Luci e ombre nel futuro dei lavori stradali

di Giuseppe La Francaa

Produzione in crescita nel mercato nazionale, ma il prezzo di petrolio e gas è al centro dell’attenzione degli operatori: i meccanismi di revisione dei prezzi non sono adeguati alla reale dinamica dei costi 

Buone notizie per il settore delle pavimentazioni stradali, ma l’orizzonte resta incerto per l’incremento del costo dei combustibili e per l’applicazione del CAM Strade. È quanto emerge dall’Agorà SITEB, svoltasi a Bologna con la partecipazione di esponenti del mondo dell’industria e delle istituzioni.

Per il 2026 le prime stime indicano una produzione di conglomerato bituminoso nell’ordine di 34,8 milioni di tonnellate (+3,6% rispetto al 2025), con un valore complessivo della manutenzione stradale (produzione e posa in opera) pari a circa 4 miliardi di euro (+5,3%). La base occupazionale rimane stabile (circa 40.000 addetti), con impianti di produzione in aumento a 430 (+3,6%).

A fronte di questi dati positivi, il costo medio del bitume è cresciuto nei primi 8 mesi dell’anno, ma il meccanismo TOL 5 per la revisione prezzi – predisposto da ISTAT e introdotto dal Governo Draghi – non è in grado di compensare gli aumenti del petrolio e del gas, che incidono sulla produzione del conglomerato e sul trasporto.

Un comparto vitale ma complesso

Raffaella Donghi

“II 2026 conferma la vitalità del comparto delle infrastrutture stradali, ma questi dati celano una realtà industriale complessa – ha spiegato Raffaella Donghi, Presidente dell’associazione Strade Italiane E Bitumi. “Le imprese stanno affrontando una forte crescita dei costi energetici, del trasporto e delle materie prime.

Il rischio è che i meccanismi oggi disponibili per la revisione dei prezzi non riescano a intercettare l’effettiva impennata dei costi, creando tensioni nella realizzazione delle opere pubbliche e mettendo sotto pressione la sostenibilità economica degli appalti. Una rete stradale moderna e sicura richiede investimenti, ma anche condizioni economiche che consentano alle imprese di realizzare le opere, garantendone qualità e durabilità“.

La pressione principale si concentra sul bitume, principale componente del conglomerato, che ha registrato un incremento di costo del 65-70% dall’inizio del 2026, con una significativa crescita delle spese sostenute dalle imprese. TOL 5, infatti, riconosce variazioni nell’ordine del 3-4%, che non riflettono l’entità degli aumenti.

Durante l’evento è stato approfondito anche il tema della sostenibilità, a quasi due anni dall’entrata in vigore dei CAM Strade. Secondo SITEB il provvedimento ha avuto un effetto positivo sul settore, favorendo la diffusione di tecnologie orientate al riutilizzo dei materiali di recupero e alla riduzione dei consumi energetici.

Ciò nonostante permangono difficoltà nell’applicazione quotidiana delle nuove regole. Molti enti pubblici proprietari delle strade, in particolare i piccoli comuni e le province, non sono riusciti a predisporre strumenti adeguati alle nuove regole che, pur essendo obbligatorie, restano frequentemente disattese.

“CAM Strade valorizza il recupero dei materiali, promuove l’economia circolare e le tecnologie capaci a basso consumo energetico, che riducono l’impronta carbonica del settore. Si tratta quindi di un’importante occasione per accelerare la trasformazione del settore – ha concluso Raffaella Donghi – ma servono competenze, strumenti e una programmazione adeguata, per mettere gli enti proprietari nelle condizioni di applicare concretamente il provvedimento”.

Iscriviti al nostro canale YouTube

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here