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CustomerFirst 2.0: per MAN qualità certificata

L’obiettivo del programma CustomerFirst è quello di fornire in modo dettagliato e tempestivo informazioni sulla soddisfazione del cliente, mettendo l’intera Rete MAN nelle condizioni di poter attuare misure di continuo miglioramento a tutto beneficio dei clienti che hanno dato fiducia alla Casa del Leone.

La soddisfazione del cliente è da anni al centro dell’attenzione dei costruttori automotive. Tante le iniziative messe in campo e tanti gli strumenti creati per avere dei report il più possibile veritieri e realistici in grado di fornire informazioni utili alla definizione di strategie e contromisure future. Tutto questo è ancora più importante in anni dove si stanno delineando scenari inediti, dall’avvento dei social media alle nuove trazioni, che richiedono un cambiamento culturale per continuare a gestire al meglio l’esperienza del cliente nella complessità moderna.

Il programma CustomerFirst va proprio in questa direzione ed è stato sviluppato da MAN per migliorare in modo concreto la qualità dei propri servizi. Il sistema registra puntualmente le valutazioni dei clienti MAN dopo ogni esperienza di vendita, assistenza ordinaria o in caso di panne, analizzando nel suo complesso l’intero processo che lo vede coinvolto con un Concessionario o un’Officina MAN. I risultati vengono quindi elaborati in un portale online e sono disponibili a partire dal giorno successivo l’intervista.

Così il personale MAN che utilizza il programma riceve tempestivamente tutte le informazioni necessarie per organizzare al meglio la propria attività, relazionandosi con il cliente finale in maniera costruttiva e propositiva.

L’inizio del progetto risale al 2016 e da allora è stato continuamente implementato e sviluppato e un ulteriore step evolutivo è stato introdotto proprio nel 2021. Ovviamente un’azione di controllo sulla soddisfazione del cliente esisteva anche prima, ma non con queste caratteristiche che la rendono molto più simile agli strumenti in dotazione ai costruttori automobilistici, quindi all’avanguardia assoluta per i veicoli industriali.

Un nuovo format per un “servizio” migliore

Il 2021 è stato l’anno che ha visto l’introduzione di un nuovo format per rendere le interviste più snelle e, al contempo, i risultati di più facile consultazione e intuitivi. Se in generale la reazione dei clienti è sempre stata positiva grazie proprio all’opportunità di avere un filo diretto con MAN, la complessità del sistema di votazione e la durata delle interviste hanno indubbiamente rappresentato in passato un punto critico. Il MAN

CustomerFirst 2.0 ha quindi introdotto due sostanziali novità. Da un lato il cambio della scala di valutazione ora legato all’intervallo da 1 a 5 stelle, metodologia molto conosciuta e apprezzata in diversi settori merceologici anche online. 1 o 2 stelle rappresentano un basso livello di servizio e fanno scattare un “Hot Alert”, 3 stelle sono la soglia della sufficienza, mentre con 4 e 5 stelle si esprime soddisfazione per il servizio ricevuto. Dall’altro lato, è stato fortemente ridotto il numero di domande poste raggruppando le stesse in sole cinque macro categorie che ben sintetizzano i punti di contatto e le “prestazioni” fornite. Con le dovute differenze a seconda dell’ambito di indagine, le domande spaziano dalla disponibilità e dalla comprensione delle esigenze fino alla qualità della consulenza o del lavoro svolto, nonché all’impegno e al trattamento ricevuto. Grazie a queste novità, la durata media dell’intervista si è ridotta a circa otto minuti rispetto ai 13 precedenti rendendo molto più agevole l’adesione e offrendo più spazio per i commenti aperti.

Sempre a partire dal 2021, il campo di indagine in precedenza riservato ai soli clienti truck è stato esteso agli operatori autobus e dei veicoli commerciali offrendo dunque una fotografia anche cross-­settoriale della clientela MAN.

Nel caso di “Hot Alert”, la prassi prevede che la struttura MAN interessata (avvisata al massimo dopo 24 ore dall’intervista) debba contattare il cliente per comprendere e approfondire i punti contestati e attivare misure adeguate a colmare le eventuali lacune o inefficienze.

Nel 2021 la soddisfazione cresce ancora

Nel corso del 2021 sono state effettuate 2.484 interviste. Un dato che, nonostante le inevitabili conseguenze degli ultimi due anni di pandemia, rappresenta una base statistica di tutto rilievo e che consente di avere una fotografia quanto mai realistica della salute della Rete MAN. Per quanto riguarda il servizio di assistenza ordinaria (manutenzione o riparazione), la media delle votazioni si attesta tra il 4,7 e il 4,8: in particolare, i clienti hanno premiato la disponibilità e l’impegno della Rete di Assistenza MAN. Per la vendita, nonostante abbiano indubbiamente pesato sul giudizio finale i ritardi nelle consegne dovute alle problematiche internazionali di approvvigionamento, il valore si attesta poco sotto il 4,5 e il 4,6. In questo caso vale la pena sottolineare come punto di eccellenza la capacità dei consulenti di vendita MAN nel comprendere le esigenze dei propri clienti.

