Extreme By Nature Tour

Due duri (Astra) in giro per il mondo

Due 8×6 in versione dumper delle gamme HD9 e HHD9 di Astra sono impegnati nel tour mondiale Extreme By Nature. Tappe dimostrative in cava e miniera in Spagna, Germania, Australia e Italia (il 27 e 28 di maggio prossimo a Calenzano, in provincia di Firenze).

I camion per impieghi heavy-duty vanno messi alla prova in condizioni estreme d’utilizzo. E’ la missione assegnata a due 8×6 di Astra in versione dumper appartenenti alle gamme HD9 e HHD9, impegnati nel giro dimostrativo mondiale Extreme by Nature Tour.

Che prevede numerose tappe in diversi paesi europei, fra i quali Spagna, Germania e Italia, nonché una trasferta nell’emisfero Sud, in Australia, sede di imponenti miniere a cielo aperto. L’Extreme by Nature Tour è un giro del mondo nel quale polvere, fango, rocce e carichi estremi la fanno da protagonisti. I due veicoli Astra, caratterizzati da una speciale livrea off-road, sono stati progettati e configurati per rispondere a qualsiasi esigenza nelle condizioni d’impiego più gravose. Gli 8×6 lavoreranno per alcuni mesi in molteplici cantieri nel mondo. Dotati del sei cilindri in linea Cursor 13 da 500 CV sviluppato da FPT Industrial abbinato a un automatico Allison a sette marce con convertitore di coppia e rallentatore idraulico integrato, i due autotelai presentano soluzioni tecniche specifiche per incrementare la robustezza, l’affidabilità e la vita utile, massimizzando così la produttività nelle cave e nelle miniere. Ogni singolo componente è stato progettato e sviluppato per resistere alle sollecitazioni più severe e impegnative durante la marcia in fuoristrada.

Le soluzioni ideate da Astra comprendono assali e ponti rinforzati con portate fino a 11 ton sull’anteriore e fino a 40 tonnellate sul tandem posteriore e un telaio speciale heavy duty costituito da due longheroni in acciaio ad alta resistenza con sezioni di grandi dimensioni e rinforzato internamente. A ciò si aggiunge l’esclusivo ‘Power ring’ per il tandem, che contribuisce ad aumentare la robustezza dell’intero telaio. Si tratta di una struttura ad anello chiuso della sospensione posteriore, costituita da spalle carrello in ghisa e da una traversa inferiore, che permette di ridistribuire in modo ottimale gli sforzi sul tandem. Consente, inoltre, di ottenere una portata fino a 40 tonnellate. In aggiunta a ciò, uno dei due veicoli del tour presenta ponti posteriori con carreggiata speciale di 2,9 m di larghezza, che migliora la stabilità durante la guida e nella fase di scarico del cassone. Andare verso l’estremo è parte della storia e del DNA di Astra. Ogni veicolo è progettato e costruito per affrontare missioni impossibili in condizioni estreme. Ed è proprio in queste situazioni, apparentemente insuperabili, che i veicoli della Casa italiana dimostrano di che pasta sono fatti, portando a termine con successo i compiti di trasporto loro affidati.

L’identikit dei due protagonisti

L’HD9 86.50 8×6 Astra in versione dumper dell’Extreme by Nature Tour si differenzia dagli altri mezzi fuoristrada della Casa italiana per la presenza del cambio automatico Allison HD 4700 a sette rapporti.

L’unità di Allison Transmission sostituisce il tradizionale Ecosplit 4 di ZF a 16 marce a innesto meccanico o l’automatizzato Astronic, sempre di ZF, a 12 rapporti con software di cambiata off-road.

La catena cinematica dell’8×6 è basata sul sei cilindri in linea Cursor 13, tarato a 500 CV a 1.900 giri al minuto, con coppia di picco di 2.300 Nm nell’intervallo da 970 a 1.525 giri al minuto. Completa la driveline il ripartitore Steyr VG 2700, con rapporti di trasmissione di 1:0,913 e 1:1,407. L’HD9 86.50 monta sospensioni paraboliche rinforzate, costituite da quattro foglie (di 29 per 90 mm) sui primi due assali e da cinque foglie (da 40 per 100 mm) sul tandem da 40 ton. Il motoassale anteriore rinforzato è Kessler, così come il doppio ponte posteriore con riduzione centrale mediante coppia conica e ai mozzi con ingranaggi epicicloidali. L’impianto frenante di servizio è basato su unità a tamburo con doppia rotocamera. Al cambio automatico è abbinato un retarder idraulico. La gommatura è 325/95 R 24.

L’automatico Allison HD 4700 a sette rapporti montato sull’HD9 86.50 agevola le partenze in salita nelle condizioni off-road estreme grazie alla presenza di un convertitore di coppia, che moltiplica la coppia in ingresso generata dal motore. Alle spalle del convertitore si trovano un treno di ingranaggi epicicloidali, un modulo di controllo con i relativi sensori, un circuito di raffreddamento del fluido idraulico e un rallentatore. Il convertitore di coppia, a sua volta, prevede una pompa collegata all’albero motore, una turbina azionata dalla pompa, uno statore, che funge da elemento di reazione e di moltiplicazione della coppia, e una frizione di blocco. L’insieme degli ingranaggi planetari determina i rapporti disponibili e la direzione del moto.

Per terreni impossibili

Oltre alla gamma HD9, Astra propone anche modelli per compiti ancora più gravosi su fondi impossibili, gli HHD9. L’86.50 8×6 HHD9 del Tour è classificato Macchina Operatrice, secondo le disposizioni della Direttiva Macchine. L’8×6 fa parte di una gamma sprciale della Casa italiana, denominata 11 ton, secondo la portata massima di ciascuno dei due assali anteriori. Questa serie comprende due modelli a quattro assi in configurazione 8×4 e 8×6. Sono proposti con larghezza standard di 2,55 metri o di 2,87 metri d’ingombro. Le motorizzazioni FPT Cursor sono disponibili con classe d’inquinamento Euro VI, Euro V o Euro III, secondo le normative vigenti nei mercati Ue o extra-Ue di destinazione.  Una delle caratteristiche distintive degli HHD9 11 ton è rappresentata dall’adozione di assali Meritor al posto dei Kessler per impieghi heavy duty montati su altri modelli. Quelli anteriori con riduzione ai mozzi sono da 11 tonnellate di portata, mentre il tandem, anch’esso con riduzione ai mozzi, è da 40 ton. Le sospensioni sono costituite da balestre paraboliche a quattro foglie sul primo e secondo assale e da elementi parabolici a cinque foglie pivotanti su un perno centrale (cantilever) posteriormente. L’impianto frenante, di tipo misto, prevede dischi sull’anteriore e masse a tamburo con camme a Z con recupero automatico del gioco sul tandem da 40 ton. Gli HHD9 adottano un telaio rinforzato. Che è costituito da due longheroni di 10 millimetri di spessore, distanziati fra loro di 820 millimetri, con un’anima da 320 millimetri e piattabande da 90 millimetri. La struttura è rinforzata con due elementi longitudinali a C (interni ai longheroni) di 6 millimetri di spessore. Questa soluzione assicura un’elevata rigidità torsionale e un alto grado di stabilità al veicolo, anche in condizioni off-road estreme. L’omologazione come dumper consente all’86.50 di avere una massa totale a terra superiore a quella di un mezzo d’opera tradizionale. Il peso a pieno carico dell’8×6 può, infatti, arrivare a 65 tonnellate (in condizione di sovraccarico, per periodi limitati), se la velocità in miniera non supera i 40 chilometri l’ora.