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Lo scavo “gentile” per cantieri complessi

di Matteo Ferrario

Dalla manutenzione dei sottoservizi alle demolizioni, passando per pre-scavi, bonifiche e aspirazione di materiali in aree difficilmente accessibili: gli escavatori a risucchio stanno trovando spazio crescente anche nei cantieri italiani.  

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1. Escavatori a risucchio: l’alternativa alla benna per un sottosuolo sempre più denso

    • 1.Escavatori a risucchio: l’alternativa alla benna per un sottosuolo sempre più denso

      Un escavatore a risucchio impiegato in ambito stradale

      Negli ultimi anni il tema dello scavo in sicurezza in presenza di sottoservizi è diventato centrale nel settore delle costruzioni e delle manutenzioni infrastrutturali. Acquedotti, reti gas, fibra ottica, linee elettriche e condotte interrate occupano oggi una porzione sempre più densa del sottosuolo urbano, rendendo in alcuni casi lo scavo tradizionale con benna un’operazione non priva di rischi sia sul piano operativo che su quello economico.

      È in questo scenario che gli escavatori a risucchio stanno trovando una diffusione crescente anche in Italia, soprattutto nei cantieri in cui la precisione, il controllo e la riduzione degli impatti vengono prima della pura produttività. 

      Che cos’è un escavatore a risucchio

      Aspirazione di macerie in un contesto di lavori edili

      L’escavatore a risucchio è una macchina che utilizza la forza dell’aria per aspirare materiale dal terreno o da accumuli di detriti, convogliandolo all’interno di un serbatoio di raccolta: il materiale viene disgregato tramite aria compressa o utensili dedicati e successivamente aspirato attraverso un tubo di grande diametro.

      Questa tecnologia permette di eseguire scavi controllati senza il contatto diretto di una benna metallica con il sottosuolo, riducendo drasticamente il rischio di danneggiamento delle infrastrutture interrate.

      Lavorare in presenza di sottoservizi

      Lo scavo non invasivo riduce il rischio di danneggiamenti e interruzioni di sottoservizi

      La differenza rispetto allo scavo convenzionale emerge soprattutto nelle applicazioni in centri urbani, in cui la presenza di sottoservizi può costringere le imprese a rallentare le lavorazioni o a procedere manualmente nelle fasi più delicate.

      L’escavatore a risucchio introduce una modalità di intervento meno invasiva, che consente di rimuovere il terreno attorno a condotte e linee senza compromettere gli elementi esistenti. Questo è un vantaggio particolarmente importante nelle operazioni di manutenzione reti o ricerca perdite, in cui un errore può tradursi in fughe di gas, allagamenti o interruzioni di servizio.

      Pre-scavi: ridurre il rischio e l’area di intervento

      La tecnica dell’aspirazione risulta preziosa anche in caso di saggi esplorativi

      La tecnologia dell’escavazione a risucchio trova spazio anche nei pre-scavi o carotaggi eseguiti prima dello scavo principale. Una volta rimossa la pavimentazione superficiale, il tubo di aspirazione – che può essere equipaggiato con una lancia ad aria ad alta pressione, o con una testa rotante installata all’estremità – permette di verificare la reale presenza e posizione dei sottoservizi prima dello scavo principale.

      Procedendo secondo questa modalità si riducono i rischi, limitando l’estensione delle aree interessate dalle lavorazioni: un aspetto di particolare rilevanza in ambiti urbani ad alta densità.

      Impieghi in ambito edilizio

      Un intervento di pulizia tetto con tubazione lunga

      Accanto alle applicazioni legate ai sottoservizi, gli escavatori a risucchio vengono utilizzati anche in ambito edile nei cantieri di demolizione e ristrutturazione: l’utilizzo dell’aria come vettore per la movimentazione del materiale rende infatti il sistema notevolmente efficace nella rimozione di materiali secchi, macerie e detriti con pezzature anche importanti, grazie a tubi che possono raggiungere diametri fino a 250 mm circa.

      La possibilità di lavorare con tubazioni molto lunghe, che possono arrivare fino a 150 m sia in senso lineare che verso l’alto o verso il basso rispetto al piano di campagna, consente di eseguire in modo efficace l’aspirazione di volte a botte, materiali accumulati fra le travi o per la costruzione di vespai.

      Sempre in virtù della stessa caratteristica, il sistema viene utilizzato per la rimozione degli strati isolanti di ghiaia dai tetti piani, in particolare nel caso di edifici industriali e capannoni.

      Pulizia caditoie e vasche di prima pioggia

      Pulizia di una caditoia con escavatore a risucchio

      Un altro campo applicativo riguarda la pulizia in ambito stradale e autostradale: gli escavatori a risucchio vengono infatti usati per l’aspirazione di sabbia, fogliame e ghiaia da caditoie e vasche di prima pioggia di arterie stradali o autostradali, oltre che per interventi in aree alberate in cui è necessario preservare gli apparati radicali.

      La possibilità di operare tramite radiocomando la traslazione del mezzo in avanti e all’indietro garantisce un’aspirazione continuativa del materiale.

      Applicazioni industriali

      In ambito industriale, gli escavatori a risucchio consentono infine di eseguire bonifiche e pulizie all’interno di serbatoi o vasche di depurazione, rimuovendo morchie, residui di lavorazione e materiali di risulta.

      Il quadro normativo e la diffusione in Italia

      Sul piano normativo, anche il mercato italiano sta iniziando a recepire il valore di questa modalità di intervento. Un riferimento importante è rappresentato dalla prassi UNI/PdR 97:2020, promossa da IATT (Italian Association for Trenchless Technology) in collaborazione con UNI e dedicata alle tecnologie per infrastrutture sotterranee a basso impatto ambientale: un documento tecnico di buona pratica che include i sistemi di aspirazione pneumatica tra le soluzioni utili per ridurre il rischio di interferenze con i sottoservizi.

      Pur essendo ancora un mercato relativamente specialistico, quello degli escavatori a risucchio sta quindi compiendo una transizione da tecnologia di nicchia ad alternativa concreta per i cantieri edili e infrastrutturali, oltre che per le manutenzioni urbane complesse.

       

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