Aste

Ritchie Bros. Anticiclici!

Aperturadi Cristiano Pinotti

Le case d’asta stanno registrando notevoli incrementi di fatturato figli delle perdurante congiuntura economica, ma anche di un sistema «trasparente» in cui velocità e onestà sono alla base dell’intera trattativa che premia sempre il miglior offerente. E per il 2014 le prospettive sono ancora all’insegna della crescita e di un ampliamento del mercato italiano, soprattutto al sud.

I numeri sono impressionanti. A Caorso, sede italiana della casa d’aste Ritchie Bros., nel 2013 sono stati battuti 6.000 lotti a fronte di 5.312 utenti registrati e di 1.850 compratori (dei quali il 32% online). Buyer provenienti dall’Italia, è ovvio, ma anche – e spesso soprattutto – dall’Olanda, dalla Germania, dagli Emirati Arabi, senza dimenticare Francia, Polonia, Finlandia, Libia, Belgio e Albania. Una presenza eterogenea figlia non solo della crisi, ma anche di un approccio trasparente e di estrema rapidità. Le due caratteristiche latitanti nella gran parte delle trattative celebrate nel bel paese.

Un 2013 di successo

Aste2Parlando con Fabio Orlandi, Regional Sales Manager per Ritchie Bros., si percepisce tutta la sua soddisfazione. «Con l’asta del 10 dicembre – esordisce – Ritchie Bros, grazie a un team maturo e a un brand affermato, ha concluso un 2013 di alto livello, con un +10% rispetto ai volumi di fatturato del 2012, attraverso un calendario di cinque aste. L’ultimo appuntamento dell’anno ha registrato oltre 1.200 iscritti provenienti da ben 72 Paesi che si sono contesi gli oltre 1.200 lotti in vendita». Del resto la allora piccola società canadese della British Columbia da 50 anni a questa parte ne ha fatta di strada ed è presente in Italia da oltre vent’anni. Oggi la splendida sede di Caorso è un vero punto di incontro in cui è possibile comprendere il mercato al di fuori dei numeri e delle dichiarazioni ufficiali. Un mercato, quello delle aste, che a livello di tipologia dei macchinari venduti ha visto una schiacciante maggioranza degli escavatori, seguiti da piattaforme aeree, forklift, dumper di varie dimensioni, sollevatori telescopici, pale gommate, skid loader, macchine per la compattazione, autocarri cava cantiere, ma anche trattori agricoli, autogrù, autobetoniere, dozer e pompe per il calcestruzzo.

Fabio Orlandi
Fabio Orlandi

«Un mercato – continua Orlandi – in cui le macchine molto fresche sono molto contese e vengono vendute a prezzi decisamente interessanti, soprattutto se indirizzate al mercato europeo. Del resto, come ha confermato l’ultimo appuntamento di dicembre, il 60-70% di quanto viene venduto in Italia, o più in generale nell’Europa meridionale, prende la strada dell’Europa del nord, della Germania o dell’Olanda… in particolar modo per quanto riguarda le macchine movimento terra e gli autocarri ma, recentemente, anche per il settore agricolo e per le grandi gru idrauliche».

La crisi e il metodo

Aste3Inutile negarlo: la crisi sta dando una grande mano a tutti gli operatori che lavorano nello specifico settore delle aste. Ne è ben conscio Orlandi che affronta il tema con grande onestà: «la congiuntura economica del momento ha aperto nuove e importanti opportunità: Ritchie Bros è diventata un partner per molti professionisti, soprattutto per i curatori fallimentari. Da quando con il governo Monti si sono istituiti i concordati in bianco siamo diventati un canale preferenziale per monetizzare velocemente a al miglior prezzo». Sincerità apprezzabile soprattutto se messa in relazione alla storia della società, in crescita anche in periodi decisamente più floridi dal punto di vista economico. Continua Orlandi: «Ritchie Bros lavorava e cresceva anche in tempo pre-crisi, nel 2008 eravamo già molto affermati in Italia. Il mercato in questo momento ci sta regalando ottime opportunità, ma ci saremmo affermati comunque, soprattutto per la trasparenza del nostro metodo. Un sistema che può contare su un calendario di cinque aste all’anno dove è possibile vendere i propri usati al miglior prezzo di mercato globale, e non quindi legato al ristretto ambito italiano. Dal punto di vista di chi compra l’asta Ritchie Bros. è un sistema trasparente, dove da 50 anni ogni macchina viene aggiudicata rigidamente al miglior offerente, senza clientelismi di alcun tipo. Una trasparenza che porta alle nostre aste sempre più venditori e acquirenti e da cui scaturisce sempre un prezzo giusto per il mercato corrente».

