Gru telescopiche cingolate

Jekko: i doppi vantaggi di una gru cingolata

L’azienda Jekko, leader internazionale nel settore delle minigru e delle macchine speciali per il sollevamento, con sede a Colle Umberto (TV), ha unito la qualità della tradizione manifatturiera del nord-est con idee innovative oggi esportate in tutto il mondo.

Tra i numerosi settori di applicazione in cui vengono utilizzate queste particolari macchine ricordiamo l’installazione di vetro-facciate su edifici e grattacieli e la movimentazione di vetro e materiali non porosi, il tutto grazie all’utilizzo di manipolatori idraulici o ventose a gancio integrati alle gru. Le costruzioni edili, da abitazioni e palazzi, fino a grandi opere pubbliche e infrastrutture. Le manutenzioni interne (centri commerciali, navi, musei, scuole, ospedali, sale espositive) ed esterne (trasporti, aeroporti, stadi, strade, parchi divertimento, cimiteri, abitazioni, ferrovie, ecc.). I settori minerario, petrolifero, nucleare, chimico, perforazione e militare, lavori specifici che richiedono elevati standard di precisione, leggerezza e manovrabilità. Numerosi piccoli settori di nicchia come quello cinematografico, aerospaziale, ecc.

SPK60: la telescopica che mancava

Accanto alle minigru semoventi, nel 2016 Jekko ha creato la SPK60, gru telescopica cingolata con cabina da utilizzare prevalentemente in spazi ristretti. Dove i movimenti si calcolano al millimetro e tutto deve essere controllato e manovrato con la massima precisione. Questo progetto si è rivelato vincente ed ha portato sul mercato un prodotto che mancava. Ma dopo due anni di esperienza sul campo, i progettisti Jekko hanno deciso di evolvere questa macchina. Con lo scopo di attribuirle anche un’identità più sportiva per garantire performance straordinarie. E un grande feeling con l’utilizzatore anche nelle situazioni più aggressive di cantiere, a partire da clima e terreno. Nasce così la nuova SPK60, una versione 2.0 della precedente. Che si presenta sul mercato con una doppia identità per ogni esigenza operativa: dalle manovre di precisione in spazi stretti e chiusi al pick&carry in cantiere in terreno sconnesso e sotto la pioggia. Tutto questo è stato reso possibile grazie alla nuova versione del software di gestione della macchina che offre alla SPK60 ben due identità.

La veste “dura” della SPK60

L’aspetto più sportivo di questa macchina consiste in un picker cingolato capace di operare su ogni tipologia di cantiere, terreno e inclinazione. Si tratta a tutti gli effetti di una mini gru dotata di cingoli estensibili senza stabilizzatori. In grado di sollevare fino a 3 t in Pick&carry e 6 t in statico e raggiungere un’altezza massima di 26,7 m con jib. E tutto questo è possibile grazie all’innovativo software che permette un grande feeling con l’operatore per ottenere la massima stabilità. Questa nuova versione si adatta soprattutto a settori come quello cantieristico, l’installazione di strutture metalliche come soppalchi , manutenzioni industriali. La gru è infatti dotata di un manipolatore idraulico per tubi e putrelle che consente una maggior precisione per la manipolazione di materiali in quota. Inoltre è perfetta anche nei contesti di posa del vetro, soprattutto in ambiti cittadini dove sono richiesti ingombri minimi e prestazioni elevate.

L’aspetto “elegante” della SPK60

La nuova SPK60 è al tempo stesso sinonimo di precisione assoluta. Grazie al nuovo sistema di controllo, traspare il suo aspetto elegante di gru telescopica cingolata con cabina dotata di jib idraulico (il più lungo della sua categoria), cingoli estensibili e motore elettrico per lavorare con agilità negli spazi interni e ristretti. Questa tipologia di macchina è versatile nel settore petrolchimico, nelle manutenzioni di centrali nucleari/elettriche, nella manutenzione industriale. E in qualsiasi struttura interna dove le aree siano particolarmente strette, dove non è possibile impiegare stabilizzatori, e in interventi interni in cui sono necessarie estensioni importanti.

Altri vantaggi

Il motore è un diesel Yanmar da 53,7 kW/73 Hp a cui si alterna, quando necessario, un motore elettrico trifase (o monofase) da 11 kW. In questo modo l’operatore, in base alle esigenze e alle situazioni può con facilità passare da una modalità all’altra  per un uso interno ed esterno. La SPK60 Può essere utilizzata in spazi interni sfruttando il jib e l’utilizzo del radiocomando. Oppure, variando le impostazioni del software, diventa una gru anche da cantiere, con operatore in cabina, mantenendo i cingoli estensibili e aumentando così le capacità di sollevamento rispetto alle macchine della stessa gamma. La cabina, dotata di un’ottima ergonomia, dispone di videocamera per una perfetta visione dell’area di manovra posteriore, radio, climatizzatore, sedile ergonomico e ampia visibilità. La SPK60 risulta semplice nell’utilizzo per l’operatore in quanto la grafica del visualizzatore consente all’operatore di riconoscere all’istante gli accessori installati sulla macchina e poter settare in automatico il limitatore di momento della macchina. Inoltre il software dispone di un sistema di autodiagnosi (DTC) che permette di rilevare in tempi immediati eventuali problemi e garantire al cliente un rapidissimo feedback da parte del post vendita di Jekko.

di Claudio Guastoni

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