Piattaforme autocarrate

Innovazione DOC con Hawe

Aperturadi Marta Carloni

Il Can-Bus entra nel mondo delle piattaforme aeree e lo fa con la qualità dello Spider DT30 Cela, una macchina capace di integrare meccanica, idraulica ed elettronica. Tra le scelte vincenti: la sicurezza dei distributori elettro-proporzionali di Hawe.

La Franciacorta non è solo la culla di sapori inebrianti, ma anche di tanta capacità imprenditoriale e di scelte coraggiose (e appaganti) sotto il profilo tecnologico. Tra queste va certamente annoverata la scelta, operata da Cela, di utilizzare il Can-Bus per il controllo sinergico del suo nuovo Spider DT30.

Il presente e il futuro

da sinistra Mauro Lanzani, Hawe, Tiziano Zugni e Andrea Antoniucci di Cela
da sinistra Mauro Lanzani, Hawe, Tiziano Zugni e Andrea Antoniucci di Cela

La storia di Cela per molti aspetti coincide con la storia stessa della piattaforma autocarrata in Italia. La società, dopo parecchie vicissitudini, nel 2009 è stata rilevata dagli attuali soci Andrea Antoniucci, Paolo Troni e Roberto Rocca che, di fatto, ne hanno rimesso in moto i meccanismi. Un’operazione coraggiosa che ha coinvolto un’azienda in difficoltà e rilevata in un periodo di crisi nera. Presupposti – fatta eccezione per un buon portafoglio ordini nel settore antincendio – che non hanno scoraggiato gli imprenditori, ripartiti dalle persone e dai progetti. Affrancandosi dalla collaborazione con la tedesca Magirus, Cela ha ripreso vigore facendo leva sulla produzione antincendio che oggi vede una gamma di elevato livello per un range da 24 a 72 m e, cosa più importante, in continua evoluzione. Caratteristica, quest’ultima, che è entrata prepotentemente nel modo di essere di Cela e che è facilmente riscontrabile anche nella rinnovata gamma industriale. “A tale proposito – precisa l’Ing. Andrea Antoniucci, Responsabile della produzione – ci distinguiamo nel mercato per l’innovazione rappresentata dalla geometria DT, acronimo per Doppio Telescopico. La DT prevede due bracci telescopici montati su una torretta girevole: il primo lavora chiuso o in posizione verticale, mentre il secondo braccio telescopico (e in alcuni casi anche un terzo) svolge la funzione di jib, essendo pressoché completamente libero. Il braccio che lavora in verticale consente un Up & Over estremamente alto, da 14 a 16 m in funzione delle varie macchine, e consente di ottimizzare i lavori in facciata o sui tetti. Senza dimenticare come questa impostazione permetta, per le autocarrate, di posizionare la ralla nella zona posteriore del mezzo e quindi di lavorare con il reale sbraccio consentito dalla macchina. In facciata il braccio verticale svolge una funzione di ascensore, mentre il secondo braccio si può poi muovere in tutte le posizioni, anche in negativo”. La gamma DT è sviluppata in versione Spider e autocarrata. Il DT15 è esclusivamente cingolato, mentre i modelli DT21, DT24, DT28 e DT30 prevedono entrambe le tipologie; lo Spider da 36 m presenta invece una geometria standard.

Macchine realizzate con un organico di circa 55 persone e vendute attraverso una catena commerciale diffusa a livello nazionale e internazionale. Quest’ultimo mercato, che comprende le aree più evolute del pianeta in grado di apprezzare la qualità di queste macchine, è coperto da dealer, agenti o in via diretta. Il service beneficia di grandi investimenti nell’assistenza remota che permette di intervenire in tutto il mondo con un sistema modem 3G. Senza dimenticare come tutte le macchine siano dotate di scatola nera.

Scelte progettuali

testo“La nostra filosofia progettuale non è all’inseguimento della concorrenza, ma si rivolge alle cose nuove”. Le parola di Tiziano Zugni, Ufficio Ricerca e Sviluppo, ben rappresentano il modo di lavorare di Cela. “Anche i supposti problemi legati all’elettronica – prosegue Antoniucci – sono inesistenti. Si tratta di un’elettronica amica, che ti parla, ti agevola in tutte le operazioni, anche in caso di guasto. È quanto viviamo tutti i giorni sulle nostre automobili e il nostro impegno è quello di portare questa esperienza sulle macchine da lavoro”.