Citazione a parte merita il servizio di assistenza stradale che, se da un lato si potrebbe immaginare come la situazione più critica, in realtà si colloca abbondantemente oltre quota 4 stelle, a conferma che anche nell’emergenza la Rete MAN e il servizio Mobile24 hanno sempre saputo affrontare la situazione al meglio.

A fronte di questi risultati, un ulteriore elemento di vanto è dato dall’esiguo numero di “Hot Alert” ricevuti, “solo” 85 (meno del 4% del totale delle interviste) che hanno prontamente offerto ai funzionari MAN l’opportunità di approfondire con il cliente interessato i punti di insoddisfazione. Tutti gli indici rilevati nel corso del 2021 hanno segnato un miglioramento rispetto ai dati dell’anno precedente certificando l’ulteriore crescita del livello qualitativo offerto oggi da MAN in Italia.

Piattaforme Genie al lavoro per la Goscor

La società sudafricana Goscor Access Solutions si è affidata a Genie per trovare le macchine adatte al lavoro da svolgere durante la costruzione di un nuovo magazzino DSV a Plumbago.

Quando un innovativo magazzino DSV a Plumbago ha avuto bisogno di aiuto per il progetto di un nuovo edificio, si è rivolto a Goscor Access Solutions, Distributore Autorizzato Genie di Midrand, in Sudafrica, per ottenere le macchine adatte a svolgere il lavoro. Sul posto erano presenti circa 50 macchine, tra cui le piattaforme a forbice Genie® GS™, le piattaforme a braccio articolato Z® e a braccio telescopico S®.

La costruzione è iniziata nel 2019 e, come per qualsiasi progetto, rispettare le scadenza era importante per il successo complessivo del progetto DSV. Tuttavia, quanto pianificato è stato ostacolato dalla pandemia COVID-19.

DSV ha usato una combinazione di piattaforme a forbice diesel ed elettriche durante la costruzione dell’edificio per un periodo di un anno, dal 2020 al 2021. Nonostante tutto, il principale appaltatore è riuscito comunque a completare il progetto entro i tempi previsti “, dice Shirley Smit, una responsabile per le vendite senior di Goscor Access Solutions, aggiungendo che Goscor ha ancora unità sul posto impegnate nel lavoro extra aggiunto al progetto dal gruppo DSV.

Vista aerea del magazzino

Per aiutare a rispettare la tempistica, Goscor – che si occupa di noleggio, vendita e supporto post-vendita per una vasta gamma di mercati in Sudafrica, tra cui l’edilizia, la vendita al dettaglio, gli eventi per l’industria leggera e pesante e l’industria dell’intrattenimento, le riprese cinematografiche e l’estrazione mineraria – ha lavorato per assicurarsi che le macchine giuste fossero sul posto al momento giusto per aiutare con le esigenze del cantiere: dalle robuste capacità 4×4 richieste all’inizio della costruzione per sollevare le pesanti travi di acciaio della struttura, così come ai lavori di finitura all’interno.

La macchina mirata all’applicazione

Il progetto DSV Warehouse è iniziato con una serie di macchine diesel, tra cui le piattaforme a forbice Genie GS-3369 RT e Genie GS-5390 RT, che sono state utilizzate dalle società di installazione dei rivestimenti, degli impianti elettrico ed antincendio.

La resistente e solida Genie GS-5390 RT a quattro ruote motrici, pensata per l’edilizia, è ideale per aumentare la produttività nei cantieri all’aperto più impegnativi. La capacità di sollevamento di 680 kg ha aiutato molto nelle fasi di installazione di tubature della linea principale, delle file di pannelli di rivestimento laterale e nelle operazioni di cablaggio elettrico”, dice Smit.

La solida GS-5390 RT per terreni fuoristrada è in grado di superare pendenze fino al 50% e può traslare da sollevata ad altezze fino a 9,14 m su terreno in piano. Questo modello per terreni fuoristrada con quattro ruote motrici e pneumatici riempiti di schiuma offre anche grande portata. Un altro vantaggio sono gli stabilizzatori, che servono a mantenere la macchina più stabile su aree/siti con terreno accidentato“, ha aggiunto.

Al lavoro anche le elettriche

Con il progredire del progetto, e una volta che il sito è stato dotato di elettricità e che i pavimenti in cemento si erano induriti, Goscor ha anche fornito unità Genie elettriche per il cantiere.

La ragione del passaggio dal diesel all’elettrico era dovuta alla disponibilità di energia elettrica in loco e anche alla necessità di pneumatici antitraccia“, dice Smit, aggiungendo che le macchine in aggiunta comprendevano piattaforme a braccio elettrico Genie Z-34/22 DC e Genie Z-60 DC, nonché piattaforme a forbice elettriche Genie GS-1930 e GS-4047.

