Nuove tecnologie

Digitalizzazione: come siamo indietro…..

Digitalizzazione, questa sconosciuta. Secondo l’indice internazionale che misura il livello di competenze digitali, nel 2018 l’Italia si posiziona quartultima tra i Paesi dell’Unione Europea. Dopo di lei Bulgaria, Grecia, Romania. Come mai? Innanzitutto per l’arretratezza del nostro sistema scolastico e formativo. Poi per problemi di accesso e di utilizzo della rete. In Italia resta infatti bassa la percentuale dei privati che utilizzano Internet regolarmente. E siamo indietro anche nell’utilizzo dei servizi di e-government: nel 2018 solo il 13% ha sottoposto moduli digitali compilati all’Amministrazione. La media europea è del 30%. Cosa c’entra tutto questo con le macchine in cantiere?

Macchine e digitalizzazione

C’entra eccome, visto che la digitalizzazione è ormai una realtà ineludibile. E nei prossimi anni il processo si intensificherà. Complici la diffusione dell’Intelligenza Artificiale, della robotica, della realtà aumentata e dei big data. E occorrerà quindi che tutti gli addetti (in primis gli operatori) siano in grado di dialogare con la tecnologia. Secondo il centro studi di Confindustria, l’89% delle 67.000 piccole imprese manifatturiere comprese tra 10 e 49 addetti sono ancora oggi analogiche. E la situazione migliora solo nelle imprese con 250 e più addetti. Ma sono comunque dati che fanno pensare. Perché il ritardo nella preparazione digitale si ripercuote poi sul mercato del lavoro. In queste condizioni l’Italia produce un basso livello di competenze di buona parte della manodopera. Che finisce poi per indebolire anche la domanda di lavoro qualificato da parte delle imprese. Che quindi sono costrette a non investire in innovazione.

Cosa fare?

Un loop pericoloso che di fatto congiura contro il futuro. Cosa fare? Investire in primis  nella digitalizzazione della scuola. Diffondendo le tecnologie digitali nei percorsi di insegnamento anche con l’introduzione di un patentino digitale obbligatorio per chi entra nel mercato del lavoro. E per quelli che già lavorano? Occorre  avviare un piani nazionale per lo sviluppo delle competenze digitali attraverso lo strumento della formazione continua, prevedendo anche incentivi fiscali per i lavoratori e le aziende che si muovono in questo senso.

Di qui non si scappa: il cantiere del futuro sarà sempre più digitale. E solo chi saprà interagire con le nuove tecnologie potrà ottenere dalle macchine operatrici che utilizza il massimo delle prestazioni, in minor consumo, il maggior risparmio. Serve solo fare un piccolo sforzo di apprendimento, un minimo di fatica per studiare e per imparare a parlare con le nuove tecnologie. Vi piaceranno. E lavorare sarà anche più divertente….

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