Compattazione leggera

Tecnologie di compattazione “ad honorem”

Una tesi di laurea incentrata sulle problematiche della compattazione dei terreni è certamente qualcosa di estremamente originale. Che però ben si innesta su una quotidianità che parla di strade dissestate in tutta Italia. Una problematica figlia di molteplici ragioni, non ultima la poca conoscenza di attrezzature «alternative» al classico rullo tuttofare.

Il dott. Filippo Tortul

Filippo Tortul lo scorso anno ha conseguito la Laurea in Ingegneria Civile, con la tesi “Tecnologie per la compattazione leggera di terreni e pavimentazioni stradali“. Relatore della tesi è stato il Prof. Ing. Nicola Baldo, dell’Università di Udine. Il Correlatore non è stato un docente, bensì un rappresentante del mondo edile, cioè Alberto Lovo, responsabile per Weber in Italia.

Un argomento interessante

Alberto Lovo

L’elaborato è stato sviluppato principalmente come una presentazione, o meglio, una breve disamina, delle tecnologie relative alla compattazione sia dei terreni che dei manti stradali. La preparazione fornita dagli studi universitari è innegabilmente buona, ma spesso manca di un reale contatto diretto con il mondo del lavoro. Al quale è molte volte difficile avvicinarsi prima del conseguimento del titolo di studio. “Io mi reputo molto fortunato ad aver avuto la possibilità di svolgere questo elaborato in così stretta vicinanza a una ditta (Weber MT) di tali dimensioni, poiché so che è una occasione che rimane invece preclusa a molti altri studenti“, ha affermato Tortul.

Attrezzature e prassi a confronto

Il fulcro principale di tutto l’elaborato, e anche ciò che forse ne ha stimolato la stesura, è il fatto che alcune attrezzature, con le relative procedure, restano praticamente poco utilizzate in Italia rispetto al resto dell’Europa. Analizzando i dati di vendita relativi al 2017 messi a disposizione dall’ Associazione Europea Produttori Macchine Light-Compacting, si vede come nel nostro paese vi sia una media di 17 vendite per milione di abitanti. Un valore estremamente lontano dalle oltre 300 dei paesi scandinavi o dalle 185 della Germania. In molti nostri cantieri si nota la quasi totale assenza di macchinari adibiti alla compattazione leggera, in special modo le piastre bi-direzionali. Che sono in gran parte dei casi sostituite dai rulli da 15 q uomo-a-bordo. I quali però al giorno d’oggi risultano meno efficienti se confrontati con le piastre vibranti. Che riescono, proprio grazie alle loro oscillazioni, ad agire sul terreno in profondità e non solo in un limitato strato superficiale. Per esempio, una piastra reversibile da poco più di 200 kg arriva a ottenere la stessa resa di compattazione di un rullo da 1.500 kg, che al confronto risulta essere più ingombrante, più costoso e richiedente anche molti più accorgimenti relativi alla sicurezza durante l’utilizzo.

Benefici effetti

Nel nostro paese risulterebbe necessario un aggiornamento delle pratiche attualmente utilizzate nei cantieri a nuovi standard costruttivi. Peraltro già in uso in molti altri paesi, sia europei che non.  Una strada specificamente progettata e realizzata in maniera congrua può resistere molto più a lungo nel tempo di una costruita “come si è sempre fatto”. Ovvero con tecniche e metodologie ormai superate che non dovrebbero trovare più spazio nel panorama contemporaneo dei lavori pubblici.

Un analogo discorso può essere fatto anche per gli interventi di riparazione localizzata, in cui si collocano più specificatamente i macchinari per la compattazione leggera.

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