Expotunnel 2013

La luce in fondo al tunnel

Macchine e tecnologie in visione internazionale.

Questa la sostanza di Expotunnel 2013 dove, dopo anni di provincialismo tutto italiano a cui ci aveva abituati il Saie, si è tornati a respirare aria di internazionalità in una fiera bolognese dedicata alle costruzioni.

Nel sottosuolo, of course, ma pur sempre internazionale.

Le macchine si sono viste più in foto che dal vivo, anche per i grandi spazi che richiedono queste attrezzature particolari, ma Expotunnel si poneva come sostanziale punto di incontro degli addetti ai lavori e per fare capire chi è della partita e chi, invece, preferisce passare la mano.

Sapere chi sono gli attori presenti in questo mercato fortemente specialistico, soprattutto per i paesi con una conformazione geo morfologica come quella italiana, è oggi fondamentale.

Non tanto per i classici lavori di tunneling stradale e ferroviario ma anche per tutte quelle tecnologie legate ai lavori sotterranei in genere che saranno, nel futuro, le vere soluzioni a molte problematiche cittadine e territoriali.

Si tratta quindi di focalizzare l’attenzione non solo sulle grandi macchine speciali – che a ben vedere trovano il loro spazio anche e forse meglio in grandi manifestazioni fieristiche come il Bauma – ma sopratutto per tutte quelle nuove proposte che hanno visto aziende storicamente impegnate nel settore delle costruzioni guardare con interesse a questo nuovo campo applicativo.

La crisi porta inevitabilmente verso due direzioni: la chiusura o la reinvenzione sotto nuove forme delle proprie capacità aziendali.

Cosa che si è ampiamente visto a Expotunnel con marchi come Simex che, forti di una tradizione ampiamente consolidata, hanno ulteriormente rimarcato la loro vocazione per il sottosuolo sviluppando ulteriormente la propria tecnologia in tal senso.

O come la Hinowa che punta chiaramente verso il tunnelling di piccole proporzioni con soluzioni multiuso dedicate a chi opera nel settore.

Oltre ovviamente ai grandi marchi specialisti della geotecnica come Bauer, Comacchio e Soilmec.

O i grandi produttori di TBM e macchine per gallerie come Herrenknecht AG, Tunrock e MSD Maschinen und Stahlbau.

Fondamentale la presenza dei grandi marchi per la misurazione e la georeferenziazione come Leika e Topcon (con Geotop) e gli iperspecialisti del controllo e monitoraggio Zoller + Froelich Gmbh, Tunnel Watcher e l’italiana Sineco.

Anche la presenza della specialista turca Ozkan, con le sue strutture speciali per il lavoro in sottosuolo, è emblematica dell’importanza di questo settore.

Ma non solo grandi aziende di produzione di macchine e attrezzature ma anche società di ingegneria e grandi imprese come Ghella, Trevi, Italferr, Rocksoil, Pini Swiss Engineers, Marti, Geodata e molte altre.

Fra i costruttori classici di macchine merita un accento particolare Caterpillar che era presente con il dealer italiano CGT che ha giustamente evidenziato la linea tunneling del costruttore nord americano.

Si tratta di una offerta di macchine dal forte contenuto specialistico che partono dai classici escavatori da galleria – frutto di un adattamento di macchine classiche per il lavoro in sotterraneo – fino alle pale gommate e ai dumper per operare in spazi e ambienti a sezioni ridotte.

Senza però dimenticare tutto quello che c’è al contorno e che rende semplice il lavoro in sotterraneo come i sistemi di convogliamento dello smarino su nastri trasportatori sospesi o appoggiati al suolo.

Una offerta che, insieme al sistema di georeferenziazione Accugrade, rende oggi Caterpillar una realtà quasi unica sul mercato potendo disporre non solo delle macchine ma anche dei sistemi elettronici di guida e controllo del processo che, negli scavi in sottosuolo, sono ancora più importanti per velocizzare e rendere sicuro il lavoro.

Expotunnel è stata – insieme ad Ambiente Lavoro – una vera e propria boccata di ossigeno nel fosco panorama del Saie che da fiera internazionale è diventata poco a poco una realtà locale.

Segno sia di una situazione italiana quanto mai preoccupante che di una incapacità di evolversi verso nuove frontiere applicative e di sviluppo che non possono oggi fermarsi alla sola realtà nazionale.

Non è un caso se, fra i numerosi convegni che si sono svolti nel corso della manifestazione specializzata, quello promosso dalla Società Italiana Gallerie dal titolo “Gallerie e spazio sotterraneo nello sviluppo dell’Europa” ha avuto una partecipazione folta e qualificata.

L’Italia ha la capacità tecnica e professionale per emergere in questo settore che diventerà sempre più importante per il futuro dei paesi a cavallo delle Alpi. E non solo.

Che questa sia la prima avvisaglia della famosa “luce in fondo al tunnel”?


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