Vagli mobili

Essere competitivi

articolo di Costantino Radis

Il mercato ha richieste sempre più pressanti nei confronti delle imprese. Non solo elementi di competitività «spicciola» che sono legati all’organizzazione aziendale ma anche un aggiornamento tecnologico dettato da un quadro normativo complesso e spesso confusionario che condiziona in modo pesante anche l’andamento dei prezzi proprio per la presenza di attori che non sono in grado di valutare correttamente i reali costi di esecuzione.

La competitività diventa – ancor di più in tempi di crisi – l’elemento su cui giocare il futuro aziendale e oggi risiede ancora di più nella capacità di saper affrontare i problemi con soluzioni sempre più efficienti.

È un problema che Fabrizio Rattalino, figlio d’arte che ha saputo portare a livelli di eccellenza la «Rattalino Scavi» di Chieri (To), conosce molto bene.

Un imprenditore tecnico

«Da quando ho iniziato a lavorare con mio padre» ci spiega Fabrizio «ho sempre cercato di differenziare la primaria attività di escavazioni allargando le competenze e il campo di azione verso altri settori affini». E chiarisce subito «Se oggi l’azienda dovesse andare avanti con gli scavi non sarebbe più in piedi nonostante i diversi decenni di attività».

La «Rattalino Scavi» si occupa infatti anche di lavori stradali, urbanizzazioni, opere edili, vendita di materiali edili, riciclaggio di materiali inerti e opere specializzate.

«Il nostro raggio di azione è sostanzialmente provinciale e regionale» ci spiega Rattalino «con una clientela acquisita nel tempo e che, nonostante la forte crisi generale, ci consente di lavorare sempre. Siamo riusciti a circoscrivere il calo di lavoro solo ai subappaltatori che, a malincuore, non utilizziamo più».

Ma sicuramente, in un panorama buio come quello che attanaglia la città di Torino (Chieri è a due passi dal capoluogo piemontese), la «Rattalino Scavi» ha delle caratteristiche che la rendono particolare.

Fabrizio Rattalino ci spiega che «Personalmente ho sempre cercato di ragionare in modo imprenditoriale senza mai slegare il lato tecnico: il profitto doveva nascere dal livello tecnologico delle attrezzature a disposizione dell’azienda e l’ultimo investimento effettuato, il vaglio mobile Sandvik QE341, ne è la piena dimostrazione».

Effettuare un investimento di questa importanza, in un periodo come questo, per una azienda che lavora nel settore delle costruzioni e senza essere finalizzato all’esecuzione di un grande lavoro ma come strategia organica di crescita ha quasi del miracoloso.

«Nel tempo ci siamo resi autonomi al 90% dai fornitori di materiali inerti» ci racconta Fabrizio «grazie alla presenza di due frantoi mobili e alla piattaforma autorizzata per il riciclaggio di inerti e rifiuti da demolizione. Siamo infine arrivati alla decisione di permutare un frantoio e attrezzarci con il vaglio mobile della Sandvik sia per rispondere alle normative vigenti, che per limitare l’uso stesso dell’altro frantoio, che per impostare in modo completamente diverso i lavori svolgendo, quando possibile, una selezione dei materiali già in cantiere».

Un cliente di qualità

Il nuovo Sandvik QE341, novità presentata al Bauma 2013, e acquistato dall’impresa piemontese una volta viste le sue potenzialità e le caratteristiche costruttive, è stato subito messo alla prova con un lavoro particolare per un cliente particolare.

Lo stabilimento della «Martini & Rossi» si trova proprio in Pessione di Chieri, a pochi minuti dalla sede della Rattalino.

«Si tratta di un cliente ormai storico e fidelizzato» ci spiega Fabrizio «con il quale è fondamentale operare nella massima qualità e che ci ha sottoposto un problema da risolvere in tempi strettissimi: rendere coltivabile una zona dello stabilimento che presentava del terreno non idoneo».

Convogliare in discarica tutto il terreno e portare della terra vegetale o eseguire una selezione e una successiva integrazione in loco?

«Conti alla mano, abbiamo deciso di sottoporre un preventivo con la selezione in situ del materiale terroso non idoneo» ci spiega Rattalino «e non solo siamo stati decisamente più competitivi rispetto ai concorrenti ma il ritorno economico per noi è molto più elevato a dimostrazione della validità del Sandvik QE341».

