Reportage

CSPI: il Giappone visto dall’Italia

di Matteo Ferrario 

Invitata all’ottava edizione di CSPI, la più grande fiera nipponica delle macchine da costruzione, la redazione di Macchine Edili ha raccolto le impressioni degli organizzatori e quelle degli espositori italiani presenti a Chiba (Tokyo) insieme a Unacea.

Nella vita di un giornalista capitano talvolta incarichi diversi da tutti gli altri, perché coincidono con esperienze in mondi lontani dalla propria comfort zone, non soltanto sul piano geografico. Di quella che si è svolta dal 17 al 20 giugno scorsi tra i padiglioni della Makuhari Messe a Chiba, nella Grande Area di Tokyo, chi scrive è tuttora grato all’organizzazione di CSPI, il maggior evento fieristico del mercato construction giapponese e asiatico, che ha invitato Macchine Edili a raccontare l’ottava edizione: un’opportunità storica per la stampa di settore italiana, vista la vocazione prettamente nazionale o comunque continentale dell’evento.

Scoprire un Paese e la sua cultura attraverso il filtro di un ambiente professionale può essere più stimolante che farlo da semplice turista, perché affinità, differenze e spunti di riflessione emergono con più chiarezza e a una velocità doppia, quando si lavora.

Per questo, oltre al punto di vista degli organizzatori, abbiamo raccolto quelli delle aziende del nostro Paese raccolte intorno a Unacea negli stand rosso bandiera del Padiglione Italia: il Giappone raccontato nelle pagine seguenti è anche e soprattutto quello visto attraverso i loro occhi.

CSPI 2026: numeri record e partnership con Unacea

Tetsuya Tani

Tetsuya Tani, Presidente del Comitato Esecutivo e fondatore di CSPI, insieme all’organizzatore Takahiro Takagi, ha risposto alle nostre domande sull’evento e la collaborazione con Unacea.

Questa edizione di CSPI è la più grande che abbiamo mai organizzato” ha spiegato Tani “perché hanno partecipato 606 aziende, per un totale di circa 3.450 stand, distribuiti su un’area espositiva di circa 60mila metri quadrati. Rispetto al 2025, quando le aziende erano circa 400, la crescita è stata di circa una volta e mezzo”.

Tra le ragioni di fondo della fiera c’è anche un problema che il Giappone condivide con l’Italia: la forte carenza di manodopera e attrattività verso i giovani. Spiega Tani: “Si tratta di un problema che riguarda l’intero settore delle costruzioni ed è condiviso a livello mondiale. In Giappone la situazione è aggravata dall’invecchiamento della popolazione e dal calo delle nascite. Per questo motivo è indispensabile aumentare la produttività. E, in effetti, CSPI è nata proprio come fiera dedicata all’incremento della produttività nel settore. Dallo scorso anno abbiamo introdotto anche una quarta giornata dedicata ai più giovani, nel corso della quale gli alunni delle scuole elementari possono visitare la manifestazione e provare direttamente escavatori, gru e altre macchine da costruzione. Ma naturalmente invitiamo anche studenti degli istituti tecnici e professionali. L’obiettivo è svolgere un’attività di sensibilizzazione fin dalla più giovane età, affinché i ragazzi possano conoscere questo settore e appassionarvisi”.

Tutto io nostro reportage, con le principali tendenze emerse nel corso della manifestazione e le interviste a Unacea, Indeco e ai protagonisti del mercato italiano in Giappone può essere letto qui.

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