La domanda che molti espositori si sono fatti nei mesi precedenti la fiera è stata: lo spostamento da Maastricht ad Amsterdam sarà un vantaggio o uno svantaggio?
Per Stefan Weber, Sales Manager della GSR di Rimini, l’Apex, recentemente conclusosi, si è innanzitutto riconfermato un appuntamento fondamentale per l’incontro tra costruttori e clienti finali. In primis, ovviamente, i noleggiatori europei. Dal punto di vista di GSR, il livello degli incontri commerciali è stato sempre di alto valore, sia per quanto riguarda gli interlocutori che per i temi affrontati. La scelta di Amsterdam, in questo senso, si è rivelata un vantaggio, grazie alla flessibilità e facilità del viaggio e degli spostamenti. Il risultato è stata la presenza di un maggior numero di visitatori, provenienti da più nazioni. Prodotto di punta nello stand GSR è stata la nuova piattaforma autocarrata B230T Comfort XEV su Nissan Cabstar, con altezza di lavoro di 22,5m e sbraccio di 13m. Un mezzo che ha riscosso notevole interesse e generato un bel numero di contatti, che nei prossimi mesi si concretizzeranno in visite e dimostrazioni. Pur non esposti in fiera, anche gli altri prodotti lanciati negli ultimi mesi – E140P su Piaggio Porter e Ford Ranger, E360PXJ su MAN 4*4 18to – sono stati oggetto di interesse da parte dei principali noleggiatori europei.
Confortante segno che nel 2013 / 2014 si è lavorato bene, sia dal punto di vista progettuale che commerciale.
L’Apex visto da GSR
Denti Hitachi per le miniere
Hitachi Construction Machinery (Europe) NV (HCME) ha lanciato una linea di denti (GET, Ground Engaging Tools) per la sua clientela in Europa, Africa e Russia. La linea, sviluppata esclusivamente per gli escavatori da miniera Hitachi – dai modelli EX1200-6 da 120 tonnellate agli EX3600-6 da 360 tonnellate – migliora le performance di ciascuna macchina.
I denti originali Hitachi sono fabbricati e collaudati con gli stessi rigorosi standard delle macchine movimento terra arancio e sono stati testati su mercato australiano. La loro progettazione contribuisce ad accrescere la produttività e la sicurezza nel sito estrattivo, riducendo i costi di manutenzione.
La nuova linea di denti (GET) originali Hitachi, ideata specificamente per siti estrattivi di roccia dura, migliora la penetrazione della benna e la forza di scavo generale della macchina. Il profilo affilato garantisce un perfetto riempimento e svuotamento della benna, con conseguente potenziamento della produttività e dell’efficienza.
Gli accessori sono costruiti in acciaio di qualità superiore che li rende autoaffilanti e acquisisce maggiore durezza grazie all’intero spessore della colata.
Tutti i prodotti della nuova linea di denti originali Hitachi sono equipaggiati con l’esclusivo sistema di fissaggio laterale. Il sistema, che non necessita del martello per il fissaggio del dente, offre maggiore sicurezza nel sito estrattivo e inoltre riduce il tempo necessario per la loro sostituzione, minimizzando i tempi di fermo e le spese di manutenzione. L’adozione di nuovi capsule e adattatori offre maggiore protezione all’usura limitando ulteriormente gli interventi manutentivi.
Haulotte al Tour de France
Haulotte ha dato il meglio di sè sul percorso del Tour de France che, il 18 luglio, è passato proprio davanti alla sede sociale dell’azienda, a L’Horme (Loire).
Il gruppo ha così avuto la possibilità di condividere l’entusiasmo che connota questa celeberrima festa sportiva popolare e di piazzare un sollevatore telescopico HTL 4017 (fabbricato proprio a L’Horme) e una piattaforma HA32PX proprio ai bordi della strada.
