Benne vagliatrici

Esordio vincente per Simex

Aperturadi Cristiano Pinotti

Con i primi mesi del 2014  Simex lancerà sul mercato la sua nuova benna vagliatrice VSE, un’attrezzatura frutto di un intenso lavoro di ricerca e che permette di regolare la pezzatura del materiale vagliato direttamente dalla cabina dell’escavatore.

Il campo di prova è un’area tra le più provate degli ultimi anni. Siamo in Emilia, nelle terre devastate dal terremoto del maggio 2012, tra le province di Bologna, Modena, Ferrara e Reggio Emilia. I lavori di ricostruzione, oggi a buon punto, hanno implicato l’abbattimento di numerose strutture giudicate non più recuperabili, generando un’enorme massa di materiali di risulta. Macerie, accumulate in undici siti individuati dal Governo regionale, che vengono cernite e trattate per il ricondizionamento volumetrico per essere riutilizzate in varie applicazioni, quali la realizzazione di piazzali, la costruzione di rilevati e riempimenti di vario tipo. L’enorme opera di smaltimento (oltre 400.000 m3 per effetto immediato del sisma, ma più di due milioni stimati a ricostruzione completata) è stata affidata a sei aziende multiutility che, a loro volta, si avvalgono di imprese specializzate, cui è demandato il lavoro di trattamento del materiale. Fra le imprese cui è stato affidato il trattamento dei materiali di risulta c’è la A&C di San Possidonio, in provincia di Modena. La società, che opera presso il deposito di Mirandola, da lungo tempo utilizza prodotti Simex ed è stata la prima al mondo a impiegare, in una reale situazione operativa, un esemplare di VSE 40 di preproduzione.

Un test di lunga durata

TestoCome si conviene a una macchina che sta per essere lanciata sul mercato, la VSE 40 Simex è quindi stata sottoposta a un severo test di lunga durata. In questo periodo di valutazione sul campo, l’attrezzatura ha dato prova di notevole affidabilità e ha dimostrato tutte le sue capacità produttive; inoltre questo test ha permesso ai progettisti di operare anche ulteriori affinamenti che verranno incorporati nei modelli disponibili a partire dal primo semestre del 2014. I dati ottenuti hanno indicato che la VSE 40, capace di contenere a colmo 1,2 m3, ha ridotto materiale fra 1 e 2 metri cubi al minuto, raggiungendo una media giornaliera di circa 600 m3. Nei 60 giorni della sperimentazione in cui sono state eseguite le rilevazioni, di cui 43 di effettivo lavoro, la VSE 40 ha prodotto inerte di varia pezzatura per circa 24.000 m3.

«La VSE 40 – ha commentato Federico Tamburri general manager assistance di Simex – è destinata a cambiare il modo in cui si procede alla vagliatura e anche per questo abbiamo già previsto il lancio di almeno un altro modello in grado di operare con escavatori di minori dimensioni. La nostra benna vagliatrice offre infatti un chiaro vantaggio rispetto a quelle che permettono di variare la pezzatura solamente sostituendo gli alberi vaglianti. L’oggettiva lentezza e complessità dell’operazione, misurabile in almeno 8 ore di fermo macchina, spesso induce la maggior parte delle imprese a evitare di procedere all’operazione, con la doppia conseguenza di non sfruttare a fondo le potenzialità dell’attrezzatura e, in sostanza, di rinunciare a una maggiore produttività e redditività».

Uno sguardo tecnico

Il sistema idraulico ideato da Simex per ottenere la pezzatura variabile è protetto da brevetto internazionale
Il sistema idraulico ideato da Simex per ottenere la pezzatura variabile è protetto da brevetto internazionale

Ma in cosa consiste la novità proposta da Simex nel settore della vagliatura? L’attrezzatura ideata dal costruttore emiliano offre, in sostanza, un sistema variabile idraulico che non solo semplifica l’utilizzo della macchina ma consente di ampliare le tipologie di applicazione. Grazie alle innovative soluzioni studiate e brevettate da Simex, la VSE 40, pensata per escavatori compresi tra le 24 e 35 t, è in grado di allontanare e avvicinare gli alberi idraulicamente, consentendo all’operatore di variare in continuo la pezzatura del materiale in tutte le misure comprese tra 15 a 45 mm, senza interrompere le operazioni di vagliatura. Gli alberi sono composti da elementi romboidali con dischi di diverso diametro, la cui velocità periferica differisce significativamente provocando una elevata vorticosità del materiale da vagliare, con un forte aumento di produttività. Al contempo gli elementi vaglianti sono facilmente sostituibili per ottenere un’azione delicata o aggressiva sul materiale da lavorare. Inoltre il design da benna standard, quindi senza protuberanze laterali, semplifica il caricamento delle macerie.

