Italia über alles

Dal Bauma 2013 emergono chiari due elementi che saltano agli occhi di tutti: Germania e Italia sono ancora oggi leader tecnologici di assoluto rilievo nel settore delle macchine da cantiere.

Una leadership che è mi stata chiaramente rimarcata da alcuni miei amici – ingegneri meccanici del tutto estranei al settore – che hanno visitato il Bauma su consiglio del sottoscritto.

Ma se questa voce fuori dal coro conforta una sensazione che tutti avevamo ben chiara, i dati ufficiali non potevano far pensare diversamente.

La Germania era presente con 1.366 espositori e l‘Italia era il secondo paese con 481 espositori ben davanti alla Cina che partecipava con 323 aziende. Staccati di gran lunga c’erano gli USA con 132, la Turchia con 124, UK con 123, Paesi Bassi con 122, Francia con 90, Spagna con 80, Austria con 70 e dietro tutti gli altri.

Tenendo conto che la Germania giocava in casa sia per la location che per le decisamente differenti condizioni finanziarie delle sue aziende, l’Italia ha fatto uno sforzo enorme per essere presente alla manifestazione di Monaco di Baviera.

Uno sforzo completamente a carico delle singole aziende che si sono date il compito – lasciate ovviamente sole da una burocrazia politica esistente solo per riscuotere stipendi a fine mese – di rappresentare il meglio del nostro paese nei settori delle macchine, della componentistica, dei motori, dell’idraulica.

E non parliamo solo dei colossi conosciuti ai più come il gruppo CNH ma anche di Imer InternationalVenieri, Eurocomach, Berco, Casagrande, Soilmec, Lombardini, Faresin, Merlo, Fassi, Cormach, PM, Multione, Simex, Cangini, Trevi Benne, VTN, Indeco e centinaia d’altri.

Tutte aziende di ottimo livello – alcune leader assolute mondiali – che propongono non semplici prodotti ma vere e proprie soluzioni a concreti problemi operativi.

In più di una occasione ci siamo chiesti come potessero reggere la concorrenza alcune realtà orientali che si presentavano con semplici parti di usura dalla evidente qualità mediocre (quando non addirittura scadente) senza offrire un reale servizio di consulenza ingegneristica che, di fatto, ha da tempo reso grandi e stimate le nostre realtà nazionali.

Una presenza – quella italiana – che si dovrebbe testimoniare con immagini, video e dati economici da sbattere in faccia alla manica dei politici di turno che non sanno – o fanno finta di non sapere – il reale patrimonio di conoscenze tecniche nazionali.

O meglio. Lo conoscono quando si tratta di riscuotere IRPEF e IRAP o mettere i bastoni fra le ruote per gli ampliamenti delle unità produttive.

Molto meno quando si tratta di costruire un sistema paese che funziona e produce reddito per fornire servizi a cittadini e imprese.

Gli stessi miei amici ingegneri sono rimasti sbalorditi e sconcertati dal livello di eccellenza in vetrina al Bauma e soprattutto da quello espresso dalle nostre realtà nazionali.

Le basi per un rilancio del paese ci sono tutte. Un rilancio incredibilmente grande che potrebbe diventare sinergia fra industria meccanica ed elettronica di alto livello, agricoltura e turismo. E usare quelle macchine che abbiamo visto a Monaco proprio per rimettere in sesto una nazione ferita e umiliata.

Sarebbe ora che con un tale potenziale in casa nostra si smettesse con i luoghi comuni e si puntasse a diventare la Baviera dell’Europa e non semplicemente “un paese del sud”.

Italia über alles è il migliore auspicio che possiamo fare al nostro paese da quella regione modello che possiamo tranquillamente ricostruire – qui da noi –  in scala mondiale.

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