Cantieri

Scavi in CityLife

Aperturadi Claudio Guastoni

Anche il caldo torrido che ha attanagliato il capoluogo milanese durante i mesi estivi non ha fermato i lavori dentro l’immenso cantiere CityLife, che proseguono tuttora senza tregua. In particolare, a fine giugno è terminato l’esteso scavo per la futura realizzazione della Torre Libeskind TCC, che fa parte del progetto di riqualificazione della storica Fiera di Milano. La torre raggiungerà un’altezza di 150 m e porterà il nome del suo disegnatore, l’architetto americano Daniel Libeskind. L’edificio è concepito come parte di una sfera ideale che avvolge la Piazza delle Tre Torri ed è stato studiato per ospitare uffici. La torre sarà caratterizzata da una forma curva, con il suo nucleo di distribuzione verticale prismatico che in parte fuoriesce dalla sagoma. Ospiterà circa 2.000 persone e insieme alle Torri Isozaki e Hadid completerà la zona Business District di CityLife.  Sarà anche direttamente connessa alla galleria commerciale e con percorsi coperti alla fermata Tre Torri della linea M5, situata nell’omonima Piazza centrale. La committenza CityLife ha affidato le importanti opere di escavazione per questa torre a Manfreda Scavi, impresa di Cormano (MI) specializzata in demolizioni, bonifiche e scavi che, nel febbraio 2015, ha dato inizio ai lavori. Prima di descriverci le varie fasi di scavo, Antonio Manfreda, direttore tecnico dell’impresa che ha organizzato la programmazione dei lavori e relativa gestione del cantiere, ci introduce brevemente nel settore degli scavi, una delle tante realtà in cui l’impresa si è specializzata negli anni. “L’ampia gamma di mezzi e attrezzature disponibili all’interno del nostro parco macchine, ci spiega, permette di effettuare qualsiasi genere di intervento di scavo commissionato, eseguendo movimenti di grande cubatura o piccoli interventi”. Le grandezze delle macchine variano da 15 a 460 q, con benne la cui capienza è compresa tra 0,20 e 3 m³, e grazie a questo ventaglio di possibilità l’impresa è in grado di eseguire qualunque tipologia di scavo, da ampie movimentazioni di terreni previsti per realizzare parcheggi pubblici o privati su più livelli, grandi centri commerciali e complessi di edifici residenziali/commerciali, fino a scavi di sottofalda e a recenti scavi archeologici. Ovviamente gli interventi richiedono la valutazione della natura dei terreni in cui vengono prelevati dei campioni da far analizzare per predisporre i piani scavo da presentare agli organi competenti. Manfreda ci ricorda che all’interno dell’attività aziendale vi è anche un settore dedicato alla “consulenza ambientale”, che offre al cliente un servizio per gestire tutto ciò che riguarda la gestione degli scavi, divenuti negli ultimi anni sempre più complicati a livello burocratico. Questa sezione ha la funzione di sveltire tutte quelle pratiche che hanno come oggetto il movimento terra, procedendo al campionamento dei materiali con relativa analisi e identificazione degli stessi, alla redazione dei piani di scavo con indicazione dei vari siti di smaltimento idonei al ricevimento dei terreni e ai rapporti con i vari enti.

Lo scavo

testoL’area oggetto dell’intervento, con entrata nel varco 1 (via Duilio) fa parte dell’estesa zona di CityLife, che confina ad Ovest con la cosiddetta area “Cerniera”, a nord con un’area attualmente a disposizione di CityLIfe, a est con il Padiglione 21 e in parte con la metropolitana M5, mentre a sud con il lotto A4.Una volta arrivati sul posto, racconta Manfreda, in prima fase mi sono occupato della programmazione dei lavori e della gestione dello spazio di cantiere, di circa 8mila m²: la cantierizzazione, infatti, ha previsto il posizionamento di due apposite baracche, l’impianto per il lavaggio gomme, la pesa per gli autocarri carichi di materiale di scavo, una recinzione dell’area con parapetti “new jersey” con sopra una barriera in metallo , e i punti in cui accumulare il terreno scavato per rendere più agevole e razionale il lavoro degli escavatori e degli autocarri”.

sinistraLo scavo destinato all’edificazione della terza torre di CityLife doveva raggiungere 13 m di profondità, pari a un volume totale di circa 100mila m³ di terreno asportato. Le attività di scavo hanno avuto inizio nel febbraio 2015, e hanno previsto in sequenza il ribassamento delle celle 2, 3, 4 e una limitata porzione della cella 5. In questa prima fase di lavoro è stata raggiunta la quota massima di 120 m slm. In corso d’opera sono state eseguite le verifiche analitiche, così come richiesto e previsto dal piano scavi. Manfreda si sofferma sul concetto di “cella” spiegandoci che l’area di scavo, nel progetto, era suddivisa in celle di forma quadrata, e ad ogni quadrato corrispondeva una propria cella, per meglio identificare sui documenti di trasporto (formulari) il punto esatto di provenienza del materiale. Va sottolineato che, sebbene non fosse una vera e propria bonifica ma uno scavo edile, c’era un iter da seguire voluto dalla Proprietà per controllare l’eventuale presenza di materiale contaminato; per questo motivo, dall’inizio dei lavori Manfreda Scavi ha assunto a tempo pieno un geologo, Sergio Dehò, che come responsabile ambientale ha eseguito gli opportuni controlli interfacciandosi con l’Impresa e con la Proprietà.

