Ambiente & Futuro

L’ambiente è un business. Ecco perché.

Se mai ce ne fosse stato bisogno, abbiamo avuto conferma di quanto la sostenibilità ambientale sia un colossale affare. Oltre che un imperativo categorico per tutti, se non vogliamo che il pianeta si disintegri presto.

Al di là dei catastrofismi, a Ecomondo 2017 abbiamo capito che nel mondo dell’automotive macchine, impianti, componenti non saranno mai più come prima. E sarà un bene che i costruttori si adoperino al più presto per cavalcare la transizione energetica in atto mettendo a punto nuovi prodotti e adottando nuove tecnologie su larga scala.

Molti hanno già veicolato il concetto, utilizzando slogan accattivanti come “Facciamo Ecologia attraverso la Tecnologia” (Komatsu), “Per il nostro pianeta, per il tuo business” (Iveco), “Green Recycling rispettiamo l’ambiente” (SCAI)…..

Il cuore di questa rivoluzione profonda sono ovviamente i carburanti alternativi che, prima o poi, tutti noi dovremo adottare non solo per la mobilità urbana, ma anche per alimentare le macchine operatrici cui (sempre prima o poi) potrebbe venir negato l’accesso nei centri storici e anche nei cantieri extraurbani se non in possesso di determinate caratteristiche.

Ma a Ecomondo si è parlato anche di risorse idriche alternative (per esempio di desalinizzazione, di materie prime circolari, di tecnologie innovative quali l’Internet of Things e l’analisi dei Big Data).

Alla logica del profitto (che ovviamente continua a rimanere il pilastro di un’economia sana e competitiva) si affianca sempre più quella della condivisione – anche tra le aziende – che guarda al futuro e ha come obiettivo comune maggior efficienza energetica, minor emissione di CO2, maggior produttività, maggior tutela nostra e delle generazioni future.

Insomma, la green economy è un dato di fatto da cui nessuno potrà più prescindere e che va oltre l’ambiente puramente inteso. E’ come se finora, infarcendo le nostre conversazioni con la parola ambiente, avessimo scherzato. Invece adesso si fa sul serio: i prodotti escono dalla fase prototipale, sono sul mercato, sono commercializzabili, utilizzabili.

Senz’altro si tratta di una rivoluzione tecnologica epocale che, per avere un senso e dare risultati,  deve però andare di pari passo con una evoluzione dei comportamenti individuali e collettivi che non può più essere rimandata. Ed è forse proprio su quest’ultimo aspetto che dovranno maggiormente lavorare le scuole, le Università, i centri di formazione.

Un compito non facile, soprattutto in Italia, Paese in cui si è sempre guardato con un po’ di diffidenza all’introduzione di nuove tecnologie (basti pensare a quanta fatica abbia fatto ad affermarsi l’elettronica nelle macchine movimento terra…).

Per finire, qualche curiosità colta qua e là a Rimini: il macchinario che raccoglie gli abiti usati senza maniglia basculante, ma con un’apertura antintrusione di più facile utilizzo, touch-screen digitale e possibilità di selezionare dal monitor un buono sconto. La App concepita per supportare i tecnici nei rilievi energetici e strutturali delle scuole e che misura i consumi energetici e la vulnerabilità sismica degli edifici scolastici. La pista ciclabile che consente di pedalare immersi in una scia luminosa, senza bisogno di elettricità. In esposizione anche l’auto ad aria compressa alimentata da energia prodotta dal vento, il triciclo elettrico a pedalata assistita, allestito con vasca ribaltabile per la raccolta rifiuti, 100% ecologico. E, per finire, la prima compostiera mobile al mondo che riceve rifiuto organico e, direttamente, processa il materiale per farlo diventare compost.

Il futuro si scrive adesso.

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