Le due macchine erano in pole position e hanno costituito per i numerosi sostenitori dei ciclisti presenti un’attrazione supplementare.
Il sollevatore telescopico HTL 4017 con motore Tier IV Interim rispetta i limiti alle emissioni inquinanti grazie alla riduzione del tasso di ossidi di azoto e particelle emesse. Questo nuovo motore garantisce inoltre consumi più contenuti e una grande facilità di manutenzione.
La piattaforma articolata HA32PX è una macchina versatile, con il raggio di sterzata più stretto sul mercato. Queste macchine sono dotate di una consolle dei comandi ergonomica, assale oscillante e blocco del differenziale per il massimo comfort e la massima produttività.
Cosben entra in Unacea
Cosben, azienda specializzata nella produzione di attrezzature per le macchine per il movimento movimento terra e telescopiche, ha aderito a Unacea. L’azienda, che ha sede nel modenese, è attiva nel settore fin dal 1976.
“Abbiamo avuto modo di conoscere Unacea grazie alle iniziative dei padiglioni nazionali a cui abbiamo preso parte”, dichiara Francesco Billi, direttore generale dell’azienda. “Negli ultimi anni, migliorare le dinamiche di internazionalizzazione è diventato fondamentale per le Pmi del nostro settore; abbiamo apprezzato la formula proposta da Unacea e deciso quindi di condividerla e supportarla associandoci”.
Nata nel 2010, Unacea è l’associazione di categoria aperta al contributo di tutte le aziende italiane di macchine per costruzioni. Attualmente ha un tasso di rappresentatività in termini di fatturato di oltre il 75% del valore dell’intera industria nazionale di macchine e attrezzature per il movimento terra e per il calcestruzzo. Unacea è socio del Cece, il Comitato europeo dei produttori di macchine per costruzioni che raggruppa le associazioni nazionali di 14 paesi in rappresentanza di circa 1.200 aziende, per un fatturato di circa 23 miliardi di euro e 130 mila persone impiegate direttamente.
Spettacolare Liebherr!
A Steinexpo 2014, l’evento “show” in programma dal 3 al 6 settembre a Homberg/Nieder-Ofleiden (Germania) dedicato al mondo delle cave e delle miniere, Liebherr sarà presente non solo con uno stand, ma con un’area dimostrativa in cui sarà possibile vedere all’opera per la prima volta, l’escavatore cingolato R 970 SME. Gli faranno da corollario la pala gommata L 586, il dumper articolato TA 230 e l’escavatore idraulico R 9150 (escavatore da miniera presentato per la prima volta in Europa), l’escavatore idraulico R 9100, la pala gommata L 580 e l’escavatore R 976 HD.
I componenti progettati e prodotti internamente sono una garanzia di lunga vita epr queste macchine performanti che operano in ambienti difficili come quelli delle cave e delle miniere. Tra essi il sistema di controllo Litronic Plus, i cilindri idraulici, le benne e il motore diesel V12, in grado di consentire cicli di lavoro più veloci e maggior produttività.
Gli escavatori cingolati Liebherr sono concepiti per elevate produzioni minerarie: se durante l’applicazione fosse richiesta una minor potenza, a questo pensa l’Eco Mode grazie al quale si diminuisce anche il consumo di carburante e l’emissione di CO2.
Per la gamma dall’R9100 all’ R 9400 Liebherr ha sviluppato una propria serie di benne Ground Engaging Tools (GET) che ottimizzano le performance e garantiscono la massima forza di penetrazione grazie al design dei denti.
Per quanto riguarda l’R 970 SME, esso ha un peso operativo di circa 80 ton e rimpiazza la versione Super Mass Excavation dell’R 964 C. Il potente motore Liebherr a 8 cilindri eroga 330 kW di potenza ed è in regola con le normative Stage IIIB/Tier 4i.
Peer quanto riguarda le pale gommate, quelle che si potranno testare sul campo prove saranno configurate per severe operazioni di cava.