Flotta all’assalto

Foto 12Oltre a organizzare il cantiere, Antonio Manfreda ha programmato anche il parco macchine operativo, facendo aggiungere, volta per volta, i mezzi necessari. Sono stati impiegati 5 escavatori: un Doosan PMI 460, un Volvo Ec235, un Hitachi 210, un Komatsu 160 e infine, nella parte conclusiva dell’opera, un Case CX300, con la presenza giornaliera di 10 autocarri Mercedes Arocs Euro 6 di nuova generazione. Quotidianamente gli autocarri facevano circa 100 viaggi per portare gli inerti di scavo (34 ton a viaggio) agli impianti autorizzati con appositi documenti di trasporto; ghiaia e sabbia erano poi vagliati ottenendo varie pezzature a scopo edile. Per mantenere pulito e sgombero da macerie l’asfalto della strada è stata utilizzata anche una motoscopa. “Le fasi di scavo, ricorda Manfreda, si sono svolte senza alcun problema e rispettando le tempistiche richieste. Durante i lavori sono emerse le fondazioni del vecchio padiglione 20 dell’ex Fiera, ma l’inconveniente è stato risolto montando sugli escavatori presenti le attrezzature di cui disponevamo:  pinze, martelli, e frantumatori”. In particolare, il Doosan PMI 460 ha montato una pinza, il Volvo 240 è stato munito di frantumatore per dividere le macerie in cemento dal ferro, mentre il K 160 spaccava i pali delle fondazioni con l’apposito martello demolitore. Per Manfreda Scavi i lavori hanno avuto termine a fine giugno. Successivamente, un’altra impresa metterà in opera le nuove palificazioni e in seguito sarà assegnato l’appalto a un’impresa edile per realizzare la torre.

 

Per completare la gamma

Foto Box 1Quando la percentuale degli scavi era circa all’80%, Manfreda Scavi ha impiegato un escavatore Case CX300C, da poco acquistato per rafforzare il proprio parco macchine. “Abbiamo scelto questo modello, dice Manfreda, perché è ideale su cantieri con queste caratteristiche, e si propone come giusta via di mezzo tra un piccolo 200 q e un 500 q”. In particolare, secondo Manfreda un buon operatore alla guida del Case CX300C è in grado di raggiungere la resa di un 500 q, ma con costi di gestione e di consumi molto più contenuti. Sul cantiere il Case si è dimostrato un mezzo veloce, preciso e molto sensibile ai comandi. È stato utilizzato con benna da scavo di 2 m³, ma all’occorrenza può montare pinza idraulica e altre attrezzature. Grazie all’impianto idraulico intelligente di Case, tutti gli escavatori Case serie C offrono prestazioni migliori e una maggior produttività. La capacità di sollevamento è stata aumentata, mentre i tempi di ciclo sono stati ridotti. I pesi operativi dei singoli modelli sono stati leggermente aumentati per poter gestire meglio forze di scavo e di carico più elevate, garantendo al cliente una produttività regolare e costantemente elevata.

 

Pianeta “Terra”

Foto Box 2La Manfreda Scavi, con sede a Cormano (MI), nasce ad opera del capostipite Martino Manfreda che negli anni ’70, lavorando da anni nel settore movimento terra, costituisce una società propria. A metà anni ’80 egli inserisce nel proprio organico i suoi primi due figli, che con intraprendenza e volontà iniziano a lavorare nei cantieri. Negli anni ’90, dopo aver acquisito nuovi macchinari, Martino indirizza il figlio Antonio a occuparsi dell’aspetto commerciale e dell’organizzazione dei cantieri, e Marco nella gestione del parco mezzi e nei contatti con i fornitori. Nel 1993 viene creata l’attuale società, e al suo interno, l’attività sviluppatasi all’inizio nel settore scavi e demolizioni si rafforza ottenendo successi, e per soddisfare le richieste dei clienti viene inserita nella struttura la consulenza e interventi diretti di bonifiche ambientali e di amianto, fase preliminare per ripulire i siti da sostanze inquinate prima di poter procedere alle successive lavorazioni che possano riguardare demolizioni o opere di scavo. Con oltre 30 anni di esperienza, la principale specializzazione dell’azienda, oltre agli scavi di cui si è detto, è l’esecuzione di demolizioni civili e industriali di qualsiasi dimensione e struttura (cemento armato, ferro, mattoni, acciaio) realizzate in contesti urbani, storici e densamente popolati.

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