«L’organizzazione interna del lavoro» continua «non solo ci consente di avere ritmi molto elevati ma anche di scaricare gli ingressi della «Martini & Rossi» dal continuo vai e vieni dei camion che, invece, si limitano solo a qualche viaggio di materiale selezionato e trasportato nella nostra piattaforma autorizzata dove poi sarà successivamente frantumato e riutilizzato per sottofondi stradali».

Il Sandvik QE341 ha selezionato oltre 5.000 mc di materiale in una settimana di lavoro, ha consentito una eccezionale riduzione di traffico veicolare (con meno gasolio consumato e meno inquinamento prodotto) e fornendo una soluzione estremamente conveniente sia per la «Martini & Rossi» che per la «Rattalino Scavi».

Sandvik QE341: produttività e versatilità all’opera

Abbiamo visto il Sandvik QE341 proprio nel cantiere della «Martini & Rossi» insieme a Fabrizio Rattalino che ha svolto il suo compito di «Cicerone» con grande passione.

«La scelta di Sandvik è stata dettata sia dalla ottima reputazione del prodotto che dal rapporto estremamente limpido e chiaro che abbiamo da tempo con il sig. Bartolomeo Testa, titolare della Tematec (concessionaria Sandvik per il Piemonte e Valle d’Aosta n.d.a.). Nel tempo ho comprato quasi tutte le mie macchine movimento terra da lui con grande soddisfazione».

E continua «Ho avuto modo di vedere la qualità del QE341 prima al Bauma, poi direttamente in stabilimento in Irlanda e grazie alla professionalità del sig. Testa e di Norbert Lentschig (Business Line Manager Souther Europe n.d.a.) ora questa macchina è qui che lavora».

Il Sandvik QE341 è un mezzo dal peso operativo di 29.770 kg in versione standard, dalla larghezza di 3,00 m, lunghezza di 14.84 m e altezza di 3.40 m in configurazione di trasporto.

«Nonostante le dimensioni importanti» sottolinea Rattalino «riusciamo a trasportarlo senza problemi sui semirimorchi che usiamo per le altre macchine. Una volta chiuso è molto compatto e i tempi di messa in opera sono veramente molto brevi. Come unico appunto ritengo però che Sandvik debba fornire un radiocomando proporzionale di serie perché il carico sulle rampe, usando quello in dotazione, risulta troppo difficoltoso».

Una volta in opera la lunghezza diventa pari a 15.44 m, la larghezza pari a 14.51 m (i nastri hanno una estensione importante) e l’altezza pari a 4.49 m. La tramoggia di alimentazione ha una capacità pari a 7.00 mc e le pareti aperte obbligano alla costruzione di una piccola rampa se si vuole alimentare con una pala gommata. Questo è possibile grazie alla forma allungata del robusto alimentatore a piastre.

La propulsione del sistema idraulico è fornita da un motore Caterpillar C4.4 Stage IIIb da 75 kW il cui serbatoio ha una capacità di 230 litri.

«La produttività del QE341» ci spiega Fabrizio Rattalino «è eccellente non solo in valore assoluto ma anche rapportandola al consumo orario di carburante. Usando il vaglio all’inizio del ciclo di lavoro invece che il frantoio, si ottiene una produttività eccezionale in quanto si frantuma quanto strettamente necessario solo alla fine del ciclo. Il risparmio di gasolio e le usure inferiori sono un altro aspetto che valorizza ulteriormente l’investimento effettuato. Di fatto non un semplice vaglio ma un vero e proprio sgrossatore in grado, con il suo alimentatore a piastre e con la presenza dei finger in acciaio, di lavorare anche con terreni umidi, con grandi elementi intrusivi e con materiali veramente eterogenei».

Screen box: una soluzione competitiva

Nel cantiere della Martini & Rossi il QE341 è stato usato in modo convenzionale con un escavatore che, scavando direttamente il terreno da trattare, alimentava il vaglio che si spostava man mano che il lavoro procedeva. Le frazioni con granulometria inferiore da riutilizzare in loco venivano direttamente scaricate a terra dove una pala gommata provvedeva alla loro stesa immediata riempiendo lo scavo appena effettuato. Le frazioni superiori, invece, venivano caricate direttamente nel cassone di due automezzi che, una volta carichi, provvedevano al trasporto presso la piattaforma di trattamento. In realtà un ulteriore aspetto fondamentale che ha ulteriormente convinto Fabrizio Rattalino nell’acquisto del mezzo è stata la possibilità di poter montare velocemente, sopra il vaglio, uno screen box che aumenta la polivalenza del QE341 e consente di avere tutte le granulometrie commercialmente più usate.

