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Rexroth per la gamma Easy di Manitou

Innovazione a costi ridotti: un must che è stato ampiamente soddisfatto grazie alla trasmissione idrostatica e al sistema di stabilizzazione di Bosch Rexroth per la realizzazione della nuova serie di sollevatori telescopici rotativi di Manitou.

 Il gruppo Manitou, leader mondiale della movimentazione, ha sede ad Ancenis (Loire-Atlantique) in Francia. In Italia Manitou dispone di un modernissimo stabilimento produttivo a Cavazzona di Castelfranco Emilia(Mo). Il gruppo progetta, assembla e distribuisce i propri prodotti destinati a tresettori principali: costruzioni, agricoltura e industria. Nato nel  1953 sotto il nome di ‘Braud & Faucheux’, da Andrée Braud e Henri Faucheux, il Gruppo Manitou si è sviluppato negli anni, all’inizio con la costruzione di gru e miscelatori di cemento, in seguito con l’invenzione e la commercializzazione di carrelli elevatori fuoristrada, ottenuti modificando il modello di un trattore agricolo e aggiungendo un sistema idraulico di sollevamento nella parte posteriore.

Per la realizzazione del sollevatore telescopico rotativo MRT 1440 che fa parte della gamma Easy di Manitou (che arriva fino a 18 metri), fratello piccolo di altri due modelli, l’MRT 1640 e l’MRT 1880 (appunto da17,9 metri) tutti con portata massima di 4 tonnellate, Bosch Rexroth ha contribuito con soluzioni create ad hoc per soddisfare le esigenze della macchina.

Per garantire infatti tutte le performance della nuova serie di sollevatori telescopici rotativi di Manitou, Bosch Rexroth ha sviluppato insieme a Manitou la trasmissione idrostatica e il sistema di stabilizzazione. Per la trasmissione idrostatica, Bosch Rexroth ha proposto una soluzione innovativa, realizzata utilizzando componenti di larghissima serie – ottimizzando quindi i costi – che ha visto la completa rimodulazione della configurazione secondo una linea guida principale: riduzione del numero di componenti utilizzati, che ha portato i progettisti a integrarli tutti sulla pompa, elemento di semplice accesso per controlli o manutenzioni (tra l’altro ridotti grazie ai sensori più affidabili e che consentono interventi di assistenza in remoto). Anche i modelli Easy implementano sulla trasmissione la soluzione Bosch Rexroth chiamata “Regolazione Automotive”, che consente all’operatore di gestire il diesel direttamente dal pedale dell’acceleratore, lasciando che la trasmissione si regoli automaticamente evitando il sovraccarico del motore diesel. Il sistema di gestione degli stabilizzatori è completamente nuovo: l’impiego di componentistica modulare ha ridotto del 50% i cablaggi (ma anche le dimensioni fisiche e il numero dei componenti), ha consentito contemporaneamente una diminuzione delle perdite di carico (con conseguente minor potenza impegnata) e permette all’utilizzatore di impiegare, con la semplice pressione di un tasto in cabina, un solo stabilizzatore per volta o tutti gli stabilizzatori insieme, con considerevoli vantaggi operativi immediatamente evidenti a chi è abituato a lavorare in cantiere. Infine l’attività di razionalizzazione della componentistica ha riguardato anche tutti gli altri componenti montati sui nuovi Manitou, anche per ridurre i pesi e gli ingombri in vista dei prodotti a norma Stage IIIB e Stage IV che richiedono impianti di post-trattamento ingombranti e di un certo peso.

 

 “L’MRT 1440 – spiega  il responsabile marketing di Manitou Italia Carlo Alberto Razzoli –  ha un’altezza di sollevamento di13,8 metri, com’è normale quando si parla di sollevatori telescopici, una capacità di carico di tutto rispetto alla massima altezza di 2,5 ton in qualsiasi posizione della torretta (allestimento con forche e su stabilizzatori). La rotazione della torretta, garantita da una robusta ralla a doppia corona di sfere e dentatura interna, è su 400°, con la possibilità opzionale di averla continua sui 360° e la macchina è particolarmente stabile, grazie al passo molto corto (2320 mm) e all’ottimale disposizione della zavorra ben integrata, posteriormente alla torretta, al braccio di sollevamento.”

La potenza disponibile è erogata da un motore diesel a iniezione diretta che lavora in ottima integrazione con l’impianto idraulico (due pompe ad ingranaggi per 115 litri/min di portata) e l’intera catena cinematica a partire dalla trasmissione idrostatica a due rapporti (pompa a portata variabile A4VG con autoregolazione del motore idraulico a cilindrata variabile – A6VM). Robusti assali sterzanti completano il tutto: forniti da Dana, società del Gruppo Bosch Rexroth, hanno martinetti di direzione ben protetti da urti accidentali (sono nella parte superiore). Interessantissima la nuova soluzione adottata per il sistema di stabilizzazione, molto compatta, che garantisce un quadrilatero di appoggio particolarmente ampio per la categoria (4×4 m) e un controllo di stabilità rilevato sulla base della pressione esercitata al suolo da ogni singolo stabilizzatore. Molto apprezzata anche la possibilità da parte dell’operatore di azionare, con un tasto in cabina, tutti gli stabilizzatori assieme o di posizionarli uno alla volta. Da non sottovalutare, soprattutto se ci si sposta molto su strada, il fatto che, una volta sollevati, gli stabilizzatori sono in sagoma. Molto buona, anche se offerta come optional, la possibilità della stabilizzazione automatica che livella correttamente la macchina in pochi istanti su qualsiasi tipo di terreno.

 

L’MRT 1440 è estremamente semplice da utilizzare grazie ai due joystick a comando elettroidraulico proporzionale e a una serie di dispositivi di sicurezza che consentono all’operatore di lavorare serenamente senza doversi preoccupare di controllare continuamente le condizioni di carico. In particolare, un dispositivo di controllo dello stato del carico basato su un sistema di limitazione di momento di carico analizza in continuo la disposizione del carico nello spazio e la relativa configurazione di lavoro, interrompendo automaticamente, in caso di sovraccarico, tutti i movimenti aggravanti, per una massima sicurezza dell’operatore e degli altri addetti al cantiere. Il sistema di frenatura è particolarmente efficiente: i freni multidisco in bagno d’olio, integrati negli assali (la manutenzione necessaria è ridotta all’osso) garantiscono infatti una risposta precisa e adeguata con qualsiasi condizione di carico. Anche la disposizione dei principali interruttori relativi alla funzioni più importanti della macchina è stata ben pensata e risulta visibile (così come leggibile è l’ampio display LCD) in qualsiasi condizione climatica di lavoro. La visibilità sul cantiere, infine, è ottimale e consente all’operatore di seguire il carico da terra alla massima quota senza ostacolo alcuno, fattore estremamente importante sia per la produttività operativa sia per la sicurezza intrinseca del mezzo.

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