Fuoristrada

Ecco Sherp, veicolo che arriva ovunque

Sherp è il nuovo veicolo che ha ridefinito gli standard dei fuoristrada. Progettato e costruito da un gruppo dei ingeneri specialisti, sta aprendo un nuovo capitolo nel libro dei veicoli fuoristrada.

Con facilità supera massi, alberi abbattuti ed altri ostacoli fino ad un metro di altezza. Oltrepassa senza difficoltà le paludi e la neve profonda. Con leggerezza passa dall’acqua al ghiaccio circostante nuotando alla perfezione. E’ capace di viaggiare persino con solo due ruote, sulla terra ma anche nelle acque profonde.

Diversi anni di ricerche, prove e centinaia di miglioramenti, che hanno portato alla creazione della versione finale dello Sherp su cui vengono montati esclusivamente componenti ed apparecchiatura di alta qualità, oltre alle tecnologie e le soluzioni migliori confermate e sperimentate negli ambienti più vari

Anteprima per Macchine Edili

Per renderci conto di persona delle qualità off-road di questo singolare veicolo siamo andati a vederlo presso la Laurini Officine Meccaniche, che lo distribuisce in Italia.

La costruzione del veicolo si basa su un telaio rinforzato per aumentarne affidabilità e sicurezza. Il telaio è completamente galvanizzato (zincato a caldo) per custodire il ferro dalla corrosione e renderlo praticamente indistruttibile. La scocca del veicolo è stata costruita in alluminio per renderlo al contempo più leggero e forte, oltre al fatto che non arrugginisce.

Sherp monta un motore Kubota: il consumo medio è di 2/3 litri di diesel per un’ora di lavoro, a seconda del tipo di superficie che si sta affrontando. Il serbatoio principale contiene 56 litri, ma opzionalmente vengono montati dei serbatoi ausiliari nei cerchioni delle ruote – di 58 litri ciascuno.

Il sistema dei sensori monitora in continuazione la temperatura del liquido refrigerante e la pressione dell’olio. In caso di valori critici il sistema segnala il problema al conducente prevenendo guasti al motore.

Sul prossimo numero di Macchine Edili l’articolo di Paolo Raffaelli, che l’ha provato per noi.

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