Tunnel Boring Machine

La TBM Agata muove i suoi primi passi

di Luca Masaracchio

Ha emanato i suoi primi vagiti, l’ultima Tunnel Boring Machine con le insegne della Cooperativa Muratori e Cementisti di Ravenna, che ha iniziato a scavare a Misterbianco a pochi km ad est di Catania, per il prolungamento della rete metropolitana del capoluogo etneo, rispondendo alla crescente domanda da parte dell’utenza, entusiasta dei vantaggi del metrò.

Seguendo la tradizione del costruttore ravennate, sulla scia della sorella maggiore Barbara, la quale ha scavato le due gallerie “Caltanissetta” sulla SS 640 (ME n. 4 di settembre 2015), anche a questa TBM è stato dato il nome: Agata in onore alla martire cristiana, protettrice della città di Catania.

Al momento della nostra visita, accediamo in galleria scendendo attraverso una serie di rampe di scale, ancorate al pozzo di lancio, guidati dall’addetto alle relazioni esterne della società appaltatrice dott. Salvatore Picone.

Antonino Pulejo

L’ing. Antonino Pulejo è il direttore tecnico dei due lotti che la CMC sta realizzando per conto della stazione appaltante, la Ferrovia Circumetnea, (Gestione Governativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), due tratti di linea ferroviaria metropolitana a scartamento ordinario ed a trazione elettrica a 3 kV in corrente continua – il primo oggetto della nostra visita – inerente la costruzione della tratta Nesima-Monte Po, esteso 1,7 km con due nuove stazioni in direzione Misterbianco: Fontana (in corrispondenza dell’Ospedale Garibaldi Nuovo) e Monte Po (in territorio di Misterbianco); il secondo lotto riguarda la tratta da Piazza Stesicoro a Piazza Palestro (in direzione Aeroporto).

Una TBM ad hoc

L’ing. Emiliano Nuzzo (SWS Engineering Spa – Trento), ci racconta la storia della TBM impiegata in questo cantiere, costruita dalla tedesca Herrenknecht AG, che raggiunge un diametro scavo di 10,60 mt. Il tunnel ferroviario avrà un diametro “finito” di 10,32 mt (interno pari a 9,60 mt), ogni concio ha uno spessore di 32 cm e percentuali di armatura pari a 140 kg/mc, in fase di partenza è stata realizzata una struttura in acciaio per avere una spinta ulteriore, oltre ai 10 anelli confinati esternamente, iniziando a scavare attaccando la roccia dai 20.000 Kilo Newton, aumentando poi gradualmente, si possono raggiungere anche i 100.000 KN!

Emiliano Nuzzo

Gli approvvigionamenti necessari alla TBM sono l’impianto di aria compressa che deve garantire un consistente flusso con una doppia valenza, una parte per garantire il flusso d’aria per i lavoratori, un’altra per miscelare i prodotti necessari allo scavo: schiuma ed acqua, eventuali schiume polimeriche, oggetto di un attento studio al fine di rispettare i parametri ambientali, oltre naturalmente all’impianto per la malta; il versante dei consumi elettrici si attesta a quota 6 megawatt, gli addetti alla TBM sono 120 suddivisi su 4 turni giornalieri 24/7 mentre ulteriori 30 unità tra CMC e subappaltatori sono impiegate nel cantiere per la realizzazione delle opere civili nella stazione Monte Po.

La TBM ha degli importanti trascorsi in Spagna dove ha lavorato per Acciona S.A. alla realizzazione della metropolitana di Gijón, prima di essere acquistata dalla CMC per conto della quale è stata revisionata presso il quartier generale della società spagnola, quindi su richiesta del costruttore ravennate la Herrenknecht ha realizzato una nuova testa fresante, con una diversa collocazione degli utensili di scavo e percentuali di chiusura diverse, per affrontare al meglio le rocce laviche, tra le più dure al mondo.

Dopo il ricondizionamento, i vari componenti sono stati indirizzati con trasporti eccezionali su gomma al porto di Sagunto (Spagna) e da qui tramite nave, fino al porto di Catania, da cui grazie ad un’altra serie di trasporti eccezionali su carrelli da 6, 8 e 12 assi (100-190 ton), sono arrivati al Cantiere di Misterbianco, la testa fresante invece, è giunta dallo stabilimento tedesco di Schwanau-Württemberg dove è stata concepita e realizzata, sempre per il tramite di trasporti combinati terra/mare/terra.

L’innovazione

Ing. Nicola Bona, è il direttore tecnico del cantiere, con all’attivo numerose esperienze in Italia ed all’estero, in ambito progettuale e costruttivo di grandi opere, ci racconta l’attività di questo cantiere nei termini di una bella avventura, sia per la tecnologia che per l’esperienza sulle metropolitane: “La nostra realtà societaria ha già fatto delle significative esperienze all’estero, come ad esempio a Singapore, in Italia abbiamo costruito solo un tratto della metropolitana milanese, con questo cantiere stiamo cercando di aprire un nuovo mercato verso questa tipologia di opere, una sfida per la nostra azienda. In particolare, continua l’ing. Bona ho seguito questa commessa sin dall’aggiudicazione, rappresenta per la nostra squadra una sfida avvincente ed entusiasmante, un’occasione di crescita personale per noi come per l’azienda, che diviene ancor più stimolante se pensato oltre all’aspetto peculiare dello scavo, congiuntamente alla parte impiantistica, dovendo realizzare tutte le opere dalla a alla z, esclusa soltanto la fornitura dei locomotori.

Nicola Bona

L’innovazione è fondamentale, anzi d’obbligo per il futuro, lo scavo con TBM è molto veloce rispetto a quelli tradizionali, ha un minore impatto sull’assetto idrogeologico, offre maggiori garanzie di qualità dell’opera garantendo piena sicurezza agli uomini in galleria, oltre alle applicazioni che riguardano le altre opere civili, impiantistiche e connesse, lo staff tecnico dev’essere in grado di progettare bene e realizzare altrettanto bene quanto richiestoci dal committente, in quest’ottica anche l’applicazione dei principi del Building Information Modelling (BIM); fa parte del nostro “modus operandi” l’aggiornamento costante a 360°, che passa dalla formazione professionale, dalla consultazione di riviste e pubblicazioni specializzate cartacee ed elettroniche, cercando le soluzioni migliori da poter impiegare nei nostri cantieri”.

 

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