Storie di successo

Niederstätter: cuore e cervello

 

I tre fratelli Niederstätter: Anton, Hildegard, Maria
I tre fratelli Niederstätter: Anton, Hildegard, Maria

di Daniela Grancini

E’ il binomio che continua a caratterizzare le scelte (vincenti) di Niederstätter. Un’impresa di famiglia che pensa in grande e guarda oltre l’orizzonte delle montagne. E in cui la componente femminile continua a giocare un ruolo di primo piano.

Quando nel 1975 Maria Niederstätter fondò a Bolzano la sua azienda, certo non si sarebbe aspettata che sarebbe diventata una delle più importanti realtà italiane nel settore della vendita e noleggio di macchine e attrezzature per l’edilizia. E non solo perché le donne all’epoca non erano molto considerate in un settore di tradizionale frequentazione maschile, quanto per una serie di altri fattori (tra cui la posizione geografica decentrata, la scommessa sul noleggio, sulla formazione, sui servizi, la decisione di affidarsi solo a partner di altissimo livello…) che ponevano a quei tempi (e non solo in quelli) numerose sfide. Che bisognava dimostrare di saper raccogliere e vincere.

sinistraNel 2000 dall’impresa individuale è nata la Società per azioni dei fratelli Anton e Maria Niederstätter e oggi, con 60 dipendenti e un fatturato di 20 milioni di euro, la sfida iniziale dell’intraprendente Maria può dirsi vinta.

Da piccola realtà che commercializzava minuteria, fil di ferro, chiodi, puntelli, l’azienda pian piano si è evoluta e ha iniziato a stringere rapporti con Atlas Copco, Manitou, Liebherr, Lissmac, Kramer, Wacker Neuson, Remko, Containex… Accanto alla sede principale di Bolzano, Niederstätter ha creato filiali a Brunico, Silandro, Trento, Verona, oltre che un deposito di 5000 metri quadrati in posizione logistica ottimale, con un’area circostante per il parco noleggio situato direttamente a Steg, sulla statale del Brennero.

testoE il relativo decentramento geografico invece che un elemento penalizzante per l’espansione della società si è trasformato in un trampolino di lancio formidabile e in una spinta verso l’internazionalizzazione. Forse perché la vicinanza al confine ha fatto sì che Maria e i suoi fratelli (e nipoti…) fossero capaci di guardare oltre il territorio e di aggiungere business al business. Ne sono prova le forniture di gru per il progetto dello Stavros Niarchos Foundation Cultural Center di Renzo Piano ad Atene, per la costruzione di un complesso industriale nella repubblica Ceca, per un ponte in Georgia il cui rivestimento è stato affidato al prestigioso Permasteelisa Group…

I motivi del successo? “Investire sempre in macchine di qualità”, taglia corto Maria. “Formare al meglio i nostri operatori. Impegnare le nostre macchine in cantieri importanti. Diversificare per restare indipendenti”. Come se fosse semplice.

“Conosciamo le nostre macchine, sappiamo quello che possono fare e sappiamo anche che per dare il meglio devono interagire con personale formato. Dobbiamo garantire l’equilibrio qualitativo tra uomini e macchine. Sempre”, le fa eco il fratello Anton.

L’ampiezza (e la diversificazione) del parco macchine di Niederstätter è impressionante: 200 gru Liebherr, 800 moduli abitativi, 60 generatori fino a 600 kW, macchine movimento terra light, macchine per la compattazione, sollevatori telescopici….

L’intera storia di famiglia, con interviste ai protagonisti (di oggi e di domani) sul numero di settembre di Macchine Edili.

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