Test in cava

CX370D: il risveglio della Forza

Docile e preciso, ma potente e pronto a mostrare i muscoli senza esitazioni quando è necessario. Alla prova del campo il CX370D  di CASE sfodera tutta la cavalleria del suo sei cilindri da otto litri. E un’idraulica tanto generosa quanto ben bilanciata e sfruttabile al meglio in ogni condizione di utilizzo. senza pesare sui consumi grazie alle modalità di lavoro calibrate ad hoc.

Test in cava

Abbiamo voluto testare questa macchina in uno dei suoi habitat naturali d’elezione, la coltivazione di cava. Più precisamente nel sito estrattivo di proprietà della Viglianco Alfredo e Fratelli, cavatori di Bagnolo Piemonte nel cuneese. E freschi proprietari di un CX370D che a breve verrà allestito con braccio triplice, più idoneo alle caratteristiche della cava e al ciclo di lavoro demandato al cingolato CASE. Il banco di prova è oneroso, come tipico di queste applicazioni. Ma anche fortemente usurante data la natura del materiale presente in cava, la Pietra di Luserna. E’ uno gneiss lamellare di elevata durezza e abrasività fratturato con microvolate di esplosivo e successivamente rimosso dal fronte di coltivazione tramite escavatore cingolato.

Primo contatto:silenzioso, confortevole, solido

L’accensione della macchina riserva una prima impressione positiva. Il CX370D gira silenzioso al minimo, con una rumorosità che – lo sperimenteremo successivamente – resta molto contenuta anche quando la macchina è sotto carico. Buon lavoro di insonorizzazione di vano motore e cofani da parte dei progettisti CASE. Che hanno evidentemente ben curato l’aspetto del comfort, impressione confermata una volta saliti in cabina.

Lo spazio è abbondante, la strumentazione ben posizionata e facilmente consultabile, le vibrazioni e il rumore contenuti anche quando il motore sale di giri. Ma soprattutto la visibilità dichiarata c’è tutta una volta al lavoro. Ed è particolarmente apprezzabile sul retro della macchina, privo di ostacoli alla visuale, caratteristica che rileveremo assai utile una volta al lavoro visti gli spazi di manovra ristretti del sito. Il primo contatto con la macchina, insomma, è positivo. Complici anche una certa cura nelle rifiniture che non passa inosservata e una complessiva sensazione di solidità ed equilibrio, che vedremo confermata sul campo.

 

L’idraulica c'è

Saliti a bordo mettiamo subito alla prova il CX370D in quello che è il suo lavoro quotidiano, lo sgaggio e la movimentazione dei blocchi di materiale dal fronte di cava. Un’occasione propizia per sperimentare le tre diverse modalità di potenza messe a disposizione dell’operatore dalla logica di controllo della macchina. Integrate da una funzione Auto Power Boost che permette di aumentare automaticamente la pressione idraulica in base alle esigenze operative. A, indicata per i lavori di livellamento, sollevamento e precisione, H, buon compromesso tra produttività e risparmio di carburante, e SP, indicata per le operazioni più gravose che richiedono la massima produttività. Grande equilibrio e una altrettanto apprezzabile forza di sollevamento sono le sensazioni che il CX370D comunica anche alle prese con i blocchi di maggiori dimensioni. La macchina, anche al massimo sbraccio, non evidenzia fastidiosi beccheggi di alcun tipo. Segno di una equilibrata distribuzione dei pesi e di una corretta architettura e geometria del braccio. Elementi che permettono di lavorare in tutta sicurezza e soprattutto con una produttività davvero notevole. Ineccepibile la rapidità dei movimenti, che anche a macchina sotto pieno carico non accusa rallentamenti. Mentre il surplus di potenza dell’Auto Power Boost consente di disimpegnarsi con disinvoltura anche in condizioni limite di sbraccio e carico. Una macchina capace di prestazioni così muscolari rivela al tempo stesso una fluidità e precisione altrettanto apprezzabili quando si tratta di lavorare di fino. Cosa non certo infrequente all’interno di una cava dove sistemazioni, piccole movimentazioni e profilature fanno parte della normale routine. Qui l’idraulica del CX370D svela attitudini di controllo e calibrazione dei flussi. Che rendono la macchina docile nell’utilizzo e controllabile al pari di modelli di taglia ben inferiore. Tutto quel che serve, insomma, per stabilire un buon feeling con l’operatore fin dalle prime ore di lavoro.

Ma quanto mi costi?

L’evoluzione delle dinamiche di mercato ha fatto entrare anche il nostro settore nell’era del TCO. Quel Total Cost of Ownership che ha spostato le valutazioni d’acquisto dal solo prezzo della macchina – sempre importante, ma meno rispetto al passato – al costo di gestione della stessa. L’equilibrio fra prestazioni e produttività da un lato, consumi e costi di manutenzione dall’altro, è diventato quindi un punto focale ineludibile tanto per i costruttori che per gli utilizzatori. E anche per chi testa una macchina. In questo ambito la risposta del CX370D risiede nel concetto di “gestione energetica”. Espressione in cui i tecnici CASE hanno raggruppato cinque funzioni di risparmio energetico: controllo della coppia, che diminuisce i carichi della pompa principale per evitare il calo dei giri del motore e offre una sensibilità migliorata per controllare/monitorare i carichi della pompa principale; riduzione dei consumi nel movimento del braccio (BEC), per  aumentare l’efficienza del carburante durante le operazioni di abbassamento e rotazione del braccio, ad esempio per lo scarico del materiale; controllo allo scarico di rotazione (SWC), che gestisce la portata idraulica all’inizio dell’operazione di rotazione; regolazione della corsa della spola (SSC), che esegue una regolazione automatica della pressione durante le operazioni di scavo e livellamento; Auto Idle, che riduce i giri motore dopo 5 secondi di inattività qualunque sia la posizione dell’acceleratore, e Idle Shutdown, che spegne il motore dopo un tempo predefinito. L’ovvia domanda è: queste soluzioni funzionano? La risposta dell’utilizzatore, per quanto al momento maturata su un arco di tempo relativamente breve (circa due mesi), è tendenzialmente positiva: nell’utilizzo quotidiano all’interno della cava, su cicli di lavoro che comportano richieste di potenza elevate e costanti, il CX370D ha evidenziato consumi in linea con il tipo di applicazione, e leggermente inferiori a escavatori di pari taglia, sempre prodotti dal Gruppo, appartenenti alla generazione precedente. Considerata la giovanissima età della macchina i tempi sono ancora prematuri per una valutazione dei costi di manutenzione, ma una lettura degli intervalli consigliati da Case – cambio olio motore a 500 ore, sostituzione del filtro idraulico a 1000 ore, ingrassaggio dei perni a 1000 ore – lascia prevedere costi di gestione relativamente contenuti anche sotto questo profilo.

di Roberto Negri

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