Come accennato, la variazione della pezzatura viene effettuata in pochi secondi con azionamento idraulico a comando elettrico, direttamente dal posto di guida della macchina motrice.

La differenza la fa l’innovazione

SimexVSE_3Come non ci stancheremo mai di ripetere, la differenza tra un’azienda vincente e un costruttore che si accontenta di sopravvivere al mercato risiede nella capacità di investire in ricerca e sviluppo. E anche con questa attrezzatura Simex ribadisce una volta ancora un indirizzo aziendale fortemente orientato all’innovazione. Continua Tamburri: «avevamo colto a più riprese l’esigenza, da parte delle imprese, di una benna vagliatrice che riuscisse a variare la pezzatura del materiale in maniera rapida, direttamente sul cantiere. Del resto i modelli già presenti sul mercato, per loro intrinseche caratteristiche, richiedono il ricovero presso le officine e operazioni di sostituzione degli alberi vaglianti che possono richiedere anche più di una giornata lavorativa. La sfida progettuale davanti alla quale ci siamo trovati è quindi stata quella di coniugare un sistema efficiente, con costi accettabili, e che riuscisse a variare, semplicemente mediante l’azione di un martinetto idraulico, la luce tra gli alberi vaglianti. Curiosamente lo spunto per risolvere il dilemma tecnico, cioè riuscire a effettuare lo spostamento degli alberi e dei raschiatori che sono presenti nell’area vagliante, ci è arrivato dal mondo del ciclismo, e precisamente dai cambi di velocità delle biciclette da corsa. Semplificando la materia, come avviene nelle bici anche nella nostra attrezzatura la catena di trasmissione che unisce l’albero centrale agli altri elementi trascinati riesce a muoversi senza variare la propria lunghezza e la propria tensione».

Ovviamente anche quest’ultima «trovata» di Simex è stata brevettata e va ad aggiungersi a un sostanzioso elenco di brevetti che proteggono le attrezzature del costruttore emiliano. «Crediamo molto nella politica della protezione brevettale – conclude Tamburri – e da diversi anni proteggiamo le nostre innovazioni nei mercati principali di sbocco e in quelli dove sono presenti i nostri maggiori concorrenti. Questo ci dà modo di rafforzare le nostre idee, soprattutto quelle buone, proteggendole da eventuali atti di concorrenza sleale, volti all’imitazione scorretta del cuore dei nostri prodotti. Una filosofia che ci ha da sempre portato indubbi vantaggi, in quanto ha spesso tenuto forzatamente lontani alcuni concorrenti impegnati più nell’esercizio delle copiatura che della ricerca e sviluppo

 

[su_box title=”Il mercato secondo Simex”]

Federico TamburriApprofittiamo della cortesia del manager Simex per fare il punto sul mercato del 2013 e aprire una finestra esplorativa sul nuovo anno. Ecco le parole di Federico Tamburri. «Il 2013 va in archivio con un risultato migliore delle aspettative; tuttavia Simex sta continuando a perseguire e implementare la propria ricetta per resistere alla congiuntura economica, non certo favorevole a livello domestico e, in qualche modo, anche Europeo. Abbiamo la conferma che le vendite vadano sempre più inseguite in maniera sistematica anche in Paesi fino a qualche anno fa assenti nella geografia commerciale Simex. Lo sforzo che la nostra azienda sta mettendo in campo con sempre maggiore determinazione è focalizzato a livello commerciale nel presidiare i nuovi mercati in aree come il Medio Oriente, il Sud Est Asiatico, il subcontinente Indiano, cui si aggiungono alcuni Paesi del Sudamerica. Sotto l’aspetto della Ricerca e Sviluppo invece, che è l’altro grande pilastro su cui si basa la nostra azione, stiamo proseguendo su quella che da sempre è la nostra filosofia: lanciare prodotti alternativi e il più possibile innovativi rispetto a quelli già presenti sul mercato. Per quanto riguarda il 2014 lo vediamo come un anno di ulteriore sofferenza per il mercato italiano. A livello continentale, invece, personalmente sono fiducioso. Se da un lato esistono ancora fattori di tensione e di debolezza, dall’altro vedo ottimi segnali per i mercati che hanno sofferto per la crisi dell’Euro. Molti mercati europei possono tornare a dire la loro in maniera importante. Per le aziende fortemente orientate all’export come noi, penso che le prospettive non siano negative».[/su_box] 

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