Idee e visioni

La gomma è nera e rotonda. O no?

Dove per gomma non si intende ovviamente quella da masticare, ma lo pneumatico dei veicoli, nella fattispecie, per ciò che a noi interessa,  quello destinato al movimento terra e al cava cantiere. Bene, Michelin nel suo evento Vision(E) del futuro, appena conclusosi a Santa Margherita di Pula (Ca), ha voluto in parte sfatare i luoghi comuni secondo cui gli pneumatici sono tutti uguali. Non è così. E l’operatore attento di veicoli per le costruzioni, dovrebbe guardare anche in questo caso (e non solo quando sceglie una macchina) all’ormai famoso TCO (Total Cost of Ownership), visto che 1 pieno di carburante su 5 è consumato dagli pneumatici. Un centro di costo importante, quindi, nella valutazione economica complessiva  del mezzo.

Lorenzo Rosso, Presidente Michelin Italia

Uno pneumatico non è un oggetto semplice, è un amalgama di caucciù, zolfo, acciaio, silice, nerofumo, cavi metallici, cavi tessili, agenti chimici…e la sua scelta non deve mai essere casuale, ma motivata, basata su ben precise considerazioni di tipo economico e, perché no? ambientale. I dati che sono stati forniti nel corso dell’incontro organizzato da Michelin sono incredibili: ogni anno consumiamo di più di quanto la terra è in grado di produrre, se non cambiamo le nostre abitudini di produzione e consumo nel 2030 avremo bisogno di due “terre”. E forse non basteranno.

E’ anche da queste valutazioni ( e considerando che l’industria degli pneumatici utilizza 32 milioni di tonnellate di materiali all’anno di cui solo il 25% da fonti rinnovabili), che nasce lo pneumatico “concept” di Michelin, che si chiama appunto Vision, fatto di poca materia per una struttura alveolare ispirata alla natura, biodegradabile e riciclabile. Certo, è un po’ presto pensare che possa essere montato ora su tutti i veicoli in circolazione, ma la ricerca è già molto avanzata e per l’auto si prevede che i primi modelli di questo concept diventato realtà saranno disponibili tra 10 anni. Ma dobbiamo iniziare , appunto, ad avere visione e pensare ad archi temporali che non siano “qui e ora”, ma domani. E anche dopodomani, se serve.

Ma per ridurre l’uso di combustibili fossili, Michelin non si ferma qui e si impegna nell’economia circolare attraverso la propria strategia “4R”: Ridurre, Riusare, Riciclare e Rinnovare.

Ridurre: il peso dei pneumatici, le emissioni di CO2 prodotte dal loro uso e il numero di pneumatici necessari per percorrere una data distanza: in breve, ottimizzare la quantità di risorse usate, fino all’ultimo km di vita del pneumatico.

Riusare: riparando, riscolpendo e ricostruendo il pneumatico, allungandone così la durata.

Riciclare: i pneumatici a fine vita, recuperando i materiali destinandoli ad altri utilizzi.

Rinnovare: usare materiali non fossili, rinnovabili.

Dimostrazione del processo di riscolpitura dello pneumatico durante l’evento Michelin in Sardegna

Utopia? Non proprio. Ci sono oltre 6000 ricercatori Michelin al lavoro in tre continenti, per far sì che questa visione si trasformi in realtà, dimostrando che prestazioni, TCO e sostenibilità sono perfettamente compatibili. Anche per il movimento terra, un settore molto specifico in cui gli pneumatici vengono continuamente stressati, il livello tecnologico richiesto deve essere elevato e la parola d’ordine, dal tallone, al fianco, alla carcassa è una sola: resistenza.

Ed è proprio pensando a questo mercato e alle sue esigenze che Michelin ha progettato la sua nuova gamma di pneumatici destinata ai dumper articolati  (X®TRA™ Defend) e rigidi ( X®TRA LOAD GRIP   ed   X®TRA LOAD PROTECT. Entrambe offrono protezione eccellente in terreni duri e aggressivi, carichi implementati, maggior TKPH (ton x km x h), maggior distanza percorsa in un’ora, maggior durata.

Si tratta di pneumatici a tre stelle (e trattandosi di Michelin non avremmo potuto aspettarci altro) testati in cava presso il centro Michelin di Almeria (Spagna) e il centro tecnologico di Ladoux, a Clermont-Ferrand (Francia) dove è stata utilizzata anche l’innovativa  tecnologia di testing al laser FARO.

In primo equipaggiamento le omologazioni avranno luogo nel corso del 2017 e il lancio sarà nel mese di dicembre. Ci siamo già prenotati per andare a testare sul campo questi nuovi pneumatici. Avremo perciò anche l’occasione di chiedere a coloro che li hanno adottati di spiegarci i motivi della loro scelta. Forse uno di questi è proprio quella stessa “visione” futurista ma non utopica di Michelin. Un modo di guardare al domani che, anche nel movimento terra, forse sarebbe bene che tutti gli operatori adottassero.

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