Le necessità specifiche di un cliente possono essere soddisfatte con un’intera gamma di modelli che lavorano al chiuso, modelli 4×4 per terreni fuoristrada, versioni leggere, macchine a chassis stretto, modelli semoventi o a spinta e altro ancora“, ha concluso Smit. “Con Genie, possiamo aiutare i nostri clienti a trovare la macchina adatta al loro progetto di lavoro“.

CNH Industrial si rafforza in India

CNH Industrial (NYSE: CNHI / MI: CNHI), leader globale nei segmenti Agriculture e Construction, ha inaugurato il nuovo India Technology Center (ITC) nella città di Gurugram, a sud ovest della capitale Nuova Delhi, nell’India settentrionale. Questo polo strategico rientra nella filosofia di Ricerca e Sviluppo globale della Società e si concentra in particolare sullo sviluppo prodotto e sulle soluzioni digitali.

L’ITC è il primo del suo genere nel Paese per CNH Industrial. È dotato di tecnologie di ultima generazione, tra cui un centro per l’innovazione, per la simulazione dei veicoli e di un laboratorio d’avanguardia per la realtà aumentata/realtà virtuale, con l’obiettivo di supportare i progetti globali ad alto contenuto tecnologico. Il Centro è operativo da marzo 2021 e, grazie ai risultati già ottenuti, si prevede l’ampliamento di ulteriori spazi di sviluppo design, stampa 3D, software integrati, data analytics e tecnologie di User Interface e User Experience (UI/UX) con funzionalità di simulazione avanzate. Il centro svolgerà un ruolo strategico nella collaborazione con gli altri centri aziendali per la Ricerca e Sviluppo nel mondo allo scopo di innovare e far leva sulla tecnologia d’avanguardia e sull’ecosistema digitale in India, per maggiori efficienze a beneficio dei clienti.

L’ITC si focalizzerà anche sullo sviluppo di competenze fondamentali nelle tecnologie e soluzioni software orientate al cliente, tra cui il cloud, le tecnologie integrate, l’elettrificazione, la guida autonoma, l’analisi avanzata, la simulazione, l’automazione e la progettazione meccanica ed elettrica.

Con sede nella Zona Economica Speciale di Gurugram (Cyber City), l’ITC ha un organico di oltre 100 addetti, in via di ampliamento tramite un’attenta e rigorosa ricerca di nuovi talenti basata sulla diversità.

Il vasto potenziale dell’India

Il vasto potenziale dell’India, il fiorente sviluppo economico e un pool di talenti altamente qualificato ne fanno un mercato interessante per l’espansione e la crescita del nostro business” ha affermato Chun Woytera, President Asia Pacific di CNH Industrial. “Negli ultimi 10 anni CNH Industrial ha investito in modo significativo nella produzione in India, in R&S, nella crescita della base di fornitura e della supply chain, oltre che in altre aree. Il nuovo ITC rafforzerà la nostra vision di fare dell’India un polo tecnologico e di mostrare le capacità e le opportunità che fornisce ai segmenti Agriculture e Construction.”

L’India Technology Center di CNH Industrial rappresenterà una parte importante delle capacità di ricerca e sviluppo globali della Società. Il Centro svilupperà tecnologia d’avanguardia, tra cui software, elettronica integrata e data analytics, per supportare sia il business in India sia il portafoglio prodotti globale della Società” ha spiegato Marc Kermisch, Chief Information Officer e Chief Technology and Quality Officer ad interim di CNH Industrial. “Le tecnologie disponibili presso il Centro permetteranno di migliorare l’efficienza e di trasformare ulteriormente le modalità tramite cui supportiamo i nostri clienti.”

CNH Industrial India è attiva nel paese con i brand Case IH, New Holland Agriculture e CASE Construction Equipment e da oltre 30 anni mantiene la promessa dell’eccellenza di progettazione globale “Made in India”. Il business è supportato da un ramo finanziario dedicato, CNH Industrial Capital India, lanciato nel 2018.

ZF: Elettrificazione efficace grazie a eWorX

Elettrificazione al cento per cento, efficienza al cento per cento: la famiglia di prodotti eWorX consente prese di forza (Power Take-Off – PTO) a zero emissioni locali per veicoli industriali. Ne possono beneficiare sia i produttori di veicoli sia di allestimenti speciali. Con questa soluzione completa, l’azienda tecnologica ZF supporta il settore dei veicoli industriali nella sua trasformazione verso un futuro più sostenibile.
Quando si tratta di elettrificazione di veicoli industriali, l’attenzione non sarà solo sul powertrain. In questo segmento, circa il cinquanta per cento dei veicoli è equipaggiato anche per l’utilizzo come veicoli per le municipalizzate, nei cantieri, nei depositi, ecc. Attualmente, i veicoli specializzati, quali autogru, dumper o betoniere, necessitano di PTO opportunamente progettate che vengono accoppiate al motore o alla trasmissione del motore a combustione. Tuttavia, poiché l’architettura dei propulsori convenzionali differisce radicalmente da quella degli elettrici, le tradizionali interfacce non vengono più utilizzate e le future PTO devono essere riprogettate.