Con i «soldi in bocca»

Oltre alla citata trasparenza, un’altra caratteristica tipica della vendita all’asta è la velocità di pagamento, quasi una chimera per moltissime imprese made in Italy. Nel contesto di Caorso e delle aste in genere viene infatti percepito come «normale» un pagamento immediato a fronte di un andazzo nazionale che ha abituato le aziende a ricevere e assolvere ai pagamenti con tempi lunghissimi. «È un discorso strettamente legato alle aste – spiega Orlandi – il visto e piaciuto permette di risparmiare denaro rispetto a un canale tradizionale, ma implica l’accettazione di un pagamento in tempi decisamente brevi. In tutto questo si possono leggere molti segnali positivi anche per il mercato domestico. Ancora oggi, in Italia, ci sono aziende buone e forti che hanno la liquidità o il plafond in termini di leasing per venire ad acquistare macchine importanti, per far fronte agli impegni di lavoro assunti. È un segnale come ci sia ancora uno strato di economia sana, che fa ben sperare per il futuro».

Una nuova sede d’asta per il 2014

Un futuro in cui Ritchie Bros. crede fermamente e che vedrà in tempi brevi l’apertura di una nuova sede per coprire il mercato nazionale del centro-sud.

Conclude Orlandi: «se per il 2014  sono previste cinque aste presso la sede di Caors (la prima è del 14 marzo) ed è confermata l’asta a Frosinone per l’8 aprile. Una scelta finalizzata a servire tutti i potenziali clienti che utilizzerebbero volentieri il canale Ritchie Bros., ma che al momento si trovano il sito d’asta a una distanza troppo elevata. Si tratterà di una struttura che andrà a rispondere ai medesimi canoni organizzativi della sede di Caorso, ma ovviamente limitata per estensione in ossequio alla politica aziendale fatta di piccoli passi. In sostanza, per avere una sede come quella di Caorso dovremo dimostrare di meritarcela. Ora la cosa importante è partire, mettendo a calendario almeno un paio d’aste per il 2014».

OK anche le aste online
Claudio Marchesi
Claudio Marchesi

Decisamente interessanti i volumi di macchine mossi anche dalle aste online. Specifico settore in cui spicca l’attività di Iron Planet, da alcuni anni fortemente impegnata sul mercato europeo. Queste le parole di Claudio Marchesi, Country Manager della società nata nel 1999. «Il nostro approccio è decisamente trasversale rispetto al mercato, mettiamo all’asta le più differenti tipologie di macchinari, dalle piccole compatte fino ai grandi escavatori. Rispetto all’andamento del mercato ci troviamo in assoluta controtendenza: i concessionari, ma soprattutto i noleggiatori, in questa fase economica hanno la necessità di monetizzare e il nostro canale permette di trasformare, in tempi brevi, un inventario in contanti. Nel momento in cui ci viene affidato il prodotto al massimo entro 45 giorni il venditore ha monetizzato, ha i soldi sul proprio conto corrente. Per il 2014, anche grazie a una presenza sul mercato europeo ormai consolidata e a una conseguente conoscenza del nostro servizio da parte degli utenti, prevediamo una presenza massiccia di venditori ripetitivi. Capere le prospettive future in termini generali è più difficile: dipenderà dal mercato, dalle necessità dei noleggiatori che, sulla base degli utilizzi delle flotte nei prossimi mesi, decideranno l’eventuale politica di dismissione. Per il nord Italia un fattore determinante sarà l’Expo, che fa prevedere a molti operatori una ripresa del mercato, soprattutto del noleggio. Per quanto ci riguarda sarà certo un anno di ulteriore consolidamento ed espansione con un innalzamento dei volumi. Del resto negli Stati Uniti stiamo avendo incrementi a due cifre, quindi il trend è assolutamente positivo».  

Accordo Iron Planet/Mascus

Foto box 2IronPlanet  ha stretto un’alleanza strategica, comprendente un esiguo investimento di minoranza, con Mascus, piattaforma online per la compravendita di apparecchiature per l’edilizia, veicoli da trasporto, camion e apparecchiature agricole, per silvicoltura e movimentazione materiali, con sede nei Paesi Bassi. L’accordo include l’integrazione ottimizzata delle due sedi, con nuovi servizi di marketing per una maggior efficienza e rapidità nella disponibilità delle apparecchiature. Gli inserzionisti potranno ora promuovere con rapidità ed efficienza anche su IronPlanet i propri articoli presenti su Mascus, incrementando la disponibilità delle attrezzature e accelerando la liquidità. Inoltre, chi acquista su IronPlanet avrà maggiore accesso all’intero inventario di inserzioni su Mascus. I rivenditori di apparecchiature usate stanno passando sempre di più dalle pubblicazioni tradizionali e dalle aste a livello nazionale al contesto globale e all’accesso immediato offerti dalle piattaforme di compravendita online come IronPlanet e Mascus. 

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