Conto alla rovescia


E infine arrivò.

A una settimana dal  Bauma 2013 ci sembra che l’edizione 2010, quella segnata dal vulcano islandese dal nome impronunciabile, si sia conclusa appena ieri.

Allora regnava un clima di incertezza generale che lo stesso Bauma riuscì a smuovere positivamente nonostante le difficoltà incontrate dai visitatori per raggiungere Monaco di Baviera.

Un evento che si confermò essere in assoluto la prima manifestazione mondiale del settore, attirando addetti ai lavori da ogni parte del globo, e sottolineò l’importanza strategica della Germania – se mai ce ne fosse bisogno – nello scacchiere economico internazionale.

Nel frattempo, però, sono arrivati il Samoter 2011 a Verona e l’Intermat 2012 a Parigi.

Due eventi che hanno fatto comprendere in pieno quanto sia in crisi l’Italia e, per contro, il nuovo (ma non inedito) ruolo della Francia il cui mercato delle macchine da costruzione ha infine superato quello Italiano.

Un sorpasso annunciato, forse anche da troppo tempo, ma che si è infine verificato in modo quasi silenzioso ma non certo indolore.

Muovendomi per lavoro in Torino, la mia città, colgo la desolante sensazione di una realtà ferma al palo in cui i cantieri – tranne rare quanto eclatanti eccezioni – non ci sono.

Non parlo delle periferie in continua espansione – che infine ci hanno anche stufati per il continuo divorare suolo alla natura – ma di cantieri in cui si colga un serio piano di demolizione e ricostruzione urbana sotto auspici diversi e in cui l’impatto ambientale e il consumo energetico ridotto all’osso siano i primi indicatori di una seria politica di rilancio del settore.

Non parlo delle opere pubbliche faraoniche annunciate e che non partono per motivazioni meramente economiche piuttosto che non idealistiche in cui ognuno difende il proprio orticello ma nessuno pensa al reale interesse di tutti, ma di un serio piano di difesa territoriale in cui le macchine hanno un ruolo fondamentale e importante in cui il territorio sia difeso e non ferito.

Siamo a una settimana dal Bauma, e inizia il conto alla rovescia.

Per noi che saremo lassù a lavorare e raccontarvi ogni giorno – con resoconti, articoli e immagini – le novità che i costruttori proporranno ai clienti di tutto il mondo.

Per gli appassionati che da mesi si sono organizzati per assicurarsi un posto in prima fila in questa unica e reale vetrina mondiale del mondo delle macchine da cantiere.

Ma soprattutto per l’Italia che sta vivendo giorni drammatici in cui il conto alla rovescia ha un significato ben più importante di quel che non ci creda: rimanere agganciati a quella realtà economica di cui il Bauma è, nel nostro settore, il migliore rappresentante possibile.

Oppure cambiare orizzonti e agganciarsi a quei paesi in cui dilaga fanatismo, collera, povertà e improvvisazione.

La nostra splendida posizione geografica ci imporrebbe di fare da tramite – con enormi vantaggi economici – fra questi due mondi così lontani fra loro.

Peccato che il conto alla rovescia non ci dia più molto tempo per assumerci le responsabilità del caso.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here