È qui che ZF, con la sua esperienza come fornitore di sistemi, può davvero supportare l’industria nel suo percorso verso l’elettrificazione“, spiega Kleber Vinhas, responsible for the CV Powertrain Modules product line nella Divisione Commercial Vehicle Technology di ZF. “Con eWorX, abbiamo semplificato l’integrazione delle attrezzature all’interno di nuove piattaforme e stiamo fornendo al mercato una nuova interfaccia standard per il funzionamento dei macchinari. È una soluzione intelligente che ci avvicina alle emissioni zero e grazie alla quale supportiamo i produttori di veicoli e gli allestitori nel gestire in modo ottimale la complessa sfida dell’elettrificazione.”
Integrazione semplice e completa
La famiglia di prodotti di nuova concezione offre un’innovativa soluzione completa per l’elettrificazione efficiente delle PTO usate per il funzionamento delle attrezzature di lavoro –indipendentemente dall’architettura utilizzata per l’azionamento. I vantaggi sono il funzionamento a zero emissioni locali con una rumorosità notevolmente ridotta, che ne facilita in particolare l’uso nelle città e nelle aree residenziali.

Il cuore del sistema

Il cuore del sistema è ZF eCubE che assicura il collegamento tra la batteria del veicolo e la ZF ePTO elettrica e modulare, che a sua volta aziona l’attrezzatura. eCubE contiene un’elettronica di potenza adeguata, una centralina e pacchetti software su misura per la particolare applicazione. La connessione perfetta al CAN-bus del veicolo integra le soluzioni eWorX con la batteria del veicolo e i sistemi di gestione dell’energia. Sono inoltre possibili nuove funzioni di sicurezza e di assistenza – così come la possibilità di controllare i macchinari tramite smartphone o tablet dall’esterno della cabina di guida.
Veicolo di prova e interesse da subito da parte dei clienti ZF ha allestito un dumper elettrificato e controllabile da remoto come veicolo di prova. Il prototipo è attualmente sottoposto a un’intensa fase di test in condizioni reali presso la sede di ZF a Schweinfurt. In collaborazione con diversi allestitori, sono già in costruzione altri veicoli con soluzioni per azionamenti ausiliari elettrici. I produttori coinvolti effettueranno anche test approfonditi di questi prototipi nel mondo reale. Già alcuni clienti hanno manifestato il proprio interesse per eWorX.

La LR 1160.1 Unplugged di Liebherr

Unplugged sta per alimentazione a batteria.  La gru cingolata LR 1160.1 di Liebherr è l’ultimo modello  di questa serie ed una delle prime gru cingolate a batteria al mondo. L’azionamento elettroidraulico ha le stesse specifiche prestazionali della versione convenzionale. Entrambe le versioni sono gestite allo stesso modo, il che è particolarmente conveniente per gli operatori che spesso devono passare da una macchina all’altra.

Una caratteristica eccezionale delle macchine unplagged sono le emissioni zero, ciò significa che non sono inquinanti e sono estremamente silenziose, caratteristiche indispensabili per portare a termine alcuni lavori in zone residenziali.

La voce più forte? Il silenzio

In modalità al minimo il livello di emissione sonora di tre gru unplagged ad una distanza di 16 m, è equivalente a quello di una normale conversazione in cantiere ad una distanza di 1 m. Questo corrisponde a un valore di soli 60 dB(A). Se si tiene conto del fatto che una gru cingolata trascorre il 60 % del tempo in cantiere, si capisce come questo basso livello di rumorosità sia un notevole vantaggio.

L’LR 1160.1 può essere azionata con o senza cavo. La capacità della batteria è progettata per 8 ore di funzionamento: la gru può essere azionata mentre è collegata a un’alimentazione elettrica convenzionale con 63 A o caricata entro 4,5 ore. Utilizzando un alimentatore da 125 A, la batteria può essere caricata rapidamente in sole 2,5 ore.

Massimo livello di sicurezza

I progettisti della gru hanno posto grande enfasi sul concetto di sicurezza. Proprio come ogni gru cingolata di Liebherr-Werk Nenzing GmbH, la LR 1160.1 unplagged è dotata di tutti i sistemi di assistenza per un funzionamento sicuro.