Doka in galleria
Tra le stazioni di Genova Brignole e Genova Principe, FER.GEN (Consorzio composto da Unieco e CMB) sta realizzando un grande camerone di raccordo, su appalto di Italferr. Nel quadro dell’ambizioso progetto di potenziamento del nodo ferroviario di Genova Brignole – Genova Principe che prevede un investimento complessivo di oltre 622 milioni di Euro, Italferr ha appaltato al Consorzio FER.GEN, nell’ambito del lotto quattro, la realizzazione di un grande camerone che metterà in collegamento tre tratti ferroviari sotterranei esistenti, quello della galleria delle Grazie verso Principe e le gallerie Colombo e S. Tomaso verso Brignole.
FER.GEN ha approcciato lo scavo con estrema attenzione, anche per non trasmettere vibrazioni o cedimenti alle costruzioni sovrastanti, riempiendo la galleria preesistente (che era composta da una semplice volta in mattoni) con un getto in calcestruzzo alleggerito, per poi procedere allo scavo di allargamento del camerone con fresa e rimozione del materiale di scavo con dumper articolati, caricati da un apposito nastro trasportatore. Nel corso dello scavo si sono evidenziate difficoltà di avanzamento dovute alla roccia particolarmente resistente, per cui FER.GEN ha optato per implementare un sistema di scavo addizionale, con martello demolitore montato su escavatore cingolato, lavorando su turno singolo per non disturbare gli abitanti delle abitazioni sovrastanti durante la notte.
Un cassero versatile
Completato lo scavo, i tecnici FER.GEN hanno cominciato a gettare le calotte (con calcestruzzo RCK 35), con l’obiettivo di massimizzare i cicli di getto, senza nulla concedere in fatto di sicurezza e qualità dell’opera. La scelta è caduta su un sistema di casseratura regolabile in larghezza, con l’obiettivo di tenere fisse alcune sezioni di calotta e inserire altri elementi aggiuntivi, mano a mano che la sezione della volta si allargava, passando da quella più piccola, caratterizzata da un raggio di 4,85 m (circa 30 m3 di calcestruzzo per getto, con scassero a 36 ore da fine getto con RCK 25 minimo), a quella più grande, il cui raggio raggiunge i 9,10 m. La stessa configurazione di casseratura verrà anche impiegata per la sezione più piccola della volta principale e per realizzare la camera di ventilazione, situata perpendicolarmente al camerone principale. Il sistema impiegato è quello ad alta portata SL-1, che Doka ha fornito a noleggio, e che è stato in grado di garantire un notevole risparmio in termini di tempi e di investimenti, grazie all’elevata modularità degli elementi impiegati e alla loro perfetta sinergia con le casseforme (in particolare quelle a grande superficie Top 50 Doka); la soluzione ha consentito di adattare tutte le parti standard alle diverse geometrie e a tutte le variazioni di sezione del “Camerone S Tommaso”, con costi di noleggio davvero ridotti rispetto a soluzioni alternative. Il sistema di traslazione della soluzione con SL-1 ha contribuito in maniera radicale ad orientare la scelta di FER.GEN sulla tecnologia proposta da Doka, che assicura un andamento spedito dei lavori, con un elevato grado di sicurezza, anche grazie al coordinamento di tutti gli elementi accessori (piattaforme di lavoro, accessi integrati, scale, corredati da una progettazione dettagliata sia relativa al montaggio che all’impiego). Anche la logistica è stato un fattore di scelta importante: la soluzione selezionata da FER.GEN, concordata in fase di progettazione preliminare con i tecnici Doka, permette il passaggio sotto il cassero alle autobetoniere, con un sostanziale miglioramento della logistica di cantiere che era già messa a dura prova dalla galleria di accesso al camerone. Tale galleria infatti, costruita nel 1800, presenta sezioni geometricamente ridotte, che obbligano gli autisti ad entrare in cantiere in retromarcia per poter posizionarsi correttamente nel camerone e rifornire la pompa autocarrata impiegata per il getto. In una fase successiva, quando i getti saranno di maggiore cubatura, al posto della pompa autocarrata verrà utilizzata una carrellata con un sistema di tubature di getto, per accelerare le operazioni.
