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Kobelco: un passista e un maratoneta

di Costantino Radis

La natura del Kobelco SK350 NLC-10 è da puro maratoneta. Un vero e proprio passista dal rendimento costante e il cui rendimento, a fine giornata, si fa sentire sia in produzione che in consumo

 

Un escavatore rapido ma che non ama gli scatti. Il cui punto di forza è una costanza nel rendimento grazie a una struttura e a un’idraulica progettate per essere realmente dalla parte delle imprese. Una di quelle macchine che ricordano alcuni escavatori tanto vivi, in positivo, nella memoria degli addetti ai lavori. E che si fanno ricordare per la produttività costante, a prescindere dal materiale, per una gestione sostenibile e conveniente e per una affidabilità a prova di calendario.

Però il Kobelco SK350 NLC-10 è un escavatore di nuova generazione in cui il costruttore giapponese, famoso anche per le sue macchine da demolizione ad alte prestazioni, ha trasferito tutta la sua esperienza in fatto di ottimizzazione energetica.

A destra, Alberto Manfredi, responsabile settore movimento terra del concessionario Sergio Bassan e, terzo da destra, Michele Sandonà, seconda generazione alla guida della Sandonà Scavi

Lo abbiamo analizzato in un importante cantiere a Mantova, dove produzione e precisione andavano a braccetto. E se la Sandonà Scavi, importante realtà veneta del settore, lo ha integrato nel suo parco macchine, i motivi sono molto concreti.

POSTO GUIDA: LA PRODUTTIVITA' PARTE DA QUI

La produttività della macchina parte dal posto guida e dal feeling che l’operatore riesce a instaurare con i comandi e con l’interfaccia. Kobelco punta alla semplicità e questo mi piace molto. Sarà la mia formazione che non ama gli orpelli, ma avere tutto sotto controllo è una bella comodità e una sicurezza non da poco. Se l’accesso al posto guida è comodo e si apprezzano i doppi gradini sul carro con quello supplementare centrale che aiuta parecchio, la cosa che piace molto una volta alla guida è la visibilità a 360°. La telecamera posteriore e laterale destra aiutano molto ma richiedono un display supplementare che, però, non disturba la visuale. Le regolazioni reciproche di sedile e braccioli permettono di trovare in modo immediato una posizione di guida comoda e confortevole. La sensazione complessiva è di qualità e cura dei dettagli pur non avendo, rispetto ad altri costruttori, molti fronzoli. Una cabina fatta per lavorare che, dopo un po’ di tempo alla guida, si apprezza per la praticità e la silenziosità. Meritano una nota positiva i due joystick che integrano i comandi con cursore proporzionale dal corretto movimento “destra-sinistra” del pollice. Altro elemento che potrebbe sembrare banale ma che aumenta la produttività per chi lavora con attrezzature grazie a un minore affaticamento. Sulle cabine Kobelco, ovviamente conformi ROPS, le protezioni FOPS sono di serie già da qualche anno, segno di un’attenzione per la sicurezza che va al di là delle valutazioni del singolo utilizzatore. La macchina della Sandonà Scavi, usata anche in lavori di demolizione, presenta anche le protezioni anteriori FGPS che sono integrate nella struttura della cabina e sono fatte in modo da non essere fastidiose in fase di scavo. 

SCAVO E CARICO: MARATONETA

Nelle classiche operazioni di scavo e carico, lavoro target per il Kobelco SK350 NLC-10, questo escavatore si dimostra un instancabile maratoneta. Ho già detto della sua struttura pensata e realizzata per durare nel tempo, forse addirittura sovradimensionata in rapporto alla classe di appartenenza. Lo stesso vale per la parte idraulica dove, a prescindere dal materiale in cui si opera, mantiene una invidiabile souplesse produttiva non calando mai il proprio ritmo. Nel cantiere di Mantova le operazioni erano anche penalizzanti per il tipo di macchina in quanto si richiedeva di sbancare della terra vegetale per un’altezza di qualche decina di centimetri. Il carico dei veicoli collocati allo stesso piano con una benna larga, poco profonda e dotata di tagliente, non agevolava né la velocità né la logistica del carico. Un materiale compatto e duro, di matrice argillosa, che offriva parecchia resistenza al distacco. La qualità che ha fatto apprezzare l’SK350 NLC-10 è stata la fluidità dei comandi tali da non stancare l’operatore in un lavoro estremamente stressante per le condizioni al contorno. E inoltre la capacità di mantenere le produzioni richieste con dei consumi che si sono attestati sul valore medio oscillante fra 27,00 e 28,00 litri/ora. Che si abbassano a 24,00/25,00 litri/ora in contesti meno gravosi. Con un costo orario a tonnellata inferiore rispetto ad altri escavatori di pari classe presenti nello stesso cantiere. Il monitoraggio in remoto tramite il sistema Komexs – KObelco Monitoring EXcavator System, ha inoltre messo in evidenza come il lavoro di sbancamento fosse particolarmente gravoso per l’idraulica dell’SK350 NLC-10. Le cui qualità da vero passista non sono passate inosservate né alla nostra lente né alla Sandonà Scavi.

MANOVRE DI PRECISIONE: CONTROLLO PRIMA DI TUTTO

Il lavoro nei pressi di Mantova era propedeutico alle indagini archeologiche da effettuarsi prima degli scavi di fondazione. La richiesta prevedeva massima produttività unita alla massima precisione per seguire sia la conformazione geologica del terreno sia le eventuali tracce di ritrovamenti. Con un continuo cambio di quota anche su indicazione visiva da parte gli incaricati al controllo. “Si tratta di un’applicazione solo all’apparenza leggera” ci dice Michele Sandonà, cotitolare della Sandonà Scavi “che in realtà mette sotto pressione sia l’escavatore, che non lavora nella posizione ottimale per rendere al massimo, sia l’operatore, che si trova a dover effettuare produzioni elevate in un lavoro di precisione. L’SK350 NLC-10 ha le qualità per essere produttivo senza stancare l’operatore e garantendo i tempi imposti dalla committenza”. La gestione idraulica dell’SK350 NLC-10 è il suo principale punto di forza. Il ricircolo dell’olio fra sollevamento e penetrazione, i due movimenti maggiormente utilizzati, si rivela fondamentale sia per la velocità e la precisione, sia per i consumi. Potendo così anche scaricare le pompe da una parte del lavoro e dedicarle allo strappo del materiale con la benna. Tenendo conto che la forza di strappo è di 222 kN (benna) che passano a 244 con Power Boost, mentre quella di penetrazione (avambraccio std. da 3.300 mm) è di 163 kN che passano a 180 con Power Boost, l’SK350 NLC-10 è un escavatore che riesce senza problemi ad essere produttivo con un controllo che, sul campo, ha ben impressionato.

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