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Prove itineranti per Renault Trucks

Si conclude il 21 ottobre a Palermo il programma Construction Event ideato da Renault Trucks che ha interessato alcune cave in diverse regioni italiane e ha permesso ai clienti di avvicinarsi ai diverso modelli che compongono la gamma construction del costruttore francese.

Renault Trucks è tra i pochi costruttori di veicoli industriali che può vantare una gamma completa che va dal piccolo commerciale da 3,5 tonnellate fino ai mezzi d’opera (trattori e carri) per le massime portate. E proprio in ragione di una così vasta gamma di mezzi altamente specializzati.
I nove veicoli che Renault Trucks ha messo a disposizione per i test in cava, non solo coprono un completo ventaglio di portate e potenze ma sono anche tutti equipaggiati di allestimenti perfettamente conosciuti dall’utenza italiana e quindi facilmente identificabili nelle loro specifiche destinazioni di utilizzo.
Le cave che sono state scelte per le prove dei veicoli sono tutte caratterizzate dalla presenza di quelle tipiche difficoltà che un veicolo cava-cantiere si trova a dover affrontare quotidianamente nel suo lavoro, cioè fondi sterrati più o meno sconnessi, ripide salite e discese, serie di dossi, pietre, buche e avvallamenti; il tutto ovviamente portato all’estremo allo scopo di mettere alla prova la robustezza dei mezzi, dei vari componenti nonché le tecnologie di ultima generazione che equipaggiano i cava cantiere di Renault Trucks, dai commerciali per l’approccio al cantiere fino ai pesanti C e K.
I veicoli Renault Trucks destinati agli impieghi più gravosi sono quelli della serie K. Questi mezzi sono equipaggiati con il cambio Optidriver Xtrem, un cambio caratterizzato dalla massima robustezza e dotato di un albero di ingresso con sei sezioni dentate (in luogo delle convenzionali quattro) nonché di ingranaggi di dimensioni maggiorate e trattati termicamente che sono stati specificamente configurati allo scopo di accrescere la robustezza del cambio stesso.
Questo cambio ha anche una capacità di trazione che è in grado di arrivare fino ad un massimo di 120 tonnellate ed è anche dotato di uno specifico programma di gestione che, grazie alle informazioni che vengono fornite da un apposito sensore, si adatta costantemente al carico del veicolo.
Tra i veicoli di impostazione stradale ma che data la loro grande versatilità non disdegnano l’approccio al cava/cantiere vanno sicuramente menzionati quelli della serie D che dispongono di un telaio che in fase di progettazione è stato pensato per operare in condizioni di carico estreme così come la cabina (disponibile anche in esecuzione doppia) è ampiamente rinforzata grazie all’adozione di componenti e materiali particolarmente robusti.
E per finire due vecchie conoscenze in rappresentanza del comparto dei veicoli commerciali: il Maxity e il Master.
Il Maxity appartiene a quella ristretta cerchia di commerciali dotati di un vero telaio con longheroni, traverse e traversa di chiusura posteriore. Questo piccolo autocarro ha la cabina avanzata (ribaltabile di 45°) a 3 posti con sospensione a 4 punti; l’accesso è particolarmente agevole grazie alla presenza di un gradino. La motorizzazione (Euro6 step B) è costituita da un 4 cilindri in linea ad iniezione diretta common rail di 3 litri sovralimentato mediante turbocompressore a geometria variabile da 110 kW a 3400 giri/min. La portata utile, con passo 2500 mm, supera i 1500 kg mentre la lunghezza massima carrozzabile raggiunge i 3476 mm.
Concludiamo con il Master che per l’occasione era in versione a doppia cabina per 6/7 posti. La motorizzazione Euro 6 è un 4 cilindri in linea ad iniezione diretta common rail ad alta pressione, sovralimentato con doppio turbocompressore e sistema EGR da 2,3 litri di cilindrata; la potenza massima è di 125 kW a 3500 G/m. Il modello in prova (passo 4332 mm) ha una portata utile di quasi 1400 kg e la lunghezza massima carrozzabile varia da 3084 a 4044 mm.

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