Calamità e incidenti

Un altro tragico incidente sul lavoro

Tragico incidente sul lavoro nel comune di Bajardo, poco distante da Passo Ghimbegna, in Liguria, dove due persone sono morte in seguito al ribaltamento sottostrada di un escavatore impegnato nella pulizia della provinciale dai detriti franati sulla strada sottostante in seguito all’ondata di maltempo dello scorso 2 ottobre scorso.

A perdere la vita il conducente del mezzo, un operaio di 47 anni di Molini di Triora e un’altra persona, che è ancora in corso di identificazione. Non è chiaro se si tratti di un collega di lavoro o di una persona estranea alle operazioni di pulizia.

Un incidente evitabile

La fretta è una cattiva compagnia e quando si pretende che le ditte svolgano in cinque minuti il lavoro, che non è stato effettuato in anni di mancata manutenzione delle strade nell’entroterra, i risultati sono questi”. Così il sindaco di Baiardo Francesco Laura, ha commentato  la tragedia.
Sono passato dieci minuti prima, perché dovevo recarmi in frazione Vignai– afferma il sindaco Francesco Laura – quando li ho visti lavorare. Forse si trovavano a qualche centinaio di metri di distanza“. Cosa sia successo è impossibile da stabilire, perché a quanto pare non ci sarebbero testimoni della tragedia, ma il sindaco punta il dito contro la fretta. “Probabilmente l’operatore aveva fetta di finire, perché doveva andare altrove. Una fretta che deriva dalla mancanza di fondi e di stanziamenti da parte dei vari governi, per tenere pulite le strade. E non voglio sentire parlare di cause eccezionali, perché se il bosco e le cunette avessero un’adeguata manutenzione, tragedie di questo genere non si ripeterebbero“.

Un problema a monte

Niente morti (per fortuna) ma un disastro immane nel tunnel del Colle di Tenda, che unisce la Francia all’Italia. Getti d’acqua sono schizzati con una pressione enorme dalle fenditure della montagna e hanno superato il cemento allagando la storica galleria, tanto che, durante il momento più critico della perturbazione che in Francia è stata soprannominata ‘tempete Alex’, si circolava solo con mezzi anfibi.

Le immagini che abbiamo visto in tv sono una prova della violenza delle piogge alluvionali, ma anche dei rischi per la stabilità del tunnel. Oltre alla strada crollata sul versante francese e i dissesti sulla statale 20 in territorio italiano, infatti, saranno da valutare anche le conseguenze che l’acqua ha avuto sulla vecchia galleria e anche sul travagliato cantiere del Tenda bis, i cui lavori erano ripresi quest’estate dopo gli stop dovuti a un’inchiesta penale, che aveva denunciato frodi e irregolarità nella costruzione del raddoppio del Tenda, e dopo l’emergenza Covid.

Forse è ora davvero di mettere fine a questo stillicidio di morti e incidenti, solo per una modesta percentuale derivanti dalle alluvioni autunnali e ascrivibili per la maggior parte dei casi a incuria, mancanza di manutenzione delle infrastrutture, negligenza. E inaccettabile attribuire alla casualità l’incidente di Bajardo. Oltre a stanziare investimenti contro il dissesto idrogeologico (farlo è una priorità per il nostro Paese) occorre potenziare tutte le opere di manutenzione preventiva necessarie per consentire a chi vi lavora tutti i giorni di farlo in sicurezza.

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