Il coordinatore tecnico per FER.GEN sul lotto quattro, Carlo Cattabiani, individua con certezza le caratteristiche fondanti del rapporto con Doka: “Conosco Doka da sempre e ho sempre avuto con l’azienda un buon rapporto collaborativo. Anche in questo caso il rapporto in fase di progettazione ha funzionato perfettamente. Il cassero Doka ci consentirà di realizzare le varie sezioni previste per il getto delle calotte del camerone con un impiego limitato di risorse finanziarie rispetto ad altre soluzioni tradizionali. Il fatto che tutti i casseri che utilizziamo siano a noleggio, ci consente di avere in cantiere solo esattamente il materiale che ci serve per le lavorazioni che stiamo eseguendo, con un risparmio economico notevole.
L’assistenza in fase progettuale, e poi in cantiere, che Doka ci ha fornito, è stata estremamente utile per ottimizzare l’intero processo di getto che, per un cantiere, così complesso e di difficile logistica, è un fattore fondamentale per la riuscita dell’opera, così come la qualità dei calcestruzzi realizzati è fondamentale per la durabilità della stessa. Con la soluzione cassero che abbiamo individuato con Doka riusciamo ad ottenere entrambi questi obiettivi: un calcestruzzo finito di alta qualità, sia in struttura sia in superficie, e una velocità di avanzamento tra un getto e l’altro del tutto soddisfacente. Infine, le operazioni di armo e disarmo del cassero sono piuttosto semplici e sono state ben assimilate dalle squadre che stanno lavorando nel camerone, consentendo di ridurre al minimo tempi morti e errori esecutivi”.
Soluzione Massetti. Soluzione vincente
Il 7 luglio 2014, a Limbiate (MI), è stata costituita la nuova società Soluzione Massetti srl, nata dallo “spin off” dell’omonima Divisione di Cava di Trezzano srl, specializzata nella realizzazione di sottofondi per pavimentazioni.
Marco Lavatelli, presidente della nuova società, ci spiega che si tratta di una realtà solida e affidabile, capace di offrire un servizio completo qualitativamente elevato nella realizzazione di massetti a marcatura CE, e inoltre, con l’acquisizione di nuovi impianti potrà essere servito con maggior facilità l’intero Nord Italia. Il principale scopo di Soluzione Massetti srl, come sottolinea il direttore commerciale Sergio Mora, è quello di distinguersi dalla concorrenza grazie all’utilizzo di attrezzature e tecnologie all’avanguardia, che tengano conto anche della sostenibilità ambientale.
La “soluzione” infatti consiste nell’utilizzo di silos bicamera che contengono sabbia e cemento, oppure sabbia e legante a ritiro controllato. Questi silos vengono gestiti da unità mobili (ovvero furgoni da 35 quintali) con strumentazioni che controllano elettronicamente la dosatura dell’impasto. In particolare, sul furgone è installata la botte impastatrice, un compressore, un computer di controllo e attrezzature ausiliarie. Tale procedimento rende automatizzate tutte le operazioni, evitando così l’intervento di operatori.
Oltre alla certificazione CE, i vantaggi offerti da “Soluzione Massetti” sono davvero numerosi. Ad esempio, viene garantita una composizione costante dell’impasto su tutta la superficie di posa, si riduce la squadra di lavoro (da due a tre persone) con ovvi risparmi sulla manodopera, l’unità mobile può essere utilizzata semplicemente con patente B, il procedimento consente di mantenere pulito il cantiere evitando qualsiasi tipo di smaltimento. I silos, inoltre, possono essere consegnati puntualmente, e questa nuova “soluzione” può essere impiegata su ogni tipologia di cantiere.
