatura alle varie fasi grazie ai kit intercambiabili e portando a termine in pochi giorni la demolizione dell’edificio interessato, con disagi limitati per i residenti del quartiere.
Intervento in aderenza e frantumazione in loco

Un’altra case history applicativa sul suolo francese, in questo caso nel dipartimento del Vaucluse, ha visto la pinza demolitrice MB-PT1650 impiegata dall’impresa Guillaume TP per la demolizione di un capannone di due piani collocato in aderenza a un edificio residenziale con occupanti all’interno.
Anche in questo caso il livello di precisione e sicurezza richieste era particolarmente elevato, e l’attrezzatura ha consentito di afferrare e rimuovere gli elementi strutturali senza trasmettere sollecitazioni indesiderate alla casa.
La pinza è stata utilizzata anche per la successiva frantumazione in sito del materiale da demolizione, consentendo una riduzione di trasporti, costi ed emissioni.
E proprio questa versatilità dell’attrezzatura diventa oggi un fattore strategico, introducendo un cambio di paradigma nella gestione logistica di una demolizione in contesto urbano, in cui gli spazi di stoccaggio sono ridotti e la movimentazione dei materiali rappresenta una criticità.



