Consuntivi

Non domani. Ma dopodomani

Può sembrare riduttivo. Ma in fondo è questo, secondo me, il messaggio che l’edizione appena conclusa di Bauma ha lanciato in maniera subliminale ai visitatori.Tutte (o quasi) le innovazioni (tantissime!) presentate in fiera, non sono al momento disponibili sul mercato. Alcune lo saranno nel 2020. Per altre bisognerà attendere ancora (per talune si parla addirittura del 2025). Ma i costruttori sono pronti per il futuro. Si sono attrezzati per tempo analizzando i megatrend e ipotizzando le esigenze delle imprese di costruzione di domani. Tenendo conto del cambio generazionale. Delle necessità ambientali. Dell’urbanizzazione sempre più spinta. Delle mutate esigenze di mobilità. Della digitalizzazione. E hanno immaginato non solo quello che sarà necessario. Ma anche quello che sarà possibile.

Elettrico in primo piano

Le macchine elettriche (perlopiù prototipi, a parte alcune eccezioni) l’hanno fatta ovviamente da padrone. Complice un design sempre accattivante (che ha riguardato anche altri concept alimentati da propulsioni alternative come il bio metano), i modelli esposti sono tutti esteticamente accattivanti, presentano forme inedite, catturano l’attenzione. E fanno sognare. Alcune macchine sono ancora a un livello così embrionale da aver bisogno di una metaforica incubatrice, a sottolineare il work in progress che ne caratterizzerà la definitiva versione. Altre sono uscite dal grembo materno ma stanno imparando gradualmente a camminare e a prendere confidenza con la realtà. Cioé con il mercato.

Già, perché è proprio questo il punto. I costruttori sono pronti per il futuro. Ma il mercato lo è? E’ economicamente, culturalmente, tecnicamente preparato per le innovazioni di domani?

Un sforzo encomiabile

In questo post non è stato fatto volutamente alcun nome. Perché tutti, indistintamente, i costruttori che hanno osato immaginare il domani e l’hanno proposto a Bauma, meritano la nostra ammirazione. Hanno fatto un grande sforzo progettuale, hanno impegnato a tempo pieno i propri centri di ricerca e sviluppo, hanno investito enormi capitali in tecnologie e risorse umane. Scommettendo sul futuro.

Una cosa è certa. Le macchine per le costruzioni di domani non saranno più quelle di un tempo. Per il semplice fatto che non saranno più macchine ma un insieme di relazioni. Tra due e più soggetti. E per funzionare bene avranno bisogno dell’uomo (sapiens e faber al tempo stesso) con cui saranno sempre più intimamente connesse. Attraverso strumenti tecnologici che avranno necessariamente bisogno di operatori formati,  di conoscenze specifiche, di curiosità tecnologica, di voglia di apprendere cose nuove. Ecco, questo è il messaggio che ho personalmente colto durante il Bauma 2019. Che si è confermato ancora una volta non tanto e non solo una vetrina espositiva d’eccezione. Ma driver incontrastato dell’innovazione necessaria e possibile.

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