Ritchie Bros. Un successo di asta
Ancora un grande successo per Ritchie Bros. che il 10 Luglio ha tenuto l’ultima asta prima della pausa estiva.
Oltre 1000 gli iscritti all’asta presenti in sede o registrati on line. Oltre ai clienti italiani sono stati piu’ di 50 I Paesi registrati inclusi Hong Kong, Thailandia, Giappone, Emirati Arabi, Canada, Australia e Chile, a prova della grande rete mondiale di Ritchie Bros.
Oltre 1400 articoli venduti in un giorno, in evidenza una pala gommata Hitachi LX290 venduta a 95.000 euro, un dumper Volvo A30E del 2008, 110.000 euro, due escavatori cingolati Liebherr 944 venduti a 90.000 euro l’uno, e una pompa autocarrata Cifa K41L venduta per 120.000 euro. Inoltre grande attesa per la vendita di una selezione di gru fuoristrada tra cui una Locatelli del 2011 GRIL 8500TL, 50 ton 4x4x4 venduta per euro 162.500 e due Terex del 2009 RC40 42 ton, 4x4x4 ciascuna venduta per un valore di euro 130.000.
La prossima asta è già in programma per il 2 Ottobre 2014. Chiunque volesse informazioni su come vendere o acquistare macchinari alle aste Ritchie Bros. può contattare gli uffici allo 0523.818801 oppure vistare il sito www.rbauction.it.
Il 20 Luglio su Dmax (canale 52 del digitale terrestre, Sky canali 136 e 137), alle ore 21, andrà in onda all’interno del programma “Giganti in vendita” una puntata dedicata a Ritchie Bros. Auctioneers.
Socage: un brevetto per il telaio
Il telaio a X per piattaforme aeree autocarrate di Socage srl, ha riscosso successo nel corso della presentazione in anteprima mondiale all’APEX di Amsterdam.
Le ragioni dell’interesse del pubblico non risiedono solo nell’originalità dell’ aspetto esteriore, ma soprattutto nelle innovazioni tecniche del prodotto.
Infatti, il telaio a X comprende quattro stabilizzatori telescopici tangenziali alla ralla di rotazione della parte aerea della piattaforma, i quali, in estensione, acquistano un’extra-corsa rispetto agli stabilizzatori dei telai convenzionali. L’extra-corsa determina una maggiore area di appoggio della piattaforma aerea e quindi una sua maggiore stabilità. Ne consegue un incremento delle prestazioni della piattaforma in termini di sbraccio, con un aumento sensibile della distanza dalla linea di stabilità a cui può essere portato il cestello.
Osservando lo schema riportato, che mostra gli stabilizzatori completamente sfilati, risulta subito evidente l’unicità della figura descritta dall’area di appoggio del telaio a X: un quadrilatero ruotato che è uno degli aspetti distintivi del nuovo prodotto di Socage.
Altro aspetto di rilevantissima importanza dell’invenzione di Socage è rappresentato dal fatto che la maggiore area di appoggio viene ottenuta contestualmente ad una diminuzione dell’ingombro e ad una riduzione drastica dei pesi che gravano sull’autocarro. Infatti, il telaio a X viene montato direttamente sullo chassis dell’autocarro e quindi non necessita dell’impiego dei longheroni, delle traverse o di controtelai che fino ad ora erano indispensabili per questo tipo di allestimenti.
Il telaio a X costituisce un importantissimo balzo in avanti nel settore delle piattaforme aeree.
Al fine di tutelare la propria idea, Socage si è rivolta a Bugnion spa, uno degli studi di consulenza in proprietà intellettuale più noti del Paese, che l’ ha assistita nel deposito di una domanda di brevetto internazionale per ottenere l’esclusiva sul telaio ad X.