Grandi opere

La linea 3 della Metro a Santiago

La rete metropolitana di Santiago del Cile è la seconda più lunga in America Latina. Quasi un milione di persone la utilizzano per spostarsi da una parte all’altra della metropoli. Con la costruzione di questa linea la rete metropolitana trasporterà 180 milioni di persone all’anno. Diminuendo del 50% il tempo del viaggio rispetto a qualche anno fa.

Aumentati gli elementi prefabbricati

Per eseguire i lavori di costruzione delle quattro stazioni della nuova linea 3, inaugurata all’inizio dell’anno, che collega Cardenal Caro, Vivaceta, Conchali e Plaza Chacabuco, gli ingegneri per accelerare i tempi di esecuzione dell’immensa opera hanno aumentato l’uso di elementi prefabbricati grazie all’applicazione di tecniche costruttive innovative nelle diverse fasi del progetto. Le travi in cemento armato, i travetti per i solai, muri architettonici e mattonelle di pavimentazione in calcestruzzo modellato sono stati di fondamentale importanza.

Per quanto riguarda la perforazione del tunnel di 4,6 km dopo un attento studio geologico dell’intera area si è utilizzato il metodo NATM (New Austrian Tunnelling System), che consiste nella trivellazione, esplosione, posizionamento di centine di acciaio con tiranti e rivestimento mediante shotcrete.

Un metodo che si adotta quando il terreno in oggetto presenta una buona condizione strutturale.

Macchine al lavoro

Nel cantiere del terzo tratto nord della nuova linea 3 di Santiago, in corrispondenza della stazione dell’ospedale, si è scavato un tunnel verticale di 25 metri di diametro utilizzando un Caterpillar 312/315. Raggiunta la quota del progetto sul fondo è iniziato lo scavo della galleria di collegamento per raggiungere poi il tunnel vero e proprio della metropolitana. In questo punto è stata calata la perforatrice Jumbo Atlas Copco L2C a due braccia per eseguire le perforazioni di 25 mm di diametro lungo tutto l’arco della galleria con il fine di introdurre le rispettive cariche esplosive. Per sgomberare i detriti di roccia e terra si sono impiegati due CAT 950 e 924.

Nella fase di rivestimento della galleria entravano in azione la piattaforma aerea Manitou MRT 1650 e il robot Putzmeister per lo shotcrete.

Per ridurre il rischio di cedimento nella volta si sono eseguiti gli scavi per sezione prima nelle due parti laterali del tunnel e poi di quella centrale. In questo modo lo scavo del tunnel avanzava con una media di 5 metri al giorno

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