Tra essi il Gradient Travel Aid per la gestione sicura delle opendenze. Il sistema di controllo della gru calcola automaticamente il baricentro e avvisa l’operatore prima che la gru lasci l’area di sicurezza. Durante il percorso, l’operatore riceve informazioni sulla pendenza ammissibile ed effettiva e sul baricentro generale della gru in ogni momento. Se necessario, l’angolo del braccio può essere modificato in modo che la macchina rimanga in sicurezza.

Viene calcolata inoltre la pressione effettiva al suolo della macchina in tempo reale e  confrontata con i limiti di sicurezza specificati del cantiere. Ciò significa che l’operatore è costantemente consapevole se la macchina si trova o si sta avvicinando a un’area critica.

Le prime in Gran Bretagna

Liebherr-Werk Nenzing GmbH ha consegnato in Gran Bretagna le prime tre gru LR 1160.1 a  Select Plant Hire Company Ltd. che sta perseguendo l’obiettivo di gestire sempre più cantieri a emissioni zero e ha programmato di acquistare altre pia tre gru  LR 1160.1 unplagged  per il 2022.

Select si è già affidata alla LR 1250.1 unplugged, la prima gru cingolata a batteria al mondo quando è stata lanciata sul mercato, dimostrandosi al passo con le nuove tecnologie.

Partnership Iveco Group e Hyundai Motor Company

Iveco Group (MI: IVG) e Hyundai Motor Company (HYMTF) hanno firmato il 4 marzo un memorandum d’intesa per esplorare possibili collaborazioni in termini di tecnologia condivisa dei veicoli, approvvigionamento congiunto e reciproche forniture.

La firma ha avuto luogo presso Hyundai Motor Company e vi hanno partecipato tra gli altri Gerrit Marx, CEO di Iveco Group, Marco Liccardo, Chief Technology & Digital Officer di Iveco Group, Jaehoon Chang, Presidente e CEO di Hyundai Motor Company, e Martin Zeilinger, Executive Vice President e Head of Commercial Vehicle Development Tech Unit di Hyundai Motor Company.

Il memorandum è un passo preliminare nella valutazione del potenziale per i due gruppi di una cooperazione nei campi della tecnologia e delle piattaforme, compresi componenti e sistemi. Tra le aree di possibile interesse reciproco ci sono propulsioni e piattaforme elettriche, inclusi sistemi a celle a combustibile, l’automazione dei veicoli e la connettività per i veicoli commerciali.

Questo accordo è un ulteriore passo nelle rispettive strategie di Iveco Group e Hyundai Motor Company per creare soluzioni innovative che siano leader nell’odierno contesto in rapida evoluzione, attraverso la costruzione di un ecosistema di partnership reciprocamente vantaggiose.

I protagonisti dell’accordo

Iveco Group N.V. (MI: IVG) è un leader globale nel settore automotive, attivo nei segmenti Veicoli Commerciali e Speciali, Powertrain e correlati Servizi Finanziari. Ciascuno dei suoi otto brand è un player di riferimento nel suo specifico ambito industriale: IVECO, marchio pionieristico di veicoli commerciali che progetta, produce e commercializza veicoli commerciali pesanti, medi e leggeri; FPT Industrial, leader globale nella fornitura di una vasta gamma di tecnologie avanzate di propulsione per i settori agricolo, delle costruzioni, nautico, della generazione di energia e dei veicoli commerciali; IVECO BUS e HEULIEZ, marchi di autobus urbani, interurbani e turistici per il trasporto di massa e premium; Iveco Defence Vehicles, per mezzi da difesa e per la protezione civile altamente specializzati; ASTRA, un leader in grandi mezzi pesanti per cave e cantieri; Magirus, il rinomato produttore di veicoli e attrezzature antincendio; e IVECO CAPITAL, il ramo finanziario che supporta tutti i marchi di Iveco Group. Il Gruppo impiega circa 34.000 persone in tutto il mondo e ha 29 stabilimenti di produzione e 31 centri di Ricerca & Sviluppo.

Fondata nel 1967, Hyundai Motor Company è presente in più di 200 paesi con oltre 120.000 dipendenti dedicati ad affrontare le sfide quotidiane della mobilità in tutto il mondo. Sulla base della visione del marchio “Progress for Humanity”, Hyundai Motor sta accelerando la sua trasformazione in Smart Mobility Solution Provider.

L’azienda investe in tecnologie avanzate come la robotica e la mobilità urbana aerea (UAM – Urban Air Mobility) per realizzare soluzioni di mobilità rivoluzionarie, perseguendo al contempo l’innovazione aperta per introdurre i servizi di mobilità del futuro.

Alla ricerca di un futuro sostenibile per il mondo, Hyundai continuerà i propri sforzi per introdurre veicoli a emissioni zero dotati di celle a combustibile a idrogeno e tecnologie per veicoli elettrici leader del settore.

