Formedil Italia organizza al Saie (7-10 ottobre 2026, Bologna) parecchi eventi, mirati soprattutto alla sicurezza e alla formazione degli operatori. Ecco la nostra intervista al Direttore di Formedil Italia, Stefano Macale.
Formedil parte dalle persone

Formedil Italia, un nome che racchiude la sua missione: la formazione nel settore delle costruzioni. Come e quando è nato l’Ente, quali obiettivi si è posto e qual è oggi il suo ruolo nel mondo delle costruzioni e nei cantieri?
Il punto di partenza, per noi, sono sempre le persone. Formare significa dare a chi lavora gli strumenti per svolgere bene il proprio mestiere, crescere professionalmente e lavorare in sicurezza. È con questa missione che Formedil Italia nasce nel 1980, all’interno del sistema bilaterale delle costruzioni, e da allora accompagna l’evoluzione del settore attraverso una rete capillare di Enti presenti su tutto il territorio nazionale.
In oltre quarant’anni è cambiato profondamente il modo di costruire e, insieme a questo, è cambiato anche il nostro modo di fare formazione. Oggi cambiano le tecniche, le macchine, i materiali, entrano nuove tecnologie e nascono nuove specializzazioni. Il nostro compito è essere vicini alle esigenze reali di imprese e lavoratori, preparando professionalità in grado di affrontare questa trasformazione.
La sicurezza è parte integrante di questo percorso. Non è qualcosa che si aggiunge alla formazione, ma un elemento del modo stesso in cui un mestiere viene appreso ed esercitato. È questo, in fondo, il ruolo che vogliamo avere nel cantiere: contribuire a far crescere persone preparate, consapevoli e capaci di affrontare un settore che continua a cambiare.
Le iniziative di Formedil al Saie
Quali sono le più importanti iniziative di Formedil al Saie, soprattutto quelle che interessano gli operatori di macchine in cantiere, come il Gruista dell’anno, l’Excavator Challenge e il Palista virtuale dell’anno? Come si svolgono e qual è il loro obiettivo?
A Saie Formedil Italia ha scelto di portare la formazione fuori dall’aula, trasformandola anche in esperienza, confronto e competizione.
Quest’anno torna il Gruista dell’anno, una competizione che abbiamo voluto riproporre dopo diversi anni e che a Saie vedrà gli operatori confrontarsi in una serie di prove nelle quali saranno determinanti padronanza della gru, precisione e corrette modalità operative.
Accanto al Gruista dell’anno ci sono l’Excavator Challenge e il Palista virtuale dell’anno, che permettono di misurarsi con altre tipologie di macchine e, nel caso della pala, anche attraverso la simulazione.
La competizione, però, è solo lo strumento. Quello che ci interessa è valorizzare la professionalità degli operatori e, contemporaneamente, utilizzarla per parlare ai giovani. Vedere un gruista o un escavatorista all’opera, provare un simulatore, cimentarsi in prima persona è molto più efficace che raccontare un mestiere in astratto.
Se vogliamo avvicinare le nuove generazioni alle costruzioni dobbiamo anche cambiare il modo in cui presentiamo il settore. Queste iniziative ci aiutano a mostrare mestieri tecnici, qualificati e con concrete possibilità di crescita professionale.
Le altre iniziative Formedil nel 2027
Il cantiere sta cambiando, la sicurezza sta diventando indispensabile in tutte le attività, insieme alle competenze e alla formazione. Qual è il calendario delle iniziative – minicorsi, percorsi dedicati, ecc. – che Formedil intende promuovere nel corso del 2027?
Nel 2027 Formedil Italia continuerà a lavorare su una formazione sempre più vicina a ciò che accade realmente nei cantieri e capace di accompagnare i cambiamenti che stanno interessando il settore.
Una parte importante riguarderà l’utilizzo di macchine, attrezzature e nuove tecnologie, con percorsi che affianchino alla formazione tradizionale esercitazioni, dimostrazioni e strumenti di simulazione. L’obiettivo è rendere l’apprendimento sempre più concreto e legato alle situazioni che gli operatori incontrano nel lavoro quotidiano.
C’è poi un altro tema a cui Formedil Italia dedica da tempo particolare attenzione: la formazione delle persone più vulnerabili e il loro inserimento lavorativo. Crediamo che il nostro sistema possa svolgere un ruolo importante nel creare percorsi che offrano competenze spendibili e reali opportunità di ingresso nel mondo del lavoro. Un impegno che quest’anno ha ricevuto anche un riconoscimento significativo con il premio “We Welcome”, promosso da UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, nell’ambito dell’evento “Welcome e Giornata Mondiale del Rifugiato 2026”.
Su questi fronti sarà fondamentale il lavoro della nostra rete territoriale, che ci permette di conoscere da vicino i fabbisogni delle imprese e delle persone e di tradurli in percorsi concreti. La formazione, per noi, deve essere in grado non solo di accompagnare l’evoluzione del cantiere, ma anche di creare opportunità di crescita, inclusione e lavoro.
Saie, Formedil e il cantiere di domani
Saie ha una caratteristica per noi fondamentale: mette insieme, nello stesso luogo, i diversi protagonisti delle costruzioni. Ci sono le imprese, i produttori di macchine e tecnologie, i professionisti, i lavoratori e il mondo della formazione. È quindi il luogo naturale nel quale confrontarsi su come sta cambiando il settore.
Per Formedil Italia essere qui significa soprattutto poter mostrare concretamente la nostra idea di formazione. Non soltanto convegni e momenti di approfondimento, ma prove, dimostrazioni, competizioni e occasioni nelle quali entrare direttamente in contatto con tecnologie e modalità di lavoro nuove.
Il cantiere di domani sarà inevitabilmente diverso da quello che conosciamo oggi. Avremo macchine più evolute, maggiore digitalizzazione, nuovi materiali e processi sempre più orientati alla sostenibilità. Ma nessuna innovazione funziona davvero se non ci sono persone in grado di governarla.
È questa la visione che vogliamo portare a Saie: mettere la persona al centro del cambiamento e fare della formazione lo strumento che permette al settore di evolvere.



