Noleggio

Il noleggio? In Italia è (ancora) una start-up

Era per webdi Daniela Grancini

TestoUna bella affluenza quella registrata il 3 e 4 giugno all’Hotel Melia di Roma, sede scelta da ERA (European Rental Association) per la sua convention annuale, a sottolineare le potenzialità che il nostro Paese esprime nel settore del noleggio.

Roberto Nicoletti e Marzia Giusto di Assodimi/Assonolo
Roberto Nicoletti e Marzia Giusto di Assodimi/Assonolo

Non a caso il pomeriggio del 3 giugno è stato dedicato anche a un interessantissimo Focus sull’Italia, vero e proprio caso di studio per quanto riguarda le modalità e i contesti particolari in cui operano i noleggiatori.

Gian Luca Benci
Gian Luca Benci

A questo proposito sono stati illuminanti gli interventi che hanno caratterizzato questa sessione, a partire da quello di Gian Luca Benci di Assodimi il quale dopo aver elencato una serie di dati a confronto tra le rilevazioni Assodimi e quelle di ERA per quanto riguarda l’indice di penetrazione del noleggio in Europa e gli investimenti corrispondenti, ha rilevato che, nonostante tutto, il “feeling” per quanto riguarda l’industria delle costruzioni nel nostro paese ha un andamento positivo. Che la crisi sia servita da lezione a molti noleggiatori, indicando loro la strada da seguire per avere successo, cioè la professionalità?

Enrico De Rosa
Enrico De Rosa

Che il noleggio in Italia sia ancora in una fase di start-up è stato sottolineato anche da Enrico De Rosa di Officine Giuliano. Ma a chi scrive è sembrato di capire che i motivi non stiano solo nell’inefficienza del sistema, nella burocrazia, nei ritardi di pagamento della PA, nella difficoltà di accesso al credito….Certo, sono elementi indubbiamente importanti se è vero che, tanto per citarne uno, i tempi medi di pagamento in Italia sono di cinque volte maggiori che in Germania, di quattro rispetto agli UK e di tre rispetto alla Francia. Ed è anche per tutti questi “lacci e laccioli” che impediscono di fare business in santa pace che l’indice di penetrazione del noleggio in Italia è solo dello 0,65% rispetto al 2,7% del Regno Unito e all’1.65% della Francia. Ma a ben vedere, tutto questo potrebbe tradursi per noi in un vantaggio, considerate le grandi potenzialità di un mercato non maturo come il nostro e quindi aperto più di altri a sviluppi futuri.

Tarcisio Sciocco
Tarcisio Sciocco

Del resto, dall’estero guardano con attenzione a quanto accade da noi, come dimostra la “calata” in Italia nel 2011 del gruppo olandese Boels Rental, rappresentato a Roma dal responsabile in Italia Tarcisio Sciocco, che ha sposato in toto il progetto Quality Rent di Assodimi, che a me piace definire delle “tre A con l’accento”: sostenibilità, qualità, professionalità.

Insomma, quello che serve è un approccio culturale differente. E un nuovo concetto di professionalità che si traduce nell’acquisto di macchine che rispondono agli ultimi standard internazionali  in materia di emissioni, nel rinnovo costante della flotta, nell’adozione di tecnologie che migliorino le prestazioni riducendo i consumi

Ivano (a sinistra) e Carlo Buso
Ivano (a sinistra) e Carlo Buso

A questo proposito è doveroso citare l’intervento di Carlo Buso di Cofiloc, il più grande noleggiatore indipendente in Italia, con oltre 3200 macchine in flotta: l’istituzione della Cofiloc School è  un esempio concreto dell’impegno dell’azienda a preparare una nuova generazione di imprenditori del noleggio promuovendo anche la sostenibilità ambientale visto che la struttura è ospitata in un edificio degli anni ’60 riqualificato secondo criteri di rispetto ambientale.

