Dati di mercato

Come sta andando il mercato?

Il 2026 inizia con molte incertezze per il mercato delle costruzioni dopo vendite ed export in lieve calo nel 2025

Nei dodici mesi del 2025 sono state immesse sul mercato italiano 21.740 macchine per costruzioni, con un calo dell’1% rispetto al 2024. Nel dettaglio, le macchine movimento terra vendute sono state 20.699 (-1%) e 1.041 le macchine stradali (+2%). I dati, elaborati sulla base dei risultati di vendita di produttori e importatori del settore, sono stati diffusi da Unacea durante la conferenza stampa.

Secondo l’ultimo Report commercio estero Unacea-Cer, gli scambi internazionali di settore risultano in calo: tra gennaio e ottobre 2025, le esportazioni di macchine per costruzioni italiane si sono attestate sui €2,6 miliardi, registrando una diminuzione del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2024. Le importazioni invece sono cresciute del +5,9% raggiungendo il valore di €1,8 miliardi. Nonostante una flessione del 18,7% rispetto al 2024, il saldo della bilancia commerciale resta in attivo con un avanzo di €721 milioni.

Luca Nutarelli

Siamo in un contesto internazionale segnato da conflitti commerciali che deprimono importazioni ed esportazioni – ha dichiarato Luca Nutarelli, direttore di Unacea. “La filiera produttiva del nostro comparto e le vendite in Italia vengono penalizzate da tutto ciò che deforma il mercato, sia sul versante dei dazi esteri che su quello introdotto dal vincolo del made in Eu per l’iperammortamento inserito in legge di bilancio.”

E’ l’iperammortamento l’ago della bilancia

Unacea stima che qualora il provvedimento per l’iperammortamento rimanesse confinato ai soli paesi Ue il mercato italiano si contrarrebbe di un terzo, mentre in assenza di tale vincolo si sarebbe potuto espandere fino all’8%. Su numerosi segmenti di prodotto, infatti, l’offerta Ue di macchine e tecnologie risulta molto limitata. I produttori italiani del settore, inoltre, non necessariamente realizzano la totalità dell’offerta di prodotto nell’Unione, ma dipendono anche da impianti di produzione dislocati in paesi non Ue. Il restringimento di mercato su alcune tipologie di macchine, infine, rischia di ripercuotersi sulle attrezzature che vengono montate su tali mezzi.

I commenti

Mario Michele Spinelli

Dall’analisi dei dati delle macchine stradali emerge come i volumi siano rimasti sostanzialmente stabili per cinque anni consecutivi: una riduzione della domanda è attesa per la saturazione del mercato, ma una parte del parco macchine è già in fase di rinnovo, quindi le prospettive sono stabili” – ha dichiarato Mario Michele Spinelli – amministratore delegato di Wirtgen Macchine. “L’ultimo trimestre del 2025 è stato positivo, mentre l’inizio del 2026 appare fermo per i dubbi che bloccano le decisioni dei clienti. È quindi fondamentale comprendere rapidamente quali siano le prospettive per consentire una reale ripartenza.”

David Bazzi

In presenza di incentivi fiscali i clienti sono maggiormente propensi a sostituire e acquistare macchine nuove” – ha dichiarato David Bazzi, amministratore delegato di Komatsu Italia Manufacturing. “Tuttavia, il clima di incertezza ha rallentato il mercato. Il 2026 avrebbe dovuto essere l’anno di conclusione dei fondi Pnrr, con una conseguente accelerazione per completare i lavori e ottenere i benefici previsti, ma al momento, siamo in attesa di capire come si evolverà il quadro e quali saranno le prossime decisioni.”

Gianluca Calì

L’andamento del nostro mercato è il risultato della combinazione tra il livello di attività nei lavori e l’effetto degli incentivi che rappresentano uno stimolo diretto agli acquisti” – ha dichiarato Gianluca Calì, direttore marketing di Cgt. “Il 2026 avrebbe potuto beneficiare di un’ulteriore accelerazione, ma è probabile un risultato inferiore alle attese, con un impatto trasversale sull’intero mercato e una penalizzazione complessiva della domanda. È inoltre probabile che si ripeta quanto già accaduto nel 2024 con l’incertezza legata alla 5.0. Anche l’inizio del 2026 potrebbe essere molto debole perché le aziende tenderanno ad attendere chiarimenti ed evoluzioni della normativa prima di decidere se investire.”

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