Convention Venpa 2026

Gruppo Venpa: da qui all’eternità

di Daniela Grancini

L’evento organizzato da Venpa il 10 ottobre scorso merita una riflessione che vada oltre la cronaca (anche se un minimo di contestualizzazione è necessario, visto che si è svolto nell’iconico Palazzo del Casinò al Lido di Venezia) perché limitarsi alla location (pur degna di assoluta nota) sarebbe riduttivo.

Sulla scena (dove peraltro non sono mai mancate le similitudini con la Settima Arte) i veri protagonisti erano i valori che da 45 anni sono stati e continuano ad essere il filo conduttore del successo di un’azienda che ha puntato al noleggio dai suoi esordi intuendone le enormi potenzialità. Ma il ruolo di comprimari in questa evoluzione continua è stato riconosciuto alle persone, senza le quali non sarebbe stato possibile raggiungere alcun obiettivo.

Mentre scriviamo quest’ultima frase avvertiamo che può apparire un po’ logora: nella sceneggiatura di ogni Convention è un rito quasi obbligato parlare di “persone” come di elementi chiave del successo.

Nell’evento Venpa ci è parso però di cogliere qualcosa di più concreto e tangibile che è di fatto il valore reale che l’azienda attribuisce alla “gente”.

In un foglio blu che abbiamo trovato all’interno della borsa distribuita agli intervenuti, passato forse inosservato, abbiamo visto, nero su bianco (anzi, su blu, il colore aziendale) le posizioni aperte per lavorare in azienda, divise per aree geografiche (nord, centro e sud Italia), in tutto 13: dal consulente commerciale al tecnico manutentore, dall’autista all’addetto/a pulizie in officina, all’impiegato/a per il back office commerciale…tutte figure cui verrà data pari dignità professionale ed umana, ciascuna nel suo ruolo, tutte insieme per crescere. E qui si inserisce un altro importante concetto, introdotto in primis dalla Presidente del Gruppo, Emanuela Pege e poi via via ribadito e declinato, con format diversi, dai vari relatori che si sono succeduti sul palco.

Emanuela Pege

Emanuela nella sua presentazione ha utilizzato il suffisso  “AMO” . Che è tutto fuorché romantico anche se presuppone, nel business, un forte coinvolgimento emotivo: “Noi siAMO Venpa People. NoleggiAMO. AscoltiAMO. Ci FidiAMO. InnoviAMO. CrediAMO. PreveniAMO. MisuriAMO. CollaboriAMO“. In questi comandamenti programmatici è racchiuso un intero percorso che va dall’inclusione alla sicurezza, dalla competenza alla valorizzazione dei talenti, dall’innovazione tecnologica alla cultura imprenditoriale. E oltre.

In tutto questo emerge ovviamente l’importanza della”squadra”, tema trattato con brillante facondia dallo “special guest” Luigi Mazzola (Executive Coach presso la Internationl Coaching Federation).

Andare fino in Fondo

La relazione che ci ha maggiormente colpito (insieme a quella di Marco Prosperi, Direttore Assodimi e Mendes Migotto, Amministratore di Venpa) è stata quella di Andrea Bertoncello, Senior Partner del Fondo di Investimento Sagard che investe in economia reale: Bertoncello ha subito chiarito che il Fondo non acquista aziende ma stipula con esse partnership che le aiutano a crescere contribuendo a creare quell’imprenditorialità diffusa che stimola la crescita del mercato di riferimento.

Il supporto fornito è principalmente operativo, non finanziario, poiché le aziende partner, come il gruppo Venpa, sono già finanziariamente stabili. La partnership con il gruppo Venpa è iniziata nel 2004, affiancando le famiglie che già lo componevano.

Da confederazione di imprese a confederazione di imprenditori. Venpa aggregatore 

Andrea Bertoncello

“Nel 2004, il gruppo era una “confederazione di imprese”, ha affermato, “con famiglie che avevano unito le forze (Pege, Piovan, Bellini, Papini, ecc.). Il modello originale, definito “imprenditorialità diffusa”, prevedeva una forte autonomia territoriale e gestionale delle singole famiglie, senza una capogruppo dominante. L’evoluzione recente ha portato all’integrazione del 100% del capitale di tutte le società del gruppo. Gli imprenditori non sono stati liquidati, ma aggregati al vertice di un unico gruppo per favorire sinergie operative, commerciali e logistiche”.

Ovviamente in un mercato in evoluzione come quello del noleggio in Italia le opzioni sono “essere preda o predatore” per questo il progetto condiviso di Venpa è quello di posizionarsi con  Sagard come un “integratore” credibile. Unire le forze cambia la prospettiva, posizionando il gruppo tra i tre maggiori operatori con oltre 100 milioni di fatturato. Una posizione di questo tipo permette non solo di essere più credibili ma di investire in macchinari: negli ultimi due anni, sono stati investiti 60 milioni di euro nell’acquisto di macchine, ampliando e ringiovanendo il parco e facendo scendere l’età media della flotta da oltre 8 anni (nel 2004) a poco più di 6.

“L’obiettivo è trasformare il gruppo in un unico operatore che esprima più della somma delle sue parti, operando progressivamente sotto un unico nome. Sarà preservato il valore fondante dell’imprenditorialità delle singole realtà originarie, i cui fondatori agiscono come “guardiani” dei valori e delle competenze.Ogni sede è considerata una vera e propria azienda (unità logistica, di manutenzione e avamposto commerciale).Tutti i collaboratori, indipendentemente dal ruolo, sono visti come imprenditori capaci di creare valore, estendendo il concetto di “imprenditorialità diffusa” a tutta l’organizzazione.”

Da qui  all’eternità

Non è nostra abitudine soffermarci sugli interventi dei comici alle Convention, ma il titolo di questo paragrafo (filmicamente allusivo, che fa riferimento a un cult movie del 1953 premiato con 8 Oscar) intende volutamente riferirsi all’intervento conclusivo del comico Max Angioni. Che, in una visione fantastica, ha immaginato il futuro del Gruppo Venpa tra 100 anni, prendendo in giro con amabile ironia (particolarmente apprezzata da quelli a cui era rivolta) gli attuali “papaveri” e ipotizzando per il Gruppo una lunga vita.

Il segreto della longevità di un’azienda è solo in parte presente nei geni. E’ soprattutto il risultato di azioni (virtuose) che, connesse, perseguono obiettivi comuni con impegno costanza e lungimiranza. L’Oscar (o il Leone d’Oro di Venezia, o la Palma di Cannes, o l’Orso di Berlino) si ottengono ovviamente perché il regista è bravo. Ma se non ci fossero gli attori, il musicista, lo sceneggiatore, il soggettista, il costumista, il truccatore, il montaggista, le comparse…. sarebbero difficilmente raggiungibili in maniera corale, coesa, sintonica.

In “Da qui all’eternità” tutto funzionava, come in un altro film di successo (per esempio Pulp Fiction, del 1994, numero del tavolo assegnato ai giornalisti e film premiato con la Palma d’Oro a Cannes). E forse è per questo che, “Da qui all’eternità” anche a rivederlo ora, dopo tanti anni dalla…Convention (pardon, dalla Premiazione), continua a dare emozioni e a lasciare il segno.

Un consiglio: se avete tempo, andatevelo a rivedere, insieme a tutti quelli che negli anni hanno vinto e che continuano a vincere.

Dimenticavamo: ancora 100 (e più) di questi anni al Gruppo Venpa.

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