«In questa applicazione» ci spiega «lo vediamo al lavoro con un materiale a matrice terrosa in cui la parte fine è preponderante e in cui lo screen box non si apprezzerebbe».

«Quando invece usiamo il vaglio» continua «con il classico naturale di cava che abbonda nelle nostre zone, riusciamo ad avere tutte le granulometrie grazie all’installazione dello screen box che avviene in modo semplicissimo: basta sollevarlo, appoggiarlo nelle sue sedi con i supporti conici in gomma, collegare con i giunti rapidi le due tubazioni idrauliche che alimentano il motore vibrante del vaglio e il gioco è fatto».

«Non ci sono dadi e bulloni di grande diametro da svitare» ci spiega «che sarebbero sicuramente difficili da azionare dopo un lungo periodo di lavoro risparmiando tempo, denaro e avendo quella flessibilità in cantiere che altre macchine simili non forniscono».

E ci tiene a chiarire «Con l’arrivo del QE341 abbiamo aumentato ulteriormente la nostra autonomia e la nostra capacità di affrontare lavori particolari. Ora acquistiamo esternamente solo la sabbia granita e siamo diventati ancora più competitivi sui lavori di demolizione e bonifica».

Considerazioni minuziose che hanno portato il Sandvik QE341 e Fabrizio Rattalino a incontrarsi sulla strada della competitività.

 

Rattalino Scavi: la preparazione tecnica alla base di tutto

Erano gli inizi degli anni ‘70 quando Mario Bruno Rattalino fondò la sua ditta individuale di scavi e opere stradali. Agli inizi degli anni ‘90 arriva in azienda il figlio Fabrizio che, con l’entusiasmo dei giovani e una capacità tecnica e imprenditoriale di ottimo livello, fa crescere l’azienda in modo esponenziale portandola a essere una delle aziende di riferimento nella provincia di Torino. Forte di un parco macchine di quasi 60 mezzi, la «Rattalino Scavi» svolge oggi lavori di scavo e movimento terra ma, soprattutto, lavori stradali, costruzioni edili civili e industriali, demolizioni, bonifiche, riciclaggio di materiali inerti, opere speciali.

La committenza è sia privata che pubblica grazie anche alla certificazione di qualità UNI-EN ISO 9001-2008 e alle SOA OG3 IV, OG6 IV, OS1 II, OS2 I.

Le basi del successo della «Rattalino Scavi» sono da ricercarsi, oltre che nella ottima organizzazione aziendale e nella capacità imprenditoriale, anche nella volontà di effettuare un continuo ed equilibrato aggiornamento del parco macchine mantenendo il livello tecnologico aziendale su livelli qualitativi elevati.

 

Tematec: una realtà giovane con decenni di esperienza
A sinistra Norbert Lentschig, Business Line Manager Southern Europe di Sandvik, Fabrizio Rattalino della «Rattalino Scavi» e Bartolomeo Testa

La Tematec è una realtà relativamente giovane ma il suo DNA affonda le proprie origini nell’esperienza di Bartolomeo Testa, vero e proprio cuore del movimento terra piemontese.

Forte di quasi quarant’anni di lavoro nel settore con alle spalle una lunga e proficua attività di venditore iniziata in giovane età presso il Consorzio Agrario di Carignano per poi culminare con la nascita della Tematec.

La competenza, la capacità commerciale e la fiducia che i clienti hanno da sempre riposto in Bartolomeo Testa hanno consentito alla Tematec, nonostante il periodo di crisi, di diventare in breve un punto di riferimento sicuro e oggi la struttura, con sede a Villastellone, a pochi minuti da Torino, è concessionaria ufficiale Wacker Neuson, Sandvik, Amman, Venieri, General Breaker e subdealer Hyundai.

Non solo vendita ma anche copertura assistenziale e servizio ricambi – con due persone dedicate e alcune officine convenzionate sul territorio – e noleggio di attrezzature edili, macchine movimento terra, stradali e per la frantumazione mobile.

La collaborazione con Sandvik è stata fin da subito positiva con parecchie macchine al lavoro in Piemonte e Valle d’Aosta anche in periodi difficili come quello che stiamo vivendo.

 

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