Dati & Progetti

Un utile strumento per le imprese

Si iscrive nell’ottica di fornire strumenti  per intercettare le opportunità di business  (per le imprese edili, i costruttori di macchine e componenti, i progettisti),  l’iniziativa dellIntermat Construction Observatory 2018 che elenca tutti i progetti di lavori pubblici  (e i relativi finanziamenti) e le potenzialità dei mercati europei ed extraeuropei che verranno  portati a termine entro il 2030. I settori presi in esame riguardano la logistica, dell’ambiente, delle cave e delle miniere, delle ferrovie, delle infrastrutture stradali, del residenziale, dell’energia…

Si tratta di un vero e proprio monitoraggio dei progetti edili con 150 progetti analizzati nella zona EMEA con l’obiettivo di individuare i mercati con un forte potenziale, offrire nuove opportunità di sviluppo, valorizzare le sinergie tra espositori e decision maker internazionali e stabilire una forte relazione con i settori d’applicazione.

Naturalmente tra i paesi analizzati c’è anche l’Italia su cui incide il peso del debito pubblico e i modesti investimenti in opere pubbliche. Nell’Osservatorio vengono citati i più importanti progetti italiani attualmente in essere: il tunnel ferroviario del Brennero (che dovrebbe aprire nel 2026), linea ferroviaria Napoli Bari (lavori iniziati nel 2015, che dovrebbero terminare nel 2022), linea ferroviaria Genova Alessandria (pronta nel 2021), autostrada Roma Latina (fine prevista 2024), espansione dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma (fine 2021/2024), Linea 4 della metropolitana milanese (pronta nel  2022), lavori stradali di connessione tra Ancona, A14 e SS16 (fine nel 2021), raddoppio della linea ferroviaria Catania/Enna/Palermo (fine 2022), variante  SS95 Tito/Brienza/Potenza, 6° lotto (fine 2020), costruzione  dell’Istituto per la protezione e la sicurezza dei cittadini (IPSC) della sede di Ispra della Commissione europea.

Bene. Se confrontiamo questi progetti con quelli degli altri Paesi (e non solo con la Francia, che con il progetto Grand Paris è al top), rimaniamo sorpresi per la modestia di quasi tutti i lavori in programma in Italia (fa eccezione forse la costruzione della M4 a Milano).

Dal punto di vista delle macchine necessarie per portare a termine i lavori italiani, secondo l’Osservatorio le più richieste dovrebbero essere frese, finitrici, rulli (per i lavori stradali) e macchine movimento terra compatte.

La lettura comparata dei dati macroeconomici veicolati dall’Osservatorio non è particolarmente consolante per noi. Tuttavia emergono due nostri punti di forza – il comparto industriale e le case costruttrici di macchine ma soprattutto di componenti – che fanno nonostante tutto dell’Italia il secondo Paese europeo dal punto di vista della produzione di prodotti dedicati al settore delle costruzioni. E tra i maggiori fornitori al mondo.

E l’Italia  dovrebbe continuare a rimanere la terza maggiore economia nell’Eurozona dietro Germania e Francia e prima della Spagna.

Le previsioni ottimistiche dell’Ance (+0,8% nel 2017 per il settore delle costruzioni), favorite dalle misure fiscali e dagli investimenti stanziati per le infrastrutture, dovrebbero essere confermate (e auspicabilmente migliorate) anche per il 2018.

Intermat 2018 sarà un po’ la cartina di tornasole per il nostro mercato: si registrano nuovi espositori italiani nei 4 macro settori del Salone (movimento terra e demolizione, macchine stradali e fondazione, industria del calcestruzzo, sollevamento, movimentazione e trasporto), soprattutto attivi nel mondo della componentistica e fornitura di sistemi tecnologici avanzati.

Così, tra luci ed ombre, ancora in bilico tra crisi e ripresa, si avvia alla fine un 2017 che, comunque vada, potrà essere in ogni caso archiviato come un anno di riscossa (anche se moderata), nel mondo delle macchine da costruzione.

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