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1. La pinza demolitrice come strumento chiave
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Le tipologie di pinze demolitrici
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L’importanza dell’idraulica
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Alla base della performance: i materiali
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Varietà di applicazioni e sostenibilità
2. Come si demolisce in un centro urbano (in uscita ad Aprile 2026)
- Criticità e vincoli (non solo di spazio)
- Esigenze logistiche
- La frantumazione in loco per un cantiere sostenibile
1. La pinza demolitrice come strumento chiave
Negli interventi riguardanti centri storici e rigenerazioni urbane, con presenza di vari vincoli a partire da quelli spaziali, la demolizione selettiva e progressiva consente di aumentare sia la sicurezza che la qualità del risultato finale.
In un simile contesto applicativo, grazie anche all’evoluzione tecnologica e alla ricerca di prodotto, la pinza demolitrice sta assumendo un ruolo sempre più centrale per le possibilità che offre.
Concepita per la demolizione controllata di strutture in calcestruzzo armato, muratura e acciaio, e applicata a escavatori compatti o di gamma construction a seconda dei modelli, la pinza demolitrice è un’attrezzatura che presenta alcuni elementi di particolare interesse: rispetto al martello idraulico, che lavora per percussione, la pinza agisce infatti per pressione e taglio, garantendo sia la precisione che il contenimento di rumore e vibrazioni.
Tali caratteristiche la rendono uno strumento prezioso negli interventi in contesti urbani complessi e con ridotta disponibilità di spazio, in cui la versatilità, il controllo dei movimenti, la tutela degli edifici adiacenti e la riduzione dell’impatto acustico rappresentano priorità operative.
Le tipologie di pinze demolitrici
Il mercato offre diverse tipologie di pinze per le varie fasi e funzioni del processo.
Le Le pinze frantumatrici primarie, caratterizzate dalla presenza di chele robuste e lame per il taglio dei tondini d’armatura, sono utilizzate per la demolizione di strutture verticali, pilastri e travi in calcestruzzo armato.
Le pinze frantumatrici secondarie sono dedicate alla riduzione volumetrica in pezzature più piccole del materiale già demolito: un processo di frantumazione al suolo che favorisce il processo di riciclo e di separazione dei materiali, e in cui è fondamentale il posizionamento preciso consentito dai modelli con rotazione idraulica a 360°.
I modelli multiprocessore sono dotati di chele intercambiabili, che consentono di svolgere azioni di demolizione sia primaria che secondaria con la stessa attrezzatura.
Le pinze cesoie sono specificamente concepite per il taglio di elementi, travi e tondini in acciaio, e per la riduzione volumetrica di strutture metalliche.
Le pinze selezionatrici, destinate alla demolizione di strutture leggere o alla raccolta e selezione di detriti, presentano una struttura grigliata o a chele.
Oltre che ovviamente dalle funzioni richieste, la scelta della tipologia più idonea dipende da vari fattori, tra cui il peso operativo dell’escavatore, la portata idraulica disponibile e la natura del materiale da trattare.
L’importanza dell’idraulica
Il cuore della pinza demolitrice è il sistema idraulico, determinante per la produttività e l’efficacia dell’attrezzatura.
Le tecnologie più evolute prevedono la presenza di valvole di velocità per ottimizzare apertura e chiusura, sistemi di rotazione idraulica a 360° e cilindri protetti per lavorare in ambienti polverosi.
Negli interventi in contesti quali centri storici, la fluidità dei movimenti è un requisito determinante, poiché una precisione millimetrica e un controllo ottimale della forza applicata riducono il rischio di danni strutturali agli edifici confinanti.
Alla base della performance: i materiali
Oltre che dalla gestione dell’idraulica, le prestazioni di una pinza demolitrice dipendono in misura considerevole dai materiali costruttivi. L’utilizzo di acciai antiusura ad alta resistenza, come Hardox, contribuisce a una maggiore durata delle ganasce, alla resistenza a urti e abrasioni e alla riduzione dei fermi macchina: fattori di assoluta importanza in cantieri urbani, in cui il rispetto del cronoprogramma è spesso centrale.
Strutture alleggerite ma robuste permettono inoltre di migliorare il rapporto peso-potenza dell’attrezzatura: un aspetto, quest’ultimo, essenziale nel momento in cui è necessario operare con macchine compatte in spazi limitati.
Varietà di applicazioni e sostenibilità
La pinza demolitrice trova impiego in molteplici ambiti, tra cui le demolizioni di edifici civili e industriali, interventi di riqualificazione che interessano componenti strutturali, rigenerazioni urbane, messe in sicurezza di strutture pericolanti, riduzioni volumetriche e separazioni ferro-cemento.
Nel caso in cui l’intervento si svolga in un centro storico, la demolizione selettiva è spesso obbligata: in questo caso, la pinza consente di intervenire per sottrazione, preservando porzioni strutturali da mantenere e facilitando il recupero dei materiali. L’approccio contemporaneo alla demolizione non è più di natura esclusivamente distruttiva, ma deve essere anche controllato e sostenibile, con minori impatti ambientali, vibrazioni e polveri, e una maggiore possibilità di riciclo in sito.
La pinza demolitrice può rappresentare dunque uno strumento centrale per un’edilizia urbana evoluta, capace di coniugare efficienza, sicurezza e rispetto del contesto.


