Emissioni diesel

Se questo è un test….

Credito fotografico: La Stampa

I gas di scarico delle auto diesel dei colossi tedeschi non sono stati provati solo su scimmie, ma anche su cavie umane.

Almeno, è quello che sostengono Sueddeutsche Zeitung e Stuttgarter Zeitung, rivelando nuovi particolari sui test.

Secondo i media sopra citati, l’EUGT (European Research Group on Environment and Health in the Transport Sector) nata nel 2007 per volere delle case automobilistiche per una ricerca sulle emissioni dei motori Diesel (e sciolta nel 2017 in seguito al dieselgate) avrebbe promosso “un breve studio di inalazione con ossido d’azoto su persone sane”.

“Venticinque persone sono state sottoposte a dei controlli presso la clinica universitaria di Aquisgrana dopo che avevano respirato, per diverse ore, e in diverse concentrazioni, dell’ossido d’azoto», afferma la Sueddeutsche Zeitung.

E anche se non sarebbero stati rilevati (per ora….) effetti negativi sulle cavie umane, questo caso pone inquietanti interrogativi sui limiti etici della ricerca scientifica.

Ieri è arrivato in redazione il seguente comunicato del Gruppo Daimler:

Alla luce di quanto avvenuto, ci teniamo a fare immediata chiarezza sulla posizione del Gruppo Daimler, ribadendo la nostra posizione in merito a quanto emerso.

  • Ci dissociamo espressamente dagli studi e dall’EUGT.
  • Siamo sconvolti dalla natura e dalla portata degli studi e dalla loro attuazione.
  • Condanniamo gli esperimenti nel modo più assoluto.
  • L’approccio di EUGT contraddice i nostri valori ed i nostri principi etici.
  • Anche se Daimler non ha avuto influenza sulla progettazione dello studio, abbiamo avviato un’indagine approfondita sulla questione.

 Limiti etici?

Ho speso tutta la mia vita per la libertà della scienza e non posso accettare che vengano messi dei chiavistelli al cervello”, così esordiva nel 2001 Rita Levi Montalcini nel suo discorso tenuto nella biblioteca di Montecitorio e, a distanza di diciassette anni il quesito è sempre lo stesso: vi sono delle barriere che la scienza non può e non deve valicare? Fin dove ci si può spingere ? E’ giusto porre dei limiti agli esperimenti scientifici in modo tale da evitare risvolti negativi?

Ovviamente attendiamo che si faccia luce su una vicenda che continua ad avere parecchi lati oscuri. Ma sorge spontanea una domanda. Che bisogno avevano (se lo hanno fatto davvero, in epoca di fake news questo dubbio è lecito) i costruttori di testare su animali e umani gli effetti deleteri delle emissioni dei gas di scarico quando sarebbe bastato prelevare a caso un qualsiasi pedone (bipede o quadrupede che fosse) nelle ore di punta del traffico cittadino e sottoporlo a un regolare test?

Non amiamo la dietrologia ma se in questo caso, di avvelenato e avvelenante – oltre ai gas di scarico – ci fosse qualcos’altro?

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