Per concludere: è finito il tempo dell’improvvisazione e dell’approssimazione. Per fare profitti e creare valore, mettere semplicemente delle macchine a noleggio non basta. Ci vuole cultura, preparazione, curiosità, visione, determinazione, aggiornamento. In una parola: professionalità.

Riusciranno i noleggiatori di casa nostra a farne tesoro? La sfida è aperta. E si accettano scommesse.

ERA: così si promuove il noleggio di qualità
Michel Petitjean, segretario generale di ERA
Michel Petitjean, segretario generale di ERA

La mission principale di ERA è di promuovere il concetto di noleggio per poter facilitare una crescita continua dell’industria del noleggio con la creazione di un mercato Europeo aperto, con una velocità maggiore rispetto a qualsiasi mercato nazionale.

ERA_Logo_4CPer raggiungere tale obiettivo, ERA interviene a livello europeo in qualità di associazione rappresentativa del settore del noleggio delle attrezzature, integrando le azioni intraprese a livello locale dalle associazioni nazionali di categoria. La sua attività si concentra su 4 aree principali: Promozione del concetto di noleggio, Tecnologia delle attrezzature, Statistiche relative al mercato del noleggio, Sostenibilità

4 Commenti

  1. L’articolo nei suoi contenuti è ineccepibile! Ma la domanda sorge spontanea… Chi paga? Chi paga la… professionalità.. le macchine di ultima generazione.. la struttura.. E’ possibile “pagare” tutto questo e fare utili? Con i prezzi che “girano” in Italia?? Con i nostri clienti??? Stiamo scherzando? Solo parole…

    • Grazie per il commento. Diventare professionali non significa necessariamente fare ingenti investimenti anche se occorre mettere in conto un minimo di sforzo economico. E’ invece indispensabile profondere un enorme impegno personale, contare su uno o due collaboratori in gamba e con idee valide e innovative e soprattutto credere in quello che si fa. E magari osare un po’ più di quanto i propri mezzi consentano. Insomma, darsi da fare. Mi rendo conto che queste parole possano sembrarle utopistiche eppure se ascolta le storie di successo di molti dei noleggiatori che conosco e che erano presenti alla Convention ERA, si rende conto che parecchi di loro sono partiti proprio da niente o quasi. Magari solo con un’intuizione vincente in tasca…

  2. Il coraggio, la lungimiranza, la determinazione, la curiosità… sono tutte caratteristiche indispensabili per un qualsiasi imprenditore che vuole spuntarla sul mercato emergente o no. Il noleggio comporta sforzi enormi, economici ed organizzativi, ma come tutti i lavori, se c’è passione, competenza e qualità nei servizi, il sistema non solo funziona, ma ha buone prospettive di crescita, in Italia e all’estero, lì dove ci sono terre fertili e possibilità di investimento. Il noleggio non è retorica, ma per farlo bene, in maniera professionale e seria, bisogna dotarsi di una forza lavoro determinata e volenterosa, che riesce a vedere oltre il mero lavoro, perché vuole far crescere e crescere con la propria azienda. Come per tutte le cose, dal coltivare la terra allo scrivere un articolo fino ad arrivare al noleggio, ci vuole prima di tutto la voglia e un minimo di genio, di ambizione, di entusiasmo. Con la rassegnazione non si va distanti. Ci vuole grinta.

    • Hai ragione Lidia, le caratteristiche che citi sono la base indispensabile per ogni successo, in qualsiasi campo. Intraprendere significa proprio questo,avere visione, entusiasmo, determinazione. Anticipare i tempi, pensare e fare cose nuove. E mettere un forte impegno in qualsiasi cosa si faccia. Il tuo post è la risposta perfetta al commento di Vittorio Tavanti (al quale avevo già scritto io), che esprimeva un profondo scetticismo per quelle che secondo lui sono solo parole piene di retorica. La storia di Venpa 3 (e della sua gente) è una storia di successo e dimostra che chiunque lo voglia possa aspirare a imprese vincenti e a raggiungere le mete che si è prefisso. Avanti così! E grazie per la testimonianza.

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