Sicurezza

La sicurezza? Non è un optional ma un dovere

Fonte: Ipaf

Sicurezza in cantiere: in una lettera aperta Anfia, Assodimi/Assonolo e Ipaf scrivono alle istituzioni, alle imprese, agli operatori del settore e all’opinione pubblica dopo le recenti tragedie avvenute a San Felice sul Panaro (Modena) e in via Marturano a Palermo.

Quando un braccio meccanico cede o una piattaforma si ribalta, non siamo di fronte a una “tragica fatalità”, ma a un fallimento del sistema di prevenzione che deve interrogarci tutti profondamente.

La manutenzione è il cuore della sicurezza

Le prime evidenze su questi incidenti hanno avuto come esito finale cedimenti della macchina. Questo ci pone davanti a una domanda cruciale: come vengono scelti e mantenuti i macchinari che portano uomini a 10, 20 o 30 metri di altezza?

Un macchinario sicuro non è solo quello “che funziona”, ma quello che rispetta rigorosamente i cicli di manutenzione previsti dal costruttore e le verifiche periodiche di legge (INAIL/ASL).

Quando una macchina cede spesso si parla di evento imprevedibile, ma, nella maggior parte dei casi, i cedimenti non avvengono all’improvviso. Sono piuttosto il risultato di:

• usura progressiva

•  manutenzione insufficiente

•  controlli non eseguiti o superficiali

• segnali di allarme ignorati

• usi scorretti o manomissioni anche ripetute nel tempo

Le piattaforme aeree sono attrezzature tecnologicamente sofisticate e complesse, soggette a sollecitazioni continue anche imprevedibili (che il Testo Unico definisce “influssi”). Per questo, la manutenzione non deve essere vista come un costo o un adempimento formale, ma come un investimento diretto sulla sicurezza degli operatori che le utilizzano.

Dal 2011 la legislazione nazionale ha definito l’obbligo di sottoporre le macchine di sollevamento ad una verifica strutturale dopo i primi 20 anni di esercizio, in contraddizione con lo stato dell’arte e le norme tecniche armonizzate con cui questi macchinari vengono costruiti e che prevedono – da sempre – un’aspettativa di 10 anni oltre la quale è necessaria una riverifica accurata della struttura e dei sistemi di sicurezza. I fatti dimostrano, ahimè, quanto sia urgente armonizzare a 10 anni il limite temporale fissato nel 2011 dal legislatore nazionale.

Il rischio del “fai-da-te” e dei mezzi obsoleti

L’incidente di Modena ci ricorda che anche in contesti domestici o di piccola manutenzione la sottovalutazione del rischio è letale. L’utilizzo di piattaforme datate non opportunamente controllate e manutenzionate secondo le scadenze previste o con sistemi di controllo addirittura manomessi, aumenta esponenzialmente la probabilità di errore umano o meccanico. Sarebbe auspicabile che nei cantieri, grandi o piccoli, si utilizzassero solo macchinari in condizioni di provata efficienza.

La sicurezza è  responsabilità di tutti

Fonte Ipaf

I vari attori del mondo delle costruzioni devono lavorare al fine di permettere a tutti gli esecutori di operare in sicurezza e tornare nelle loro case a lavoro ultimato.

Chi opera su una PLE (Piattaforma di Lavoro Elevabile) deve essere:

• Formato e Addestrato: il possesso del “patentino” non è un atto burocratico, ma la certezza che l’operatore sappia valutare i rischi del terreno, del vento e dei carichi.

• Consapevole dei DPI: l’uso corretto delle imbracature e dei cordini di trattenuta può fare la differenza tra un incidente e una strage.

• Consapevole dell’attività che si sta svolgendo

La corretta manutenzione periodica delle PLE è alle fondamenta di questo processo e deve essere effettuata da personale adeguatamente formato sulle attività che compie.

I noleggiatori o i proprietari del bene utilizzato devono mettere in campo tutti i controlli previsti dalla normativa. In particolare i noleggiatori, visto l’utilizzo sempre più eterogeneo ed occasionale delle macchine con operatori diversi, che possono stressare la macchina, devono gestirle in modo attento, facendo della sicurezza il proprio valore distintivo. La fornitura di macchine efficienti deve essere una priorità.

Le imprese devono adoperarsi affinché tutti gli adempimenti , come la patente a crediti o le SOA, siano attivati.

I committenti devono identificare i fornitori scegliendo fra quelli che forniscono macchine controllate e non vetuste e operatori in regola; non ci si può basare solo sulla conoscenza e sul prezzo del preventivo.

Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) invita le autorità competenti a intraprendere un’azione di potenziamento della formazione alla sicurezza che dia maggiore efficacia all’intensificazione dei controlli, non solo documentali ma tecnici e reali, sui cantieri e sui parchi macchine. Invitiamo tutte le parti interessate a pretendere che la sicurezza sul lavoro non sia solo uno slogan. Nel 2026 non è accettabile avere incidenti mortali di questo tipo.

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