Strategie

DAF: ready for the future tra luci e ombre

Nell’inedita cornice della storica acetaia MarioGambigliani Zoccoli di Castelfranco Emilia (MO), DAF Veicoli Industriali spa ha tenuto la tradizionale conferenza stampa di fine anno. Dalla quale sono emersi parecchi spunti di riflessione, scaturiti dalla presentazione dei dati 2019 e, soprattutto, dall’outlook sul 2020.

Il terzo trimestre 2019 per il Gruppo Paccar di cui DAF fa parte è andato molto bene. Così come il marchio DAF worldwide, mercato americano in testa. E bene anche l’Europa dove nel segmento superiore alle 16 ton (ma non solo) DAF è posizionata molto bene. Ma purtroppo le previsioni per il 2020 non sono altrettanto rosee, come ha affermato Paolo Achille Starace, Amministratore Delegato di DAF Veicoli Industriali spa. Assisteremo a un calo importante delle immatricolazioni in Europa e in Italia, sia sopra le 16 ton che per i leggeri, seppure in misura minore. E la situazione non sembrerebbe destinata a migliorare fino al 2025.

I punti interrogativi

Paolo Achille Starace

Occorre infatti contestualizzare alcuni elementi di carattere generale che influenzeranno il calo previsto per il mercato dei veicoli industriali a livello mondiale. Innanzitutto la Brexit, che incombe come uno spettro minaccioso sull’economia globale. Poi gli scenari di  guerra e di pace che si alternano nei rapporti conflittuali tra Cina e Usa. In agguato c’è anche l’annunciata entrata in scena, dopo un periodo di calma piatta da questo punto di vista,  di nuovi competitor che, in una situazione come quella attuale, contribuirà ad agitare ancor più le acque del mercato. Non da ultimo occorre citare i nuovi regolamenti. La Banca europea per gli investimenti (BEI) alza l’asticella nella lotta al Climate Change con lo stop ai finanziamenti alle fonti fossili, compreso il metano, a partire dal 2021.  L’istituto stanzierà 1000 miliardi di euro di finanziamenti solo per accelerare l’innovazione nel settore dell’energia pulita e rinnovabile. La BEI, che ha già chiuso i rubinetti al carbone, allargando il blocco al gas naturale, mette in atto così una decisione drastica che influenzerà le strategie e gli investimenti dei costruttori. Che, proprio a causa di questi concomitanti elementi, non dormiranno in futuro sonni tranquilli.

Ready for the future

Il DAF CF Electric

Nonostante questo scenario non entusiasmante, DAF è pronta per il futuro. Investe molto in Ricerca & Sviluppo per stare al passo con la rivoluzione industriale in atto che prevede una modifica sostanziale nella progettazione dei veicoli e delle modalità lavorative. A Eindhoven (Olanda), quartier generale di DAF in Europa, è stato inaugurato recentemente un reparto specifico dedicato alla digitalizzazione, il Digital Technology Centre, che impiega 70 persone. Si sono messe a punto soluzioni di trasporto alternative e green (elettrico e ibrido), che comprendono anche sperimentazioni con altri partner, per esempio Toyota per quanto riguarda l’alimentazione a idrogeno. Ma fedeli al claim che ha contraddistinto la strategia di DAF nel 2019, “Bread & Butter” che evidenzia l’importanza di attenersi alla realtà,  in attesa del domani, DAF non rinnega la tradizionale alimentazione diesel che, attualmente, continua a dare i suoi frutti in termini di produttività e prestazioni. “Ready for the future“, quindi, ma senza mai perdere di vista, pragmaticamente, la realtà delle cose. Un principio valido non solo in filosofia, ma anche nel mercato. Che serve a non smarrire il senso del business, sempre pronti a cogliere (e sfruttare) nuove opportunità.

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