Cantieri

Demolire in pieno centro

di Claudio Guastoni

Manfreda Scavi, azienda milanese specializzata in scavi, demolizioni e bonifiche, ha appena demolito un edificio ubicato a Milano in via Bordoni 6. L’edificio faceva parte di un complesso a forma di quadrilatero (composto da 5 fabbricati, tutti da abbattere) situato tra la Stazione Centrale e la Stazione di Porta Garibaldi, in un’area soggetta a intenso traffico. Realizzato tra fine Ottocento e inizio Novecento, l’edificio farà posto a un nuovo fabbricato destinato a uso residenziale. L’intervento ha richiesto all’impresa uno studio approfondito e la verifica di alcuni punti fondamentali:

• considerare la posizione urbana dell’edificio;

• valutarne destinazione d’uso passata e futura;

• tener conto dell’epoca di costruzione per conoscerne i materiali utilizzati;

• definire l’entità della demolizione da eseguire considerando la volumetria completa;

• verificare eventuali interferenze tra l’edificio da demolire e le strutture circostanti;

• organizzare il cantiere valutando ambiente operativo, vie di accesso al cantiere e spazio di manovra di macchine operatrici e autocarri per il carico e il trasporto dei detriti.

L’area è stata delimitata con pannelli ciechi per consentire ai mezzi meccanici di operare con tranquillità all’interno del cantiere, predisponendo l’opportuna segnaletica e movieri per la gestione del traffico. Per evitare di rovinare il manto stradale delimitato è stato gettato uno strato di sabbia, e per salvaguardare la viabilità, la recinzione mobile veniva installata al mattino presto, prima dell’inizio delle lavorazione, e smontata alla sera, limitandola, durante le ore notturne, a un’area sufficiente per mettere in sicurezza il cantiere.

L’edificio era costituito da 4 piani fuori terra con copertura a falde, e un piano interrato. La struttura portante era composta da muratura in mattoni pieni, i solai erano in legno con travi principali ordite da fronte strada a cortile interno e assito di ripartizione.

L’intervento è iniziato con lo strip-out rimuovendo, con attrezzature manuali, infissi esterni, esterni, sanitari, ecc., e caricando il tutto su autocarri per il trasporto alle discariche autorizzate. Poi, verificata l’inesistenza di interferenze con gli edifici limitrofi, è giunto in cantiere un escavatore cingolato PMI 460 Demolition con cabina inclinata e carro allargabile, munito di braccio da demolizione di 24m e pinza idraulica frantumatrice NPK 18. La demolizione meccanica è iniziata partendo dall’esterno del fabbricato e nella parte centrale, per realizzare una breccia, per poi proseguire con l’abbattimento del resto del fabbricato, procedendo dall’alto verso il basso. Accanto al PMI 460 era presente un escavatore gommato PW160 utilizzato per caricare le macerie direttamente su autocarro evitando così accatastamenti del materiale in cantiere. Durante i lavori, per evitare il sollevamento delle polveri è stato utilizzato un erogatore d’acqua, irrorando sia le murature che i materiali di risulta.

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