Ma la visione Cela non si ferma certo a questo aspetto e coinvolge la macchina nel suo complesso. Aspetto particolarmente interessante è la collaborazione consolidata con Hawe. Una partnership che “grazie all’assistenza e al supporto continuo di Hawe Italiana – continua il responsabile della produzione –  è sempre cresciuta e ci ha portato a utilizzare i distributori Hawe sull’intera gamma DT. Le nostre piattaforme valorizzano le caratteristiche del prodotto Hawe e, allo stesso tempo, i sistemi Hawe ci consentono di realizzare macchine con un movimento sopraffino. C’è una vera cooperazione, una partnership che continua a dare frutti, anche attraverso nuove tecnologie come il recente distributore in Can-Bus. Uno strumento che non solo va a migliorare la macchina, ma ci consente di ridurre molteplici costi relativi al collaudo, migliorando anche la piattaforma sul fronte dell’affidabilità”.

Il Can-Bus applicato allo Spider DT30

testoOrmai entrata in fase di commercializzazione con tre macchine già impegnate sul territorio nazionale, “la DT30 – riprende Zugni – è partita da un discorso di affinamento dell’affidabilità e di semplificazione della parametrizzazione. Con questa nuova macchina abbiamo voluto realizzare una sinergia totale tra i componenti (meccanica, idraulica ed elettronica), volta a migliorare la fluidità dei movimenti. Questa sinergia è stata trovata attraverso l’utilizzo di componenti a elevate performance, in grado di dialogare con la centralina elettronica che elabora i dati”. Tutta la macchina è realizzata in Can-Bus ed è stata ottimizzata anche sotto il profilo meccanico.

Distributore proporzionale load sensing PSL CAN
Distributore proporzionale load sensing PSL CAN

“In questo settore – interviene Mauro Lanzani, Sales Manager Hawe Italiana – sono veramente in pochi a utilizzare il Can-Bus. Da un certo punto di vista è stata una scelta molto coraggiosa, che ha previsto scelte tecniche di assoluta avanguardia”. Il punto tecnico è ben spiegato da Zugni: “con il sistema Can, la valvola non è più il destinatario lontano di un lavoro sconosciuto, ma riceve e trasmette informazioni al sistema di controllo principale in modo che l’intero complesso funzioni alla perfezione. E questa è la funzione principale del nuovo distributore Hawe. La valvola trasmette in Can-Bus e attraverso il Can-Bus riceve in maniera molto raffinata le informazioni per l’apertura, eliminando tanti problemi di correnti minime, di linearizzazione e di steresi. A propria volta la valvola ritrasmette al sistema principale le sue condizioni di lavoro, eventuali problemi, eccetera. C’è, in pratica, una perfetta sinergia complessiva”.

Nello specifico la DT30 adotta i distributori Hawe per le manovre principali del braccio e per quelle del cestello. A questi due elementi si aggiungono altre elettrovalvole sulla macchina.

 

Una scelta azzeccata

testoDetto come questa macchina sia vissuta in Cela non come un punto di arrivo, ma come la base di partenza per sviluppare il futuro dell’intera gamma, è evidente come la scelta del partner sia stata fondamentale. “La scelta di Hawe – riprende Zugni – è dettata da due punti salienti: la qualità, l’affidabilità del prodotto e quanto garantisce a livello di movimento, e il supporto tecnico della realtà italiana. Un aiuto, in termini di assistenza nello sviluppo del progetto e in caso di problemi, che non troviamo in nessun altro costruttore di idraulica. Se abbiamo un problema, una difficoltà, Hawe interviene con i sui tecnici, si analizza insieme la questione e in breve tempo si arriva a una soluzione. Nel caso del distributore adottato sulla DT30 siamo partiti da una base meccanica ed elettronica consolidata sulla quale si è inserito il can-bus, attraverso continui e costanti incontri tecnici a cadenza pressoché settimanale”. Inoltre, anche a livello oleodinamico, sono state fatte scelte innovative che hanno permesso di semplificare l’impianto idraulico e renderlo più affidabile.

“In sostanza – conclude Antoniucci – non abbiamo piegato la norma all’idraulica, ma l’idraulica alla norma. Cioè non abbiamo complicato l’impianto per seguire la norma, ma abbiamo cercato di semplificare l’idraulica per rispondere alla Direttiva Macchine in maniera semplice e diretta”.

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