Transizione energetica

Il Cleaner Future secondo DAF

Il tradizionale saluto di fine anno con la stampa specializzata è stato per DAF l’occasione per presentare non solo i risultati del 2021 e l’andamento del mercato dei veicoli industriali in Europa e in Italia, ma anche la sua visione del futuro  (“Cleaner Future”) per quanto riguarda la transizione energetica. E quale migliore occasione per toccare con mano il CF Electric a batteria (BEV) per la distribuzione a breve e media distanza?

Il “Cleaner Future” di DAF è costato in Ricerca & Sviluppo la bellezza di 237 milioni di euro: non un punto di arrivo ma di partenza, la creazione di una piattaforma su cui verranno via via innestati i nuovi prodotti per venire incontro alle mutate esigenze di un mercato attualmente un po’ schizofrenico a causa della penuria di materie prime e componenti, con frequenti stop & go delle quote di mercato, ma comunque sempre caratterizzato da un notevole dinamismo nonostante l’andamento altalenante.

In ogni caso DAF ha già venduto la bellezza di 17.000 veicoli dell’ultima Serie  (XF, XG, XG +) presentata a giugno per la quale ha un portafoglio  ordini elevatissimo, e che le ha consentito di recepire, primo e unico costruttore, la nuova normativa UE  2015/719 sui pesi e dimensioni dei veicoli e delle loro combinazioni.

Elettrico e con motore a idrogeno

Al Solutrans, il Salone del Veicolo Industriale di Lione DAF  ha ricevuto il PremioTruck Innovation Award riservato ai veicoli con catene cinematiche alternative al diesel, oltre ad aver conquistato l’International Truck of the Year con la nuova generazione di pesanti stradali. E’ chiaro che il Costruttore pensa che in futuro ci possa essere un mix di prodotto costituito da veicoli elettrici a batteria, fuel cell e con motore a combustione interna alimentato a idrogeno. Il “Cleaner future” di DAF passa quindi attraverso l’integrazione di questi sistemi.

Come ha affermato Ron Borsboom, responsabile sviluppo prodotto di DAF, “Porre fine all’uso dei combustibili fossili non dovrebbe in alcun modo comportare automaticamente
un divieto sui motori a combustione interna, soprattutto nel segmento dei trasporti a lungo raggio per impieghi gravosi“. Ciò significa che l’innovazione va avanti, ma sfruttando l’esperienza e il know how  accumulati in passato.

Il driver mostra le funzionalità del nuovo cruscotto del DAF CF Electric

Una cosa è certa: i nuovi veicoli richiederanno una formazione particolare degli operatori e per questo sono previsti programmi di tutoring per i clienti. Veicoli diversi richiedono logiche diverse.  E anche l’officina dovrà essere pronta a fornire un mix di soluzioni e gestire sia i veicoli di maggiore anzianità sia  quelli ultramoderni (diesel Euro VI) sia l’elettrico che l’idrogeno  Aumenta quindi la complessità della formazione ma anche l’ opportunità di business. Ma indietro non si torna.

Paolo Starace

Occorre tenere la barra dritta e continuare nel processo di decarbonizzazione: le tappe sono già fissate, il percorso passa dalle attuali tecnologie (motore a combustione interna per la lunga percorrenza e l’alta portata) per arrivare allo sviluppo delle batterie e al miglioramento delle loro performance“, ha affermato Paolo Starace, AD di DAF Veicoli Industriali.  “Il questo iter l’ibrido è importante perché coniuga la possibilità di percorrere tratti in solo elettrico con quella di utilizzare la modalità combinata diesel/elettrica sui percorsi extra urbani“.

DAF non proporrà solo il veicolo elettrico giusto secondo la missione specifica, ma fornirà  un’attività di consulenza che, grazie a un accordo con i fornitori, abbraccerà anche la fornitura dell’infrastruttura (la colonnina di ricarica), proponendo un contratto full service, comprensivo di manutenzione e garanzia.

La transizione di DAF verso “the cleaner future”, comprenderà quindi non solo l’offerta dei nuovi prodotti, ma anche dei servizi correlati.

DAF sarà presente al Transpotec di Milano dal 27 al 30 gennaio 2022.

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