Accordo Faresin-Deutz per il post vendita

Deutz Italy e Faresin hanno di recente siglato un importante contratto di cooperazione strategica per la distribuzione di ricambi e per estendere il servizio di assistenza tecnica sulle macchine Faresin in Lombardia. Questo accordo rafforza la presenza sul territorio dell’assistenza post vendita allo scopo di rendere veloce e puntuale il servizio al cliente.
Deutz Italy diventerà un centro autorizzato Faresin. Potrà infatti rivendere i ricambi originali e effettuare operazioni di manutenzione e riparazione non solo sui motori Deutz che montano i carri miscelatori e i sollevatori telescopici Faresin, ma anche sull’intero mezzo.

Un post vendita di qualità

Giulia Faresin

Le migliori e più avanzate tecnologie non possono avere successo se non sono supportate da un servizio post-vendita di qualità“, commenta Giulia Faresin, Operations Manager. “Faresin sta investendo molto in questo senso, con soluzioni digitali 4.0, con training specifici e potenziando il servizio al cliente. L’accordo con Deutz andrà ad intervenire proprio sulla capillarità territoriale delle officine autorizzate consentendo al nostro service di raggiungere facilmente i clienti lombardi, per effettuare le riparazioni nel più breve tempo possibile.
Un servizio post vendita di qualità è il cuore pulsante di ogni azienda – Commenta l’ing. Marco Colombo, CEO di Deutz Italy”. La nostra azienda e Deutz AG stessa, si stanno concentrando nello sviluppo puntuale di un servizio post vendita che non si limiti al singolo motore, ma che si completi con tutta la macchina. L’accordo con Faresin è da considerarsi la start-up di questo ambizioso progetto“.

Boom presenze estere al GIC

Sono in continuo e costante aumento anche gli espositori esteri alla Quarta edizione del GIC, le Giornate Italiane del Calcestruzzo – ITALIAN CONCRETE DAYS, la più grande manifestazione anche a livello europeo dedicata al comparto, in programma a Piacenza Expo dal 28 al 30 aprile 2022.
Una partecipazione che testimonia l’interesse anche oltre confine per la tre giorni dedicata
specificamente alle macchine, alle attrezzature e alle tecnologie per la filiera del calcestruzzo, la prefabbricazione, ma anche alla demolizione delle strutture in cemento armato, al riciclaggio e trasporto degli inerti, alle pavimentazioni continue e ai massetti.

Grande interesse dall’estero

Grazie alla presumibile diminuzione dei contagi che ha sempre caratterizzato il periodo
primaverile“, sottolinea Fabio Potestà della Mediapoint & Exhibitions, organizzatrice del GIC, “per questa quarta edizione, finalmente in presenza, prevediamo un notevole flusso di visitatori provenienti anche dall’estero. Il GIC costituirà, infatti, la prima manifestazione fieristica dell’anno a livello europeo dedicata alla filiera del calcestruzzo, durante la quale gli operatori potranno prendere visione dei numerosi nuovi modelli di macchine e attrezzature che verranno presentate in anteprima ad un pubblico qualificato“.
Un interesse confermato anche dall’adesione di tutte le più importanti associazioni di categoria, italiane ed estere. Complessivamente sono infatti 63 i patrocini già raccolti dal GIC, tra i quali spiccano quelli di: Associazione Nazionale Industrie Manufatti Cementizi (Assobeton), Associazione dei Porti Italiani (Assoporti), Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato (Atecap), Federazione della Filiera del Cemento, del Calcestruzzo, dei Materiali di base, dei Manufatti, Componenti e Strutture per le Costruzioni delle Applicazioni e delle Tecnologie ad essa connesse nell’ambito della Filiera sopra indicata (Federbeton) e l’ Associazione Nazionale Demolizione ed Economia Circolare per le Costruzioni (Nadeco). E non mancano certo i patrocini delle associazioni d’oltre confine, come testimoniano quelli dell’European Association for Construction Repair, Reinforcement and Protection (Acrp), European Demolition Association (Eda), dell’Asociation Espanola de Pavimentos Continuos (Aepc) e della Asociation de Fabricantes de Encofrados y Cimbras (Afeci).
Ma il GIC può vantare anche il patrocinio di ben due ministeri: ultimo arrivato quello del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che va ad aggiungersi a quelli già concessi da Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Conferenza delle Regioni e Provincie Autonome, Regione Emilia Romagna e Comune di Piacenza.
Durante i tre giorni del GIC sono inoltre in programma convegni, dibattiti e incontri che verteranno, in particolare, sui tre macro-temi al centro delle cronache e del dibattito politico: le prospettive e le problematiche del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; il rincaro dei costi di energia e materie prime; sicurezza sul posto di lavoro.
Come tradizione si terrà collateralmente al GIC l’evento ICTA-ITALIAN CONCRETE TECHNOLOGY AWARDS, la premiazione delle aziende, degli imprenditori e dei professionisti italiani del settore che si sono dimostrati particolarmente meritevoli negli ultimi 36 mesi.
L’assegnazione degli ICTA 2022 avverrà quest’anno direttamente all’interno di Piacenza Expo nella serata di Giovedì 28 Aprile – giorno di apertura della manifestazione – e, al termine delle cerimonie di premiazione, prenderà avvio il “GIC by Night”, ovvero l’apertura del quartiere fieristico, durante la quale gli espositori potranno incontrarsi tra di loro e con la loro clientela più selezionata.

iQ.1188 HiPro: gru “smart” per uso universale 

di Giuseppe La Franca

HIAB iQ.1188 HiPro è la sua gru più grande e innovativa mai realizzata dal gruppo svedese, una macchina intrinsecamente intelligente per il design della parte meccanica e per le tecnologie finalizzate a sicurezza e funzionalità.

Notevole lunghezza dello sbraccio (oltre 36 m in orizzontale e oltre 40 m in verticale), elevata capacità di sollevamento (fino a 9.401 kg, pari a 83.719 kgm, per la versione E-10), estrema compattezza e leggerezza (può essere installata anche su autocarri a 4 assi, lasciano spazio per ulteriore carico utile): queste le principali caratteristiche di HIAB iQ.1188 HiPro, la gru “tuttofare” della gamma 110 tm capostipite di una nuova famiglia di prodotti.

Dal punto di vista strutturale la principale innovazione tecnologica consiste nel design del braccio V12-Power. L’impiego di acciai ad altissime prestazioni ha permesso la realizzazione di un braccio con sezione dodecagonale, che ottimizza le performance meccaniche a vantaggio del contenimento del peso complessivo, della versatilità d’uso della gru e, non meno importante, del contenimento dei consumi di combustibile e dei costi operativi.

Impostazioni su misura

Grazie alle impostazioni personalizzabili per ogni operatore, l’ulteriore sviluppo del sistema di controllo SPACEevo in combinazione con il nuovo telecomando CombiDrive 4 si propongono quali ulteriori “plus”, indirizzati all’incremento della produttività dell’insieme macchina-operatore, al miglioramento dell’esperienza di guida e alla maggiore durata della gru, per mantenere un valore residuale più elevato.

Stefano Brusa

La nuova iQ.1188 HiPro nasce con l’obiettivo dichiarato di aumentare la capacità di generare profitti per la totalità dei clienti – afferma Stefano Brusa, Marketing manager di Hiab Loader Cranes H&S. Si tratta di un prodotto unico nel suo genere che, oltre a posizionarsi in modo chiaro nel mercato, indica le direttrici dello sviluppo dei modelli del futuro.

La grande partecipazione alla presentazione live streaming della iQ.1188 HiPro testimonia l’interesse verso le molte innovazioni introdotte e ci ha dato l’opportunità di interagire con gli operatori del settore, traendo nuovi interessanti spunti per migliorare ulteriormente l’attività di ricerca e sviluppo“.

A seconda del numero delle estensioni del braccio, HIAB iQ.1188 HiPro è disponibile in 3 diverse versioni (E-8; E-9; E-10), con 6 estensioni del jib 155Q-6 opzionale (solo per E-8 ed E-9) equipaggiabile anche con una prolunga a gancio rialzato, tutte predisposte per l’installazione con le soluzioni Hiab FrameWorks.

Arriva Margherita nella galleria di Cefalù

Sono iniziati con una cerimonia nel cantiere in località Ogliastrillo, i lavori per lo scavo della Galleria Cefalù, la più estesa delle tre gallerie per il raddoppio del tratto ferroviario Cefalù/Ogliastrillo – Castelbuono, sulla linea Palermo – Messina. Il progetto, appaltato da Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) a un raggruppamento di imprese capitanato da Toto Costruzioni Generali, ha un valore di oltre 370 milioni di euro.
Il nuovo tracciato, con una lunghezza complessiva di 12,3 chilometri, a doppio binario e quasi interamente sotterraneo, si snoda completamente in variante rispetto alla vecchia sede ferroviaria.

Il completamento della tratta Ogliastrillo – Castelbuono quale estensione della Palermo Punta Raisi (già in esercizio) consentirà di ottenere un notevole incremento della potenzialità del servizio di trasporto afferente al nodo ferroviario di Palermo oltre che il potenziamento del collegamento diretto del polo turistico di Cefalù con l’aeroporto di Punta Raisi.

La TBM Margherita

Alla presenza del Sottosegretario del MIMS alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri, dell’Assessore regionale delle Infrastrutture e della Mobilità Marco Falcone, dei Sindaci di Cefalù e Pollina, dell’Amministratrice Delegata di RFI Vera Fiorani, del Direttore Gestione Progetti Infrastrutturali di Italferr Luigi Evangelista e dei Rappresentanti delle imprese in ATI, è stata messa in funzione la fresa “Margherita”, la Tunnel Boring Machine (TBM) che eseguirà lo scavo e il rivestimento degli oltre 13 chilometri che compongono i due tunnel paralleli della Galleria Cefalù. Lunga 140 metri, con un peso di 1650 tonnellate e una potenza totale di 5,6 MW, pari a circa 8 motori di Formula 1, la mega-fresa è provvista di una testa rotante di 10 metri di diametro, equipaggiata con oltre 60 utensili da scavo in acciaio, con la quale è in grado di frantumare la roccia.
Personale altamente specializzato e composto da circa 100 unità lavorerà allo scavo, per lo più a bordo macchina, in tre turni sulle 24 ore, 7 giorni su 7. Altri saranno impegnati in attività ausiliarie, per un totale di oltre 350 lavoratori complessivamente occupati nel cantiere. Con questi numeri si stima un avanzamento medio giornaliero di 16 metri, con punte che potranno superare i 20 metri di galleria scavata e rivestita. A questo ritmo si prevede che i lavori nella galleria si concluderanno entro novembre 2024, mentre la fine dei lavori di raddoppio della linea ferroviaria è programmata nel 2025.
Per affrontare la complessa geologia delle Madonie, la TBM è stata progettata con un doppio assetto (dual mode), capace cioè di operare sia in modalità “aperta” sui fronti rocciosi, che in modalità EPB (Earth Pressure Balance) per consolidare il fronte di scavo nei terreni più cedevoli. Oltre ad abbattere i tempi di realizzazione, lo scavo meccanizzato ha
il vantaggio di ridurre drasticamente i rischi per le maestranze all’interno della macchina, che operano sempre in un contesto protetto, dallo scudo della TBM o dal rivestimento già messo in opera.
Ogni canna della galleria utilizzerà circa 8 mila tonnellate di ferro, 2,5 mila tonnellate di fibre di ferro e circa 77 mila metri cubi di calcestruzzo. Complessivamente il volume di terre scavato somma oltre 1 milione di metri cubi che sarà reimpiegato in gran parte, previa caratterizzazione, per la riambientalizzazione della ex cava “Roccalupa”.
La produzione dei conci che andranno a rivestire l’interno della galleria è già a pieno regime nel vicino impianto di prefabbricazione appositamente realizzato dalla Toto e dedicato in esclusiva al progetto, dove sono impegnati circa 60 operai specializzati. Complessivamente, oltre 40 mila conci saranno qui prefabbricati per rivestire le pareti dei due tunnel.

La Galleria Sant’Ambrogio

Il lotto, che include lavori in galleria per oltre di 17 chilometri complessivi, prevede, oltre alla costruzione della galleria Cefalù in scavo meccanizzato, anche la costruzione, con la tecnica di scavo tradizionale, della Galleria S. Ambrogio, la realizzazione di due nuove fermate Cefalù e Castelbuono, tre viadotti ferroviari, la soppressione di cinque Passaggi a Livello, nonché la messa in sicurezza della porzione di territorio in cui si inserisce l’opera attraverso la sistemazione idraulica dei torrenti.
Proseguono, intanto, i lavori di realizzazione delle restanti due gallerie scavate con metodo tradizionale: S. Ambrogio (3975 m) con un avanzamento del 68% e Malpertugio (138 m) con un avanzamento del 41% circa. In corso anche la realizzazione degli impalcati per i due viadotti che si trovano tra gli imbocchi delle gallerie S. Ambrogio e Cefalù.

Il commento di Alfonso Toto

“Ci siamo assunti l’impegno di realizzare questo progetto cruciale per la Sicilia e per il Paese e oggi siamo qui a testimoniare tutto il nostro impegno, la dedizione dei tecnici e delle maestranze, nel portarlo a termine” – ha dichiarato Alfonso Toto Direttore Generale Toto CG, nel corso della cerimonia. “Tutti gli stakeholder del progetto, dal Cliente, al Governo regionale, all’impresa appaltatrice, hanno lavorato alacremente in questi anni per individuare le migliori soluzioni tecniche e progettuali e garantire l’esecuzione dei lavori nel massimo rispetto per le regole, la sicurezza e l’ambiente, contenendo i tempi di esecuzione senza sacrificare la qualità delle opere.

 La commessa di Cefalù segna il ritorno ad una tecnologia che Toto CG ha impiegato con successo negli ultimi 20 anni, lavorando con le TBM più grandi al mondo e migliorando ogni volta l’efficienza delle prestazioni, grazie ad una squadra selezionata di esperti del settore. Una competenza per la quale la Società ha ottenuto un riconoscimento internazionale a Londra, quando il progetto per la Galleria Sparvo, per cui è stata impiegata la TBM Martina, ha conquistato due premi per i numerosi record di produzione e l’audacia delle innovative soluzioni ideate. Soluzioni e saperi che oggi sono strategici per questo progetto, che consentirà di collegare in modo più rapido, sicuro ed efficiente l’importante polo turistico di Cefalù con l’aeroporto